May 02 2002
Volantino Mondiali 2002

Mar 09 2002
Si tiene oggi a Caderzone in val Rendena il convegno «Orizzonti verticali, la scuola della montagna» con la partecipazione di alpinisti, scrittori, docenti e giornalisti. Pubblichiamo l’intervento-appello di Mauro Corona. Io credo che la montagna abbia la voce e ci parli. Parla, sì parla. Siamo noi che non vogliamo più sentirla perché oggi ci mette a nudo. Molti l’hanno uccisa - dentro di loro prima di tutto - ma la montagna parla ancora. Perché la montagna è dio, è il mare, è il deserto è la vita che ci ha dato da mangiare. Dio, siccome non poteva farci da mamma, con la sua presenza, ha fatto la montagna. Essa ci aiutava a tenerci in vita ma, con la sua energia, anche ad ascoltare, a sentire. E’ questo che abbiamo ucciso. Era ricca la montagna, noi ne abbiamo spento le risorse proprie. E la montagna prova dispiacere, si vede. E’ chiaro che parla ancora a chi la vuol sentire. Ma oggi la spremono solo per fare soldi, per accumulare questi maledetti soldi: quindi non ce la fa più. E’ spremuta. Hanno illuminato la Tofana: lasciate piuttosto che la illumini la luna. La montagna deve essere come una medicina, che ci aiuta a stare un po’ meglio. Non risolve tutti i nostri problemi, ma ci aiuta. Invece la vogliono fare diventare una fabbrica di soldi. Non ce la fa, è chiaro che non ce la fa. A nche l’alpinismo e i suoi club hanno spesso rovinato la montanga. Sport, fretta, prendi e getta, conquista, moda. Invece bisogna insegnare ai bambini, a scuola, a percorre la montagna, anche piano. Occorre introdurre le guide alpine nelle scuole, che insegnino a camminare i primi cento metri, i più difficili, a fare un mucchietto di sassi, a rompere un rametto, in modo che se ti perdi sai come tornare indietro. La montagna è stata sempre vissuta in maniera naturale, ora la preconfezionano. Così parla a quei pochi, ormai, che hanno l’antico sentire, ma sempre meno ai giovani. Che sono isolati: sono stati isolati dalla montagna. Vanno con tute che non fanno nemmeno sentire la neve addosso ai bambini, non glielo permettono. Invece la neve era un massaggio cardiaco, fresca, faceva magari freddo alle mani, ma scaldava il cuore. I ragazzi si fortificavano. Oggi invece la montagna viene isolata dall’uomo, si cancella il freddo, il buio, la fatica, la paura: c’è una mancanza assoluta di naturalità nel rapporto fra l’uomo e la montagna. Lei si avvilisce e non parla più. Per questo dovrebbe essere tutti gli anni «l’anno delle montagne». Per me lo è, da tutta la vita e per sempre: altro che una botta e via, qualche miliardo di pubblicità, manifestazioni e poi tutto resta com’è. Il rischio è di fare l’ennesimo «anno contro le montagne» parlandone bene. Se manca la naturalità, la montagna è muta, chiusa in se stessa. Ogni scusa è buona. Il centenario di questo, l’anno di quell’altro. Hanno illuminato il campanile di non so che cosa, quel pinnacolo di Montanaia o le torri del Vajolet, vogliono fare delle cose che non sono naturali per la montagna: concerti rock sulle piste, rally attraverso i pascoli abbandonati dalle vacche. Deve invece restare la luna a illuminare la montagna, non le lampadine, o i fari lungo le piste per sciare di notte sulla neve artificiale. Ma ci rendiamo conto della realtà? E questo lo fanno perchè? Per far tirar fuori dalle tasche l’euro al turista. E’ il tempo per tornare a educare i bambini, l’alta quota non può essere solo divertimento. Non va bene. Se non nevica non si va a sciare, ecco. E non si va avanti a miliardi: perché allora devono fare la neve, devono attingere alle fonti d’acqua per fare la neve, già ce ne era poca di acqua. Ma lo vogliamo capire che le cose si fanno quando si possono fare? Se non nevica più perché l’uomo ha devastato il cielo e l’atmosfera dove abita dio, pazienza: non si va più a sciare. Un castigo, ma l’avete voluto voi. Io credo invece che si possa vivere in montagna senza trasformarla in questa spaventosa macchina per fare soldi. Certo che si può rimanerci, ma la verità è che non si vuole più solo vivere. Si vuole qualcosa di più. Chi vive in montagna ce la farebbe. Vivo pure io, o i boscaioli. Felici. Ma troppi vogliono invece solo arricchirsi: non quanto basta, molto. Allora il boscaiolo non si accontenta più dei tre milioni al mese che potrebbe guadagnare lavorando, ne vuole trenta, come succede a un boscaiolo qui, che porta giù dodici camion al giorno di legname. L’arricchimento: è questo il punto di cui si fatica a parlare. Non è più avere ciò che basta per mangiare con la propria famiglia, per avere una casa. Quello che conosco io va in giro in Ferrari, assassinando i boschi. E lo permettono, perché lo permettono. La mia speranza sono i bambini. Ad essi bisogna cominciare fin dall’asilo a introdurre nel cuore la montagna, la naturalità del vivere in montagna, l’amore. Insegnare anche ad usarla con i sensi, con l’olfatto, con l’udito, i rumori, i colori. Hanno girato un film sul Vajont: nessuno degli attori mi ha mai parlato dei colori della montagna. Non li vedevano. E a questo vanno educati i piccoli nelle scuole. Anche introducendo la figura della guida alpina come maestro di supporto. Ma lo vedete che attraversano i torrenti ingrossati e non capiscono che il torrente gli parla? E annegato uno scout. Ha attraversato il torrente, ma lui dopo otto giorni che pioveva gli stava dicendo: guarda che sono ingrossato, sono pericoloso. I bambini guardano un albero che si muove fuori dalla stanza e non sanno capire che c’è il vento. Pensano che sarà qualcuno che lo muove, o le pale del Mulino Bianco. Dobbiamo pensare a queste cose. O ppure decidiamo di uccidere la montagna, ma diciamolo chiaramente, non facciamo finta di fare gli ecologisti o di promuovere gli anni internazionali che ingrassano chi se ne occupa e inpoveriscono chi vive sui monti. Non è possibile che in un parco, dove prendono miliardi di finanziamenti, come nel parco delle Dolomiti friulane, scorazzino in macchina due trecento maleducati al fine settimana e possono fare ciò che vogliono impedendo il silenzio, o di guardare gli animali. Mentre ai cacciatori, se onesti amanti profondi della natura, tutto è vietato. In montagna vanno per prendere, non più per ricevere un dono, un’energia, una medicina per la vita, un po’ di tranquillità. Perché è medicina anche l’energia degli alberi, soprattutto in primavera: senti che stai bene, che ti lasci alle spalle le magagne. Non sanno più usarla, la montagna, e non riescono più a lasciare a casa la città. Così arrivi in un rifugio e ti trovi con una radio a tutto volume. Non vi proibisco di portare la radio, se proprio la volete, ma tenetela bassa. E se ascoltate la radio o guardate le tivù, non sentirete la montagna, gli alberi, il vento. Sarete altrove, dove siete sempre. La montagna poveretta, vede tutto questo e si è avvilita a morte, proprio avvilita. Adesso ha bisogno di essere rimeditata. E’ un dono di dio e non è retorica falsa. E’ spiritualità perché la montagna è anche un compagno di viaggio, è un grembo materno. Naturalmente ogni tanto la mamma si stiracchia e butta giù qualche pulcino, come accade ad una chioccia. E’ sì, soprattutto spiritualità, è un messaggio divino vedere queste cose di bellezza, di potenza, anche questi messaggi di rimprovero: ma tutto al fine di farci stare meglio. In mancanza della mamma ci si affida a questa natura. Ma bisogna avvicinarsi con l’educazione del sentire e oggi non te la danno più. Anche i programmi televisivi e i libri sulla montagna, sulla natura, sono solo tecnici: nessuno parla di dio, della consolazione, della serenità che può infondere un bosco o un sentiero. E’ tecnica. C’è il geologo con il martellino che ti dice che questa pietra è del giurassico, 300 milioni di anni. No: trecento milioni di preghiere, di anime, non di anni. La vogliono ridurre a pietra, e non va. E poi è assolutamente una scuola di vita. E’ una scuola se tu la frequenti e qui torno a insistere, in maniera naturale. E’ scuola sì. Quando hai camminato dieci ore per arrivare su una cima (e non scalare, quello è un esercizio che va al di là), quanto arrivi su un cima e poi torni giù, quella è scuola. Perché ti insegna, la montagna, che da una vetta non vai in nessun posto, puoi solo scendere. Quindi anche nella vita, ti fa capire, che chi raggiunge dei traguardi deve poi solo imparare a scendere da essi. Ed è difficile, perchè si è stanchi e spesso l’ora è tarda. Dopo di che insegna la fatica, poiché la montagna è in salita, come la nostra vita. Ti consuma energie, ma quando arrivi in un rifugio o a casa tua e mangi un panino, capisci e che il tonno non deve tagliarsi con il grissino, per essere buono. Deve prima di tutto essere vero. Così la montagna ti mette a nudo la naturalità, ti impegna a essere in rapporto con le cose autentiche, con la verità delle cose fisiche. Ed è qui che la spiritualità si salda alla fisicità, che la spiritualità moltiplica la percezione di tutti i sensi. Q uando dopo le ore di cammino trovi una sorgente che butta acqua capisci quanto dio è stato il dio che ha inventato l’acqua e quanto preziosa è. E nella fatica apprezzi non solo il bicchiere d’acqua, o il pane, ma anche l’amicizia, gli incontri. La montagna manda questi messaggi: anche gli odori, i rumori. Ma avete mai sentito il torrente correre? Chi si ferma a sedersi per sentire che l’acqua non fa differenze come noi, ma bagna tutti i sassi? Quelli neri e quelli bianchi, quelli limacciosi e quelli lucidi? Però bisogna essere umili per capire. Bisogna ascoltare. Spogliarsi di tutto quello di falso e apparente che c’è. Quando ascolto l’acqua di un torrente non mi importa niente della Ferrari, ma quando mancherà l’acqua - e mancherà - tutti questi Soloni che parlano di petrolio e di automobili avranno il terrore, perchè avranno ucciso il bene più prezioso del pianeta. Allora, con la montagna, avranno ucciso anche un pezzo di dio.
Mauro Corona
http://WWW.altoadige.kataweb.it/altoadige/arch_09/tn/commenti/firme/aa11b.htm
Mar 04 2002
Freshwater Resources Management for the Restoration of the Hydro-Geological Balance in the Alpine Ecosystems: Strategies and Proposals of WWF
Dr. Walter Wagner, Head of the Freshwater Programme, WWF Switzerland
Summary:
In the last decades, Alpine freshwater ecosystems have heavily been altered by human activities such as flood protection, power generation, transportation, and tourism. In addition, effects of climate change are recently becoming increasingly evident. Alpine freshwater systems are a precious resource both for the Alpine region itself and for large parts of Europe. It is therefore essential to effectively protect or restore the hydro-geological and environmental balance. WWF takes action on a policy, business, and field level to save the integrity and the biodiversity of the Alpine freshwater ecosystems.
Ladies and gentlemen,
First I’d like to thank the organizers for giving WWF, the World Wide Fund for Nature, the opportunity to present our concerns, strategies and proposals concerning freshwater resources in the Alpine region at such a high level conference.
Waters in and from mountainous regions are of paramount importance all over the world. Mountainous regions are the water towers of the world. They enable and support the richness of the world’s biodiversity and human prosperity, both in the mountain areas themselves as well as along the waters flowing from the mountains to the oceans of the world. However, the precious water resources in mountainous regions are often under severe pressure from human impact. Examples for such pressures can be deforestation, overgrazing, mining, hydropower production, tourism, and transportation, just to name some. These pressures often lead to alterations in quality and quantity of the natural hydrological cycle, resulting in an increased risk for floods and erosion and in the loss of naturally species rich mountainous habitats. Climate change, resulting in global warming, adds to the local pressures mentioned before and will in near future lead to enormous additional problems, especially in mountainous regions and the areas downstream of those.
For these reasons, mountainous regions are a focus of the work of WWF all over the globe. In an attempt to safeguard or restore natural biodiversity, WWF carries out or supports numerous projects in mountainous areas in North and Latin America, in Africa, in Asia, and in Europe. WWF considers mountainous regions to play a central role in freshwater and biodiversity conservation as a crucial element of sustainable development.
As a representative of WWF European Alpine Programme, I will now focus on our work in the Alps, to give you an idea of our strategies and proposals to achieve Alpine freshwater systems that can sustainably support natural biodiversity and human development.
If you think of freshwater systems in the Alps, you most probably think of crystal clear mountain lakes, lively Alpine streams, species-rich wetlands, snow-covered mountain ranges and majestic glaciers. Fortunately, all of these elements of our romantic picture of the Alps can still be found. They heavily contribute to the beauty of the Alpine landscape we have in mind. But the contribution of freshwater to the beauty of the Alps is only one aspect of the whole picture. Some of you might also see the freshwater in the Alps as a precious resource, for example, a resource supporting an extremely rich local biodiversity, or a resource to produce electricity from hydropower. Others of you might see the risks arising from freshwater such as avalanches or floods.
But, whatever picture you personally have of the freshwater resources of the Alps, you certainly agree that water has been and is essential for the beauty of the landscape and for the human development and the increasing economic prosperity in the Alps.
However, Alpine freshwater resources are not only a resource of local importance within the Alps. With their high amount of precipitation, the Alps are the water towers of Europe. Four of Europe’s major rivers, the Rhine, the Danube, the Po, and the Rhone, are largely fed by water from the Alpine region. Millions of Europeans, living along these rivers, depend on water from the Alps for their drinking water supply. And a large part of the European economy relies on these water resources by making use of them for power generation, for industrial purposes, or as transport ways. And, of course, the fresh water, flowing from the alps to the sea, is not only a resource essential for human use, but it also plays a central role for the existence of numerous specific habitats for plant and animal species living in or along the waterways throughout Europe. Freshwater from the Alps is essential for human and ecosystem health, as well as for the social and economic development throughout Europe.
But, besides being a precious and irreplaceable resource for Europe, Alpine freshwater is also a threat. Avalanches, mudflows and floods have always been and still are a natural threat to the inhabitants of Alpine valleys. Since decades, the inhabitants have struggled to reduce these threats. To better understand the current situation, I would now like to give you a short overview of the historic developments in the Alps.
In the 19th century, early industrialization started in the Swiss Alps. The first driving energy source was wood, which was harvested by deforestation of the mountain slopes. The clearance of the forests contributed to catastrophic floods in wide areas of the region in the second half of the 19th century. This led to a first wave of heavy engineering and channelling of the Alpine streams and rivers and to the reforestation of the hill slopes. Through these measures, the dynamics of the rivers were tamed to such an extent that the valley bottoms became safe for urbanization and agricultural use. Soon after, waterpower was increasingly becoming tapped for industrial and energy purposes. This resulted in a second wave of artificial weirs and channels, which heavily influenced the natural structures and flows of the rivers.
The heavy engineering and channelling of the rivers carried the water quickly and safely out of the region. This was certainly a prerequisite for the social and economic development, which took place in the Alps thereafter. Population growth, industrialization and intensification of agricultural productivity as well as an increasing pollution of the water resources characterized this development phase. Of course these developments had severe consequences for people and the environment in downstream areas. They increasingly had to tackle with more extreme flow regimes of the rivers and with water pollution.
As a result of these developments, we today face a river system in the Alps, which has to over 90 % lost its natural structure and its natural hydrological regime. The rivers have lost their connection with the surrounding land and therefore most of their natural retention capacity. Moreover, the dams and weirs in the rivers make it impossible for organisms to migrate upstream. These are both reasons that many plant and animal species of naturally very species rich habitats in and along the rivers are extinct or close to extinction. In the Toess River, a side arm to the Rhine River in Switzerland, the number of fish species for example declines from 20 to 1 from the confluence to the headwaters. This is mostly the result of the 568 artificial barriers stabilizing the channelized river over its length of approximately 60 km.
| Fig. 2: Number of fish species in the Toess River from the confluence with the Rhine to the head-waters
Sector 1: natural conditions; artificial fall at km 2.6 Sector 2: 4 falls; 6.5m dam at km 4.6 Sector 3: natural conditions Sector 4-9: channelled; 389 barriers From: Ambio Vol.31 N. 1, Feb. 2002 |
Human influence has altered the Alpine freshwater systems to such an extent, that natural biodiversity is highly at risk. Moreover, to ensure a safe use and an adequate flood protection from the Alpine waters for people living within the whole watersheds, increasing investments of money and energy are necessary. And, not to forget, a new large threat is showing up at the horizon, climate change. Global warming will have substantial influences on the Alpine water cycle. Snow and ice cover will increasingly melt away, permanently frozen ground will defrost, and there will, most probably, be more precipitation in the Alps. All of these changes will increase the risk for human settlements along Alpine rivers dramatically and will even more threaten natural biodiversity. The challenge for us to find ways for a sustainable development within the Alps will become even larger.
Facing this dramatic situation of the present and the future state of the Alpine ecosystems, WWF is taking action. As an environmental NGO, our main goal is to protect or restore the dynamics and the diversity of the Alpine ecosystems, especially of the species-rich Alpine freshwater ecosystems. At the same time, we want to support the sustainable use of the resources for human development and we want to minimize the threats to humans and ecosystems arising from natural hazards and human activities. To make this point clear, WWF acknowledges the importance of agriculture, tourism, or hydropower production. However, we call for sustainable tourism, organic agriculture, or green hydropower production, which do not interfere with the natural richness of the ecosystems.
These might sound like a quite ambitious or even unrealistic and sometime contradictory goal, but I would like to give you some examples to show, that this does not necessarily have to be the case. WWF is convinced that sustainable management of Alpine freshwater resources is necessary and possible.
A prerequisite for such a development however is an integrated management on a river basin scale. And since the Alpine region covers parts of eight European countries, there is need for an international agreement on the basic principles of sustainable development for the Alps and for an internationally coordinated legislation to achieve these principles.
With the Convention on the Protection of the Alps, which has been ratified as a framework by the Alpine countries Austria, Switzerland, Germany, France, Liechtenstein, Italy, Monaco, Slovenia and the EU, the Alpine region has an excellent consensus on the baseline of sustainable development. It is now crucial that the countries ratify the nine protocols of the Alpine Convention. Such an international agreement on the development principles in areas such as agriculture, forestry, tourism, energy, and transportation for the Alpine region would certainly be an ideal basis to build on for national or EU legislation. WWF therefore considers the Alpine Convention as an important and valuable step in the right direction and strongly asks the member countries to ratify and fully apply the protocols of the convention without further delay.
WWF also strongly supports the EU Water Framework Directive, a legally binding regulation. The Directive requires good ecological status for all waters until 2015. This includes water quality as well as the dynamics and the structure of the rivers. Integrated river basin management and a strong public and stakeholder involvement are the tools, which are stipulated in the Directive. WWF considers the regulations and the measures of the Directive very helpful in achieving its goals for Alpine freshwater systems. Even if not all of the countries in the Alps are members of the European Union – let’s say, yet -, the Directive will influence the whole Alpine region. The integrated river basin approach calls for an involvement of all the countries in the planning and implementation phase. WWF is actively involved in various working groups of the European Commission, elaborating specific elements relevant for the implementation of the Directive such as the definition of “heavily modified water bodies” and “impacts and pressures” as well as preparing a “common implementation strategy” and guidance therefore. Working within these teams, WWF has identified a number of problems, which might impede the timely and environmentally optimal implementation of the Directive. The major drawbacks for implementation from our point of view are the poor participation of Mediterranean and Candidate countries and the tendency to head for “minimum compliance” rather than for “best practice”. WWF commits itself to the implementation of the Water Framework Directive, without any restrictions in time and in the ecological requirements. We see this as a valuable contribution to the restoration of healthy aquatic ecosystems in the Alpine region and as a prerequisite for natural biodiversity and for sustainable development in the Alps. Therefore, WWF strongly supports the implementation of the ecological requirements of the Water Framework Directive in best practice, in time, and in all the countries of the Alpine region.
However, as mentioned above, hydropower production is of significant importance in the Alps and these infrastructures will be a severe restriction to a full implementation of the ecological goals of the Water Framework Directive. Hydropower infrastructures heavily affect the quality of Alpine rivers and streams. The operation schemes of many hydropower plants, especially of those with storage capacity, strongly alter the natural hydrological regime. The main effects on the water systems are the loss of longitudinal connectivity for species migration and sediment transport through dams, water withdrawals, and insufficient residual water amounts. Moreover, the natural runoff regime, water temperature, and sediment loads are altered in time and space. As a consequence, hydropower infrastructures in the Alps have led to severe impairments of upstream and downstream ecosystems, heavily contributing to the loss of numerous of native plant and animal species.
However, WWF recognizes hydropower as an important, CO2-free energy source for the future. But WWF also sees a high potential for ecological improvement of hydropower infrastructure in the Alps. We therefore do not oppose hydropower in general, but we strongly demand that all hydropower plants are improved to fulfil highest ecological requirements. Of course, national and EU legislation include requirements pointing in such a direction. Yet, for WWF, these existing requirements are not sufficient and too much time-lagged.
Together with partners, WWF is therefore working on a set of criteria for “green” hydropower. Such criteria shall be the basis for the inclusion of hydropower in a possible European green electricity scheme. The role model for this work is the Swiss “naturemade star” label, which includes far reaching ecological criteria for hydropower and which is quite successful on the Swiss electricity market. Hydropower plants carrying the “naturemade star” label have to fulfil a number of basic requirements, defined as minimum standards regarding the environmental impact from power plant design and operation on the local environment. They are differentiated with regard to five ecological domains and five management domains as shown in the picture. Moreover, the labelled hydropower plants have to invest into an environmental upgrading of their local ecosystems. These so called eco-investments shall relieve some of the remaining local environmental deficits in the perimeter of the power plant.
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Management domain Ecological domain |
minimum flow | hydro-peaking | reservoir management | sediment management | power plant design | Other management areas |
Fig. 3: Ecological domains and management domains relevant for the “naturemade star” label for “green” hydropower
Source: Swiss Federal Institute for Environmental Science and Technology, Duebendorf, Switzerland
WWF considers the requirements of the “naturemade star” label as an efficient and effective possibility to improve the ecological quality of the water systems affected by hydropower production. WWF therefore calls for using such requirements as a basis for a European green electricity scheme, which would significantly contribute to the improvement of the ecological quality of the water systems in the Alps as well as throughout Europe. “Green hydropower” is an ecologically and economically feasible solution to improve the present ecological conditions of Alpine waters.
As mentioned before, WWF is convinced that a sustainable management of the Alpine freshwater resources is both necessary and possible. And, as shown, WWF is trying to work in this direction by actively initiating or supporting activities together with other NGOs, as in the example of the Alpine Convention, from legislators, as in the example of the Water Framework Directive, and from business, as in the example of the “naturemade star” label. Since the Alps are mainly part of countries that have experienced early industrialization, the effects on the natural resources have become evident quite some time ago. The awareness of these problems and the will to tackle them is quite advanced, not only within NGOs but also within governments and the public. WWF therefore strongly feels that its work and involvement in the Alps will not only be of local use. It can also be of help for the management of other mountainous regions, where action possibly can be taken at an earlier stage. The Alps can be seen as a case study to learn for the future development of other mountainous areas of the world.
The model of the Alps clearly shows a development pattern of destruction of natural ecosystems followed by attempts of restoration. It is WWF’s vision to be able to learn from the experience of the Alps for other mountainous regions, where it might be possible to bypass the sacrifice of nature and directly aim at a truly sustainable development.
I do hope that you share and support this our vision.
Thank you very much for your attention.
Mar 02 2002
Operazione Mondiali per il Sesia
Dal 31 maggio al 2 giugno 2002 si terranno in Valsesia i Campionati Mondiali di Discesa in Canoa e Kayak (vedi sito www.wild-water.org per calendario e descrizione). Da diversi anni incombe sul Sesia, perla di acqua viva rimasta intatta dalla cementificazione, la minaccia della costruzione di 25 sbarramenti artificiali.
Tanti sono i progetti presentati, e due, quelli di Morca e Mollia, sono già in stato talmente avanzato nell’iter burocratico che l’inizio dei lavori incombe.
L’Operazione Mondiali per il Sesia rappresenta un’eccezionale opportunità per fare conoscere al mondo intero le minacce che pesano sul Sesia e che il “Comitato per la difesa del Sesia e dei suoi affluenti” affronta da anni.
Chiediamo al più grande numero possibile di Club e Associazioni di canoisti, pescatori, ed altri praticanti ed amanti dei fiumi e della montagna in Italia e nel Mondo, di preparare ed inviare uno striscione o una bandiera che porti la scritta : “SALVIAMO IL SESIA” nella lingua, idioma o dialetto locale, accompagnata da nome e paese del Club o Associazione.
Sabato 1° Giugno alle 17 si terrà una conferenza stampa a Scopello alla quale parteciperanno Fabio Balocco (CIPRA Italia),Valter Perotto (Coordinamento dei Comitati contro i piccoli impianti idroelettrici), Roberto Mantovani (Direttore della Rivista della Montagna), e Frederic Gilardone (Responsabile dell’Operazione Mondiali, per il Comitato per la difesa del Sesia). Sempre sabato 1° Giugno una fiaccolata in kayak sul fiume, la lettura sul palco dei Mondiali di temi di bambini delle scuole elementari della Valsesia, e una festa dei volontari difensori del fiume concluderanno la serata.
Chiediamo ai volontari, domenica 2 giugno 2002, durante la gara di discesa sprint sul Sesia, di disporsi lungo le sponde del fiume per alzare, in una gigantesca “ola”, le bandiere al momento del passaggio di ogni concorrente.
Si tratterà di un’azione di forte impatto mediatico, data la presenza di TV e Giornali da tutto il mondo. Un intervento non violento, determinato ma festoso, che vuole onorare il nostro sport, difendendo quello che di più prezioso ha: le acque pulite, libere e selvagge. Per terminare la giornata, sabato sera una grande festa riunirà a Scopello i difensori del fiume.
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Al momento hanno aderito: |
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58 Club / Associazioni |
13 Coordinatori |
132 Volontari |
Fred Gilardone - responsabile operazione
Alberto Faggioni -responsabile media e coordinatori Italia
Renato Murgolo -responsabile sito Web
Tutti i riferimenti per informazioni ed adesioni su: http://www.superspazio.it
Nov 16 2000
Da CNN online
Popoli e dighe: i costi dello sviluppo
L’industria delle dighe fattura 40.000 miliardi di lire
ogni anno. Le dighe forniscono il 19 per cento
dell’energia del mondo e permettono l’irrigazione
del 30-40 per cento del terreno coltivato sulla Terra.
In tutto il mondo dal 1950 a oggi sono costruite
45.000 grandi dighe. Per far posto alle acque, fra i
40 e gli 80 milioni di persone sono state spostate:
moltissime di loro hanno vissuto o vivono in uno
stato di assoluta povertà. Gli spostamenti
continuano al ritmo di 2-4 milioni di persone
all’anno. Sulle dighe negli ultimi anni si è
scatenata una guerra fra gli ambientalisti e
difensori dei diritti umani da una parte, e i governi e
i gruppi costruttori dall’altra.
Ora un rapporto indipendente accusa: lo sviluppo è
stato portato avanti a scapito delle popolazioni
coinvolte e dell’ambiente.
Popoli e dighe: i costi dello
sviluppo
nel rapporto della Commissione
mondiale
16 novembre 2000
Articolo messo in Rete alle 13:44 ora italiana (12:44 GMT)
Dure critiche a tutti i progetti
All’interno:
I diritti calpestati
Il quadro
L’utilità
Le nuove linee di azione
…e in futuro?
Articoli precedenti e siti
di Francesca Caferri
ROMA (CNNitalia) — Novecento
casi presi in considerazione in 56
Paesi, 17 pubblicazioni tematiche, 125
studi approfonditi ambientati in 56
Stati. Sono i numeri della
Commissione mondiale sulle dighe
(Wcd), che dopo due anni di lavoro
condotto insieme a 68 organizzazioni
di 34 Paesi ha presentato oggi a
Londra il suo rapporto finale: il più
completo studio mai effettuato sulla
situazione delle dighe e sulla gestione
delle risorse idriche ed elettriche.
“Consideriamo questo lavoro una
pietra miliare sulla strada dello
sviluppo nel XXI secolo”, ha spiegato
il professor Kader Asmal, presidente
della Commissione e ministro
dell’Educazione del Sudafrica.
Accanto a lui e a Nelson Mandela due
personaggi simbolo delle due facce
della medaglia dello sviluppo: la
commissaria Onu per i Diritti umani
Mary Robinson e James Wolfensohn,
presidente della Banca mondiale - il
principale finanziatore di dighe al
mondo.
Proprio dalla volontà di avvicinare i
due punti di vista su una questione
tanto delicata, nel 1997 nacque la
Commissione. Finanziata dalla Banca mondiale e dalle organizzazioni non
governative di tutto il mondo, aveva lo scopo di studiare i limiti e i benefici
dei progetti e mettere la parola fine alla battaglia fra i sostenitori delle dighe e
il movimento degli ambientalisti che in tutto il mondo si batte contro la loro
costruzione.
I diritti calpestati
I risultati dello studio sono a loro modo rivoluzionari. Pur ammettendo che le
dighe hanno dato un importante contributo allo sviluppo umano, la Wcd
mette l’accento su un argomento spesso secondario nel dibattito sullo
sviluppo, quello del rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. “Troppo spesso
per arrivare ai benefici garantiti da una diga - recita la conclusione del
rapporto - sono stati pagati prezzi inaccettabili e spesso non necessari in
campo sociale e ambientale”.
Costi spesso ricaduti in maniera
sproporzionata sugli strati più poveri
della popolazione, sulle popolazioni
indigene e su altri gruppi sociali
particolarmente vulnerabili”. Sotto
accusa il numero delle persone
sradicate dalle loro terre per far posto
alle acque, la disinformazione sul loro
destino, gli inesistenti rimborsi in
termini di soldi e di terre: in una parola
il ruolo marginale dato all’impatto
sociale e ambientale di fronte alle
ragioni della crescita economica. “Una
diga - ammoniscono le conclusioni del rapporto - non dovrebbe mai essere
costruita senza l’assenso delle persone coinvolte”.
Il quadro
Secondo i dati della Wcd, negli ultimi 50 anni fra i 40 e gli 80 milioni di
persone - l’equivalente della popolazione della Spagna o della Germania -
sono state mandate vie dalle loro terre per far posto a una diga. In moltissimi
casi, i programmi di reinsediamento della popolazione non sono stati attuati o
sono falliti. Attualmente gli spostamenti proseguono al ritmo di 2-4 milioni di
persone l’anno, soprattutto in Cina e in India.
Dal 1950, 45.000 grandi dighe - ovvero costruzioni alte più di 15 metri -
sono state create per rispondere ai crescenti bisogni di acqua o di energia
elettrica: molte di più sono quelle di proporzioni minori.
Oggi quasi tutti i grandi fiumi del mondo sono interrotti nel loro corso da una
grande diga. Giganti che forniscono in tutto il 19 per cento dell’energia
utilizzata al mondo, permettono l’irrigazione del 30-40 per cento dei 271
milioni di ettari di terreno coltivato sulla Terra e in molti Paesi hanno
permesso la creazione di industrie e posti di lavoro. Ma che negli nello
stesso periodo hanno provocato la morte di 13.500 persone nel mondo
(Cina esclusa: Pechino non fornisce dati sull’argomento, ma dal 1950 a oggi
nella Repubblica popolare sono crollate quattro dighe) e distrutto la vita di
milioni di altre.
In tutto l’industria delle dighe fattura 20
miliardi di dollari l’anno, circa 40.000
miliardi di lire: negli anni ‘70 - quando
la costruzione di dighe toccò i livelli
massimi - in media due o tre grandi
dighe erano commissionate ogni giorno
in qualche parte del mondo.
L’utilità
Ma quanto sono realmente serviti
questi giganti di cemento? “Nella
costruzione delle grandi dighe - spiega
il rapporto - c’è una spiccata tendenza a ritardi in termini di tempo e ad
aumenti dei costi. Inoltre, c’è una considerevole porzione di fallimenti nel
raggiungimento degli obiettivi, sia dal punto di vista economico che fisico
(irrigazione e fornitura di acqua n.d.r.)”.
“Gli impatti sui fiumi e sugli ecosistemi sono stati più negativi che positivi -
sottolinea il rapporto - gli sforzi fatti per limitare i danni alla natura sono stati
insufficienti”. Ma non basta: “Ancora più significativo è il fatto che i gruppi
sociali che maggiormente hanno dovuto sopportare i costi derivati dalle
dighe, spesso non sono stati quelli che ne hanno ricevuto benefici in termini
di acqua, elettricità o sviluppo sociale”.
Alla luce di queste considerazioni negli ultimi anni molti Paesi hanno scelto di
seguire altre strade nell’ambito della politica idrica e energetica: alcuni hanno
anche iniziato a smantellare le dighe e a promuovere iniziative di recupero
degli ecosistemi danneggiati. Politiche costose che soltanto i Paesi più ricchi
possono permettersi: nelle nazioni con economie arretrate e con popolazione
- e quindi bisogni idrici ed energetici - crescente le dighe sono ancora una
scelta economica di primo piano. Attualmente il Paese con maggiori progetti
in fase di realizzazione è l’India, dove sono in costruzione un numero di dighe
variabile da 960 a 695 a seconda delle fonti. Seguono la Cina (280) e la
Turchia (193).
Le nuove linee di azione
Per questo, nella conclusione del suo rapporto la Commissione ha
raccomandato l’adozione di un quadro di azione diverso. Sono state
individuate sette priorità strategiche da rispettare nel progettare una diga:
valutazione d’impatto complessiva (quindi anche sociale e ambientale),
ricerca di alternative, tentativo di sfruttamento più ampio delle dighe già
esistenti, conservazione dell’ecosistema, allargamento dei benefici a fasce più
ampie di popolazione, dando la priorità a chi è maggiormente colpito dal
progetto.
La Commissione raccomanda inoltre
di ascoltare e considerare i diritti delle
popolazioni interessate, il cui parere
deve essere un elemento vincolante
nelle scelte sul progetto. E infine -
raccomanda la Wcd - deve essere
garantita una politica di condivisione
delle risorse idriche fra Paesi: no
dunque al blocco unilaterale delle
acque da parte delle nazioni che
controllano l’alto corso o le sorgenti di
un fiume.
…e in futuro?
La Commissione raccomanda la revisione in base a queste linee dei progetti
attualmente in corso, molti dei quali duramente contestati proprio per il
mancato rispetto degli aspetti sociali e ambientali. “Se le linee guida
raccomandate dalla Wcd fossero state seguite in passato - commenta
Patrick Mc Cully di International Rivers Network, una delle principali
associazioni ambientaliste del mondo - molte dighe non sarebbero mai state
costruite: fra quelle in costruzione oggi che violano apertamente questi
principi ci sono quella di Ilisu in Turchia, quella sul Narmada in India e quella
delle Tre Gole in Cina”.
Le linee guida della Commissione però non sono vincolanti: per capire se
avranno un effetto reale sulla politica di sviluppo dei prossimi anni, bisognerà
vedere come saranno recepite dai governi e dai consorzi costruttori delle
dighe. “Questo lavoro è un passo avanti importantissimo - ammette
comunque Antonio Tricarico della Campagna per la Riforma della Banca
mondiale, che da anni si batte contro la costruzione di nuove dighe - perché
riconosce il diritto delle popolazioni a dire la loro e ad avere dei
risarcimenti”.
“Per i costruttori di dighe gli errori passati sono serviti soltanto ad accrescere
l’imponente arco della loro curva di apprendimento - commenta la scrittrice
indiana Arundhati Roy, sostenitrice del movimento anti-dighe del suo Paese
- è ora che capiscano che questo arco ha distrutto la vita di milioni di
persone”.
ARTICOLI PRECEDENTI:
Questa diga non sta in piedi, dubbi europei sul progetto turco
13 novembre 2000
La Corte suprema dice sì alla mega-diga sul Narmada
20 ottobre 2000
SITI COLLEGATI:
International rivers network e la Wcd
La Commissione mondiale sulle dighe
Campagna per la riforma della Banca mondiale
Gli amici del Narmada
Consiglio mondiale dell’acqua
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CNNItalia.
Oct 04 2000
da: CIPRA-Info n°58 (ottobre 2000)
Il fiume Sesia ed i suoi affluenti principali costituiscono un ecosistema fluviale che si caratterizza per un considerevole livello di naturalità. Tuttavia esistono una serie di richieste per prese d’acqua ed imbrigliamento a scopo idroelettrico che interesserebbero i corsi d’acqua valsesiani. Vi è poi la situazione paradossale di un impianto artificiale per la pratica della canoa. In questo caso il fiume Sesia verrebbe deviato con un canale artificiale. Per evitare la compromissione di uno dei fiumi più belli d’Italia si è costituito il “Comitato per la tutela del Sesia” che il 9 aprile scorso ha organizzato un’ingente manifestazione di protesta contro i progetti che andrebbero a danneggiare irreversibilmente il fiume. A preoccuparsi sono, oltre a molti degli enti locali della valle, le associazioni di canoisti e le scuole di canoa che operano in zona, i pescatori, ma anche di privati cittadini.
CIPRA-Italia
Jan 12 2000
22.04.99: La provincia di Vercelli scrive al Comune di Varallo richiedendo un incontro con le Associazioni Sportive piscatorie e fluviali presenti sul territorio per analizzare il progetto denominato “ex New Team” in Località Morca, Comune di Varallo04.05.99: Lettera del Comune di Varallo alle Associazioni sportive piscatorie e fluviali richiedendo osservazioni sul progetto “ex New Team”, al fine di preparare un incontro con la Provincia di Vercelli (di seguito denominata Provincia)
08.05.99: Lettera delle Scuole di canoa (river side, Scuola di canoa morgex e Valsesia, accadueo, Free Flow) al Comune di Varallo, esprimendo parere assolutamente contrario alla realizzazione del progetto indicato. In oggetto: progetto “ex New Team”
13.05.99: Lettera della Scuola di canoa Hidronica al Comune di Varallo in cui si esprime parere assolutamente contrario. Oggetto: progetto “ex New Team”
17.05.99: Lettera della Societ� Valsesiana Pescatori Sportivi al Comune di Varallo in cui si esprime parere assolutamente contrario. Oggetto: progetto “ex New Team”
31.05.99: Lettera di convocazione del Comune di Varallo a tutte le Associazioni sportive piscatorie e fluviali per l�incontro con la Provincia e la Ditta costruttrice.
14.06.99: Lettera di tutte le Associazioni sportive, piscatorie e Scuole di Canoa e del Canoa Club Valsesia al Comune di Varallo in cui si ribadiscono le posizioni già espresse nelle lettere precedenti. Oggetto: progetto “ex new-team”
15.06.99: incontro presso il Comune di Varallo tra il funzionario della Provincia Arch. Gaietta, il Comune di Varallo, la Ditta proponente, la S.V.P.S. e le tutte le Scuole di Canoa della Valsesia. Oggetto: progetto “ex new-team”.
In tale incontro viene espresso il parere assolutamente contrario da parte del Comune di Varallo e di tutte le Associazioni piscatorie e sportive al progetto oggetto dell�incontro
21.06.99: vista la preoccupazione data dalla presenza di una serie di richieste di Concessione edilizia su tutto il territorio della valle, si costituisce presso l�albergo Italia di Varallo il “Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti” (di seguito indicato come “Comitato”), che ha come Soci fondatori il Presidente della S.V.P.S., i responsabili di tutte le scuole di canoa e un rappresentante del Canoa Club Valsesia.
21.07.99: Delibera n.168 della Giunta comunale di Varallo: viene espresso parere sfavorevole al progetto “ex New Team”, richiamando la delibera n.289 del 10.02.95 e allegando tutte le lettere delle scuole di canoa e dei pescatori in cui si esprimono pareri assolutamente sfavorevoli, avvallati da una serie di precise motivazioni.
30.08.99: Lettera della Provincia alla S.V.P.S. e alle Scuole di canoa (il Comitato non è in elenco).
Partendo dal presupposto che la concessione edilizia per il progetto dovr� comunque essere rilasciata dal Comune di Varallo, la Provincia richiede alle associazioni in indirizzo le eventuali azioni mitigatrici da introdurre nel disciplinare (art.13). Il Comitato mantiene la propria posizione assolutamente contraria al progetto, ritenendo non esistano azioni che possano “mitigare” il devastante impatto ambientale conseguente l’attuazione del progetto.
05.10.99: Lettera della Provincia alla S.V.P.S. e alle Scuole di canoa (il Comitato continua a non essere in elenco).
In tale lettera vengono ribaditi i contenuti della comunicazione del 30.08.99, dando il termine per una risposta entro 20 giorni.
19.10.99: il Comune di Varallo invita il Comitato ad un incontro per dare una risposta alla lettera del 05.10.99 della Provincia
20.10.99: Il Comitato risponde all�Arch. Gaietta, funzionario Provinciale settore pianificazione territoriale - servizio Risorse idriche, e, per conoscenza, al Presidente della Provincia di Vercelli, all’Assessorato allo Sport (Prov. VC), all’Assessorato Pianificazione territoriale (Prov. VC) e al Sindaco del Comune di Varallo Sesia.
Nella lettera il Comitato analizza in 16 punti l�impatto e tutte le conseguenze derivanti dall�attuazione del progetto dal punto di vista ambientale, turistico ed economico. A seguito di tale analisi viene affermato un parere assoluitamente contrario e viene richiesta la sospensione di tutti i progetti che riguardano il bacino dell’Alta Valsesia ed una Commissione che esamini tutte le richieste di concessione edilizia per produzione di energia idroelettrica in un contesto di programmazione territoriale globale volta all’uso plurimo delle acque.
20.10.99: la lettera del Comitato viene protocollata al Comune di Varallo unitamente alla richiesta di adesione al Comitato Sesia
20.10.99 Aderisce al Comitato il Comune di Varallo.
20.10.99: Delibera n.249 della Giunta Comunale di Varallo. La Giunta richiama la delibera del 21.07.99 confermando il parere sfavorevole al progetto “ex New Team”. Aderisce al comitato e condivide in toto il contenuto della lettera del Comitato del 20.10.99 che viene allegata alla delibera stessa; la delibera viene contestualmente trasmessa alla Comunità Montana e a tutti i Comuni dell”Alta Valsesia.
05.11.99: lettera della Provincia al Comune di Varallo, a tutte le Associazioni fluviali e piscatorie ed al Comitato Sesia per invitarle ad un incontro fissato per il 16.11.99 presso la Provincia, per un�analisi del progetto “ex New Team”
15.11.99: lettera del Comitato agli indirizzi in allegato (Allegato A) con oggetto: “richiesta di uno studio specifico sull�uso plurimo delle acque in Alta Valsesia, dal Comune di Varallo al Comune di Alagna, ed in tutte le valli laterali”. Nella lettera il Comitato esprime forte preoccupazione per la mancanza di una programmazione globale rispetto ai numerosi progetti richiesti. In 9 punti si richiama l�attenzione sui problemi connessi all’impatto abientale e alle realtà turistiche ed economiche fruitrici del fiume presenti in Valsesia a motivazione della richiesta in oggetto alla lettera.
16.11.99: Presso la Sala Consigliare della Provincia di Vercelli, incontro promosso della Giunta provinciale, presenti: per la Provincia di Vercelli i Sig.ri Masoero Renzo- Vicepresidente, Bondetti Pietro -Assessore , Frà Marco -assessore, Piola Dario- Assessore, Chessa - Direttore Generale, Robutti - funzionario; per il Comune di Varallo il Sig. Carrara - Vicesindaco; per il Comitato Sesia i Sig.ri Pugno Arturo -Presidente, Smuraglia Alberto -Segretario, Valbonesi Massimo -Consigliere. E’ stato firmato un foglio di presenza.
Il Comitato Sesia consegna in questa sede la lettera già inviata alla Provincia il giorno precedente (15.11.99) riaffermando il parere assolutamente contrario al progetto “ex New Team” e richiedendo:
“uno studio per l’uso plurimo delle acque nel bacino dell’alta valsesia compatibile con la necessità di tutela e valorizzazione ambientale, e compatibile anche con le esigenze di sviluppo socio-economico dal punto di vista turistico
- la sospensione di qualsiasi progetto in attesa di tale studio
- di rendere ufficialmente noti tutti i progetti al vaglio della Amministrazione provinciale
- di rendere ufficialmente noto se vi siano altri progetti di intervento (sponde artificiali, disalvei ecc.) del bacino dell’Alta Valsesia
- di creare una Commissione permanente come organo di controllo su tutti i progetti
- di redarre una carta di intenti da parte della Provincia inerente le problematiche sollevate dal Comitato.
22.11.99: Il Consigliere della Provincia di Vercelli Buonanno presenta una interrogazione al Presidente ed all’Assessore competente, da discutere nel successivo Consiglio Provinciale, in cui richiama i punti e le domande poste nella lettera del Comitato in data 15.11.99.
23.11.99 Aderisce al Comitato la Comunità Montana della Valsesia.
01.12.99 Senato della Repubblica�XIII Leg.�724 seduta (pomeridiana).
Sette Senatori della Repubblica: Vedovato, Tapparo, Saracco, Cortiana, Ripamonti, Fumagalli Carulli presentano un�interrogazione Parlamentare al Ministro dell�Ambiente On. Ronchi sul problema fiume Sesia, prendendo spunto dalla lettera del Comitato del 15.11.99 e richiedendo la sospensione di tutti i progetti in attesa dello studio sull’uso plurimo delle acque del bacino dell’Alta Valsesia, compatibile con le problematiche ambientali, turistiche ed economiche presenti in Valsesia.
04.12.99 Aderisce al Comitato l’Associazione “Accompagnatori Turistici e guide turistiche della Valsesia”.
11.12.99 Aderisce al Comitato il “Consorzio Turismo Valbella”
13.12.99 Aderisce al Comitato “Valsesia Wild Water 2002″ ente organizzatore dei Campionati Europei del 2001 e dei Campionati Mondiali del 2002 di canoa e kayak.
20.12.99 Lettera del Ministero dell’ ambiente, con la lettera del Comitato del 15.11.99 in allegato, all’Autorità di bacino del fiume Po e p.c. al Comitato. Viene richiesta una risposta alle problematiche sollevate dal Comitato stesso, invitando gli uffici competenti a dare risposta al Comitato e per conoscenza al Ministero stesso.
20.12.99 Aderisce al Comitato il Comune di Scopello
30.12.99 La Giunta Provinciale, con delibera n. 41866 in data 30.12.99: stanzia L. 20.000.000 per promuovere la realizzazione di uno studio finalizzato alla pianificazione dell�uso plurimo delle acque presenti in Valsesia, da Alagna a Borgosesia. Richiede altresì l’intervento della Regione Piemonte per le competenze assegnategli per legge.
Dalla delibera si viene a conoscenza di un incontro svoltosi in Regione il 7.12.99 tra le due Amministrazioni, per le problematiche richiamate in delibera.
Sempre dalla stessa delibera si nota la totale assenza, in tutte le argomentazioni della Provincia, delle parole pesca e sport fluviali.
20.01.00 Aderisce al Comitato l’agenzia “Turismo Valsesia e Vercelli”
20.01.00 Lettera del Comitato all’Assessore alle risorse idriche Marco Frà e p.c. in allegato (allegato B) con oggetto: “rinnovo di richiesta di studio per l’uso plurimo delle acque del bacino del fiume Sesia; altre problematiche”.
Nella lettera il Comitato ripercorre i fatti cronologicamente, ricorda l’interrogazione parlamentare e cita le adesioni che il Comitato ha ricevuto, specialmente dagli Enti pubblici. Rileva il silenzio dell’Assessore Marco Frà a tutte le lettere inviate e ribadisce le richieste già in precedenza avanzate tramite lettera ed all’incontro del 16.11.99 in Provincia:
” uno studio per l’uso plurimo delle acque nel bacino dell’alta valsesia compatibile con la necessità di tutela e valorizzazione ambientale, e compatibile anche con le esigenze di sviluppo socio-economico dal punto di vista turistico
- la sospensione di qualsiasi progetto in attesa di tale studio
- di rendere ufficialmente noti tutti i progetti al vaglio della Amministrazione provinciale
- di rendere ufficialmente noto se vi siano altri progetti di intervento (sponde artificiali, disalvei ecc.) del bacino dell�Alta Valsesia
- di creare una Commissione permanente come organo di controllo su tutti i progetti
- di redarre una carta di intenti da parte della Provincia inerente le problematiche sollevate dal Comitato.
28.01.00: Lettera al Comitato dal capo della Segreteria del Ministero dell’Ambiente Sig. Riccardo Canesi , Prot. n.3511/6 -, in cui comunica ” è stata mia premura sottoporre la predetta nota all’attenzione dei Competenti Servizi ed agli esperti di questo Dicastero”
03.02.00: Lettera dell’Autorità di Bacino del fiume Po al Ministero LL.PP., alla Regione Piemonte ” Settore pianificazione Risorse Idriche ” e p.c. al Ministero dell’Ambiente e al Comitato; in oggetto: “sfruttamento idroelettrico in Alta Valsesia: richiesta informazioni”.
Tale lettera prende esplicitamente spunto dalla lettera del Comitato del 15.11.99 in cui �� si descrive una situazione di elevato sfruttamento idrico essenzialmente a scopo idroelettrico del bacino citato e l’imminente realizzazione di ulteriori derivazioni.� L’ufficio stesso nella lettera richiede informazioni anche sulle concessioni rinnovate recentemente (dal 1990) in quanto escluse, con circolare del Ministro dei L.L.P.P. n.394 del 19/04/94 dal parere di competenza dell’Autorità di Bacino previsto dal D.Lgs.275/93
18.02.00: La Ditta “Valsesia Energia srl” di Borgosesia richiede al Comune di Varallo la concessione edilizia per il progetto denominato “ex New Team”, allegando una lettera in cui ricorda che il disciplinare integrante la concessione edilizia è stato firmato dalla Ditta e dalla provincia in data 14.10.97, e dichiara � ” gli adempimenti a cui ottemperare richiamati all’art.13 del sopracitato disciplinare sono stati superati di comune accordo con i competenti organi provinciali, di cui vi faremo pervenire, quantoprima, l’atto ufficiale.” Nella lettera vengono inoltre fissati i limiti di tempo previsti dalla legge per il rilascio della concessione (determinando per il 15.03.00 la data ultima) �� avendo la sottoscritta adempiuto ritualmente a tutti gli oneri incombenti a proprio carico�; vengono altresì paventate azioni nei termini di legge per il risarcimento dei danni, da richiedere ai responsabili del procedimento e all’Ente, scaturiti dal mancato rilascio della concessione stessa.
21.02.00: Lettera della Provincia ” Settore Pianificazione Territoriale ” Settore Risorse Idriche a firma dell’Assessore Marco Frà e del Direttore del Settore Arch. Gaietta. In tale lettera:
- pur evidenziando la competenza “in ordine all’applicazione di norme di moratoria in materia di rilascio di concessioni di derivazione d’acqua” allo Stato ed alla Regione Piemonte, si continua a non rispondere alle richieste di comunicazioni ufficiali ripetutamente inoltrate dal Comitato
- si dichiara che, fin dall’ aprile ‘99, la Provincia ha sollevato in sede istituzionale le problematiche inerenti le necessità di rendere compatibili gli usi plurimi delle risorse idriche in Valsesia “ancor prima della costituzione di codesto Comitato.”
- si ricordano le “‘.funzioni esclusivamente amministrative inerenti l�utilizzo di piccole derivazioni d’acqua� della Provincia, e si ricordano quali altri Enti pubblici concorrano per la tutela delle acque
- si sottolinea come l’Amministrazione Provinciale “…facendosi carico delle problematiche a suo tempo sollevate e poi riprese da codesto Comitato, con del. n.41866 del 30.12.99 della Giunta, e quindi ancor prima della richiesta a cui si risponde, ha promosso l’avvio di uno studio finalizzato alla pianificazione dello studio plurimo delle risorse idriche in Valsesia”
24.02.00: Da “Il Giornale” - intervista all’Assessore Frà nella quale ribadisce i contenuti della lettera del 21.02.00. Contestualmente dichiara :”.. è giusto che sia la Provincia a decidere nel rispetto di tutti. Non diamo tutte le Concessioni che vengono richieste ma le esaminiamo attentamente e pretendiamo le Valutazioni di impatto ambientale. Attualmente solo due sono state autorizzate”. Dall’articolo si viene dunque a sapere ufficiosamente che le concessioni autorizzate dalla Provincia sono due: una è relativa al progetto “ex New Team”, e l’altra?
28.02.99: Lettera del Sindaco di Varallo Sig. Pierangelo Pitto al Ministro dell�Ambiente On. Ronchi, in cui si richiede un intervento superiore per il progetto “ex New Team”, dato l’obbligo al Comune di Varallo di rilasciare la concessione edilizia come atto dovuto per legge, nonostante il parere contrario già espresso con tre delibere della Giunta comunale
01.03.00: Lettera della Comunità Montana Valsesia a tutti i Sindaci, all’Amministrazione Provinciale, al Comitato, al ministo dell’Ambiente, al Ministro dei Lavori pubblici, all’Autorità di bacino, al Magistrato per il Po, alla Regione piemonte. Nella lettera si sottolineano le problematiche inerenti il deflusso minimo vitale, la pratica degli sport fluviali e le potenzialità turistico-sportive del fiume. Inoltre “..si confida nella sensibilità e nell’intervento qualificato di tutte le Istituzioni per evitare conseguenze che potrebbero rivelarsi irreversibili”.
02.03.00: Lettera del Ministro per la Solidarietà Sociale On. Livia Turco al Comitato, che fa seguito all�incontro tenutosi il 29.02.99.
In tale lettera il Ministro esprime la sua solidarietà ed il suo appoggio, condividendone gli intenti e le finalità; riferisce l’interessamento personale attuato presso il Ministro Ronchi.
06.03.00: Il Comune di Varallo “sospende” la pratica, richiedendo l’acquisizione di un nuovo svincolo per il progetto “ex New Team” poichè il progetto presentato risulta variato rispetto al progetto per cui è stato ottenuto il nulla-osta. Il Comune di Varallo dichiara in questa sede di non aver ricevuto l’atto ufficiale (art.13 del disciplinare) concertato dalla Provincia di Vercelli e dalla Ditta, richiamato dalla Ditta stessa come allegato della richiesta di concessione edilizia presentata il 18.02.00. Invita contestualmente la Provincia ad inviare l�atto ufficiale sopra citato.
08.03.00 Lettera del Comune di Riva Valdobbia al Comitato: in cui si dichiara che la Commissione Edilizia si è limitata ad un parere “di massima” favorevole al ripristino della centrale idroelettrica in Val Vogna richiedendo documentazioni. Ricorda che le autorizzazioni sono rilasciate dalla Provincia che ha già richiesto uno studio di impatto ambientale. L’Amministrazione ricorda inoltre che la tutela dell’ambiente ? per loro una priorità, impegnandosi a sottoporre al Comitato il progetto, non appena saranno completati tutti gli studi richiesti.
20.03.00: La Giunta Provinciale, con delibera n. 7742 in data 20.03.00, stabilisce le azioni mitigatrici (art.13) in riferimento al sdisciplinare per il progetto “ex New Team”, affermando contestualmente che il Comitato ” non ha fornito indicazioni concrete di azioni mitigatrici, limitandosi a genearli pareri negativi”.
Tra le azioni mitigarici:
- 15% del deflusso totale in corrispondenza della scala di risalita dei pesci e 85% in corrispondenza del passaggio delle canoe (D.M.V. pari a 2,13 mc/s)
- 304 ore/anno di obbligo alla Ditta di lasciar defluire tutta la portata d�acqua del Sesia in periodi prestabiliti, individuando nel Comune di Varallo l�Ente coordinatore dei fruitori sportivi del fiume Sesia in applicazione della suddetta disposizione.
Tali azioni non trovano un riscontro valido nella realtà, non avendo il Comune di varallo mezzi per effettuare tale azione coordinatrice e non essendoci dati certi e costanti sulle portate d’acqua; la Provincia infatti incarica contestualmente la Ditta Valsesia Energia di effettuare un monitoraggio ed uno studio delle portate d’acqua durante il primo anno di attività. A seguito di questo studio, ed in caso di compatibilità con la fruizione canoistica del fiume, potrà essere permessa la captazione dell’acqua anche durante le 304 ore/annue.
22.03.00: da “La Stampa”: L’Assessore Marco Frà dichiara in un’ intervista che “in questo caso la Provincia è un soggetto passivo�, poichè la Concessione è stata rilasciata nell’ì5 dalla Regione. Dichiara altres� che con la loro volontà si è arrivati a stabilire dei paletti limitanti il disciplinare, per tutelare i pescatori e i canoisti (vedi delibera della Giunta Provinciale del 20.03.00). tali paletti sono le 304 ore/anno di stop alla captazione.
LìAssessore Frà continua “canoisti e pescatori anzichè arroccarsi sulle loro posizioni avrebbero potuto collaborare a scrivere le nuove regole. Li ho invitati e non sono venuti”. Nello stesso articolo viene intervistato anche l’Assessore Provinciale allo sport Riva Vercellotti che dichiara �”dal punto di vista sportivo dico “no”: da Mollia a Varallo non devono essere fatti sbarramenti”
23.03.00: da “La Stampa”: L’Assessore Riva Vercellotti condivide le motivazioni dell’Assessore Frà in relazione alla passività della Provincia in questo caso specifico, ma contestualmente ribadisce :”.. ritengo che realizzare sbarramenti a fini esclusivamente idroelettrici sul tratto del Sesia Mollia-Varallo significa incidere negativamente su una fruizione turistica legata agli sport d’acqua viva in un’area di eccellenza a livello internazionale, soprattutto dopo gli sforzi promossi dal mondo associazionistico e dal Comitato promotore dei mondiali”.
27.03.00: Delibera n.64 della Giunta Comunale di Varallo: viene ricordato che il sito in questione (Loc. Morca , progetto “ex new team”) è situato in una zona con caratteristiche di esondabilità, sito già preso in considerazione in ordine alle osservazioni che il Comune di Varallo sta elaborando riguardo al P.A.I. (Piano di assetto idrogeologico). Viene altresì :”..rilevata l’assoluta esigenza di verificare, tramite apposito studio, l’interazione delle opere di derivazione rispetto alle caratteristiche idrauliche del sito in questione”. “Tale verifica assume fondamentale importanza per garantire la sicurezza delle zone limitrofe..”. La Giunta delibera di “esprimere parere negativo” prima di aver acquisito e valutato sotto il profilo idraulico e specificatamente rispetto al P.A.I., l’interazione di opere edili in questione riguardo al fiume. “Di contestare fermamente il penultimo periodo della premessa dell’Atto di Giunta Provinciale n.7742 del 20.03.00 non risultando veritiera l’affermazione con cui si dichiara che il Comune non ha prodotto elementi concreti per introdurre prescrizioni mitigatorie nel disciplinare attuativo della concessione di derivazione, in quanto con atto di Giunta Comunale n.249 20.10.99, trasmesso alla Provincia��, veniva approvato un dettagliato documento elaborato in concerto con il Comitato per la Tutela del fiume Sesia, ove si evincevano specifiche valutazioni e proposte in ordine al progetto di derivazione e alle modifiche che si sarebbero rese necessarie per una sua approvazione. Parimenti con nota prot. 8441 del 03.08.99 veniva trasmessa, sempre all’Amm. Provinciale di Vercelli copia della deliberazione di Giunta Comunale n.178 del 21.07.99 che unitamente ai relativi allegati prodotti dalle Associazioni canoistiche e pescatorie si fornivano precise indicazioni sulle azioni mitigatorie in questione.”
09.04.98 Con decreto del Ministro Sloveno per l�ecologia e l�ambiente, con l‘approvazione e il sostegno della Comunit� Europea e il WWF, il fiume Isonzo con i suoi affluenti � stato posto sotto protezione totale quale ambiente naturale di particolare interesse Europeo.
- Ministro dell�Ambiente
On. Edo Ronchi
- Camera dei Deputati
Presidente Commissione Ambiente e Territorio
On. Rita Lorenzetti
- Senato della Repubblica Presidente Commissione Ambiente e Territorio
Sen. Fausto Giovannelli
- Regione Piemonte
Presidente
Ill.mo Sig. Enzo Ghigo
- Regione Piemonte
Settore Pianificazione Risorse Idriche
Ing. Mattalia
- Regione Piemonte
Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca
Sig. Bodo
- Provincia Vercelli
Presidente
Ill.mo Sig. Giulio Baltaro
- Provincia di Vercelli Assessorato Pianificazione Territoriale
Arch. Pietro Bondetti
- Provincia di Vercelli Assessorato Agricoltura e Risorse Idriche
Sig. Marco Fra
- Provincia di Vercelli Assessorato Sport e Cultura
Sig. Carlo Riva Vercellotti
- Provincia di Vercelli
Assessorato Caccia e Pesca
Avv. Dario Piola
- Comunit� Montana Valsesia Presidente
Sig. Guido Crevola
- Comunit� Montana Valsesia Assessorato Ambiente
Sig. Guido Cerli
- Ai Signori Sindaci dei comuni di:
Alagna, Balmuccia, Boccioleto, Borgosesia,
Campertogno, Carcoforo, Cervatto, Civiasco, Cravagliana, Fobello, Mollia, Pila, Piode, Quarona, Rassa, Rima San Giuseppe, Rimasco, Rimella, Riva Valdobbia, Rossa, Sabbia, Scopa, Scopello, Varallo, Vocca
- ASCOM Vercelli
Presidente
Dott. Giulio Baltaro
- ATL Valsesia-Vercelli
Presidente
Sig. Riccardo Fava Camillo
- Consorzio Turismo Valbella
Presidente
Sig. Renato Rosso
- La Stampa
- Corriere Valsesiano
- Notizia Oggi
- Tele Alta Italia
- Telemonterosa
ALLEGATO B (lettera del 20.01.00)
- Ministro dell�Ambiente
On. Edo Ronchi
- Ministro dei Lavori Pubblici
On. Willer Bordon
- Camera dei Deputati
Presidente Commissione Ambiente e Territorio
On. Rita Lorenzetti
- Senato della Repubblica
Presidente Commissione Ambiente e Territorio
Sen. Fausto Giovannelli
- Ill.mi Senatori della Repubblica
Vedovato, Tapparo, Saracco, Larizza, Cortiana, Ripamonti e Fumagalli Carulli
- Autorità di Bacino del Fiume Po
Uffici Piani e Programmi
Dott. Gaiannini
- Magistrato del Po
Ufficio operativo di alessandria
dott. ing. Condorelli
- Regione Piemonte
Presidente
Ill.mo Sig. Enzo Ghigo
- Regione Piemonte
Settore Pianificazione Risorse Idriche
Ing. Mattalia
- Regione Piemonte
Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca
Sig. Bodo
- Provincia Vercelli
Presidente
Ill.mo Sig. Giulio Baltaro
- Provincia di Vercelli Assessorato Pianificazione Territoriale
Arch. Pietro Bondetti
- Provincia di Vercelli Assessorato Sport e Cultura
Sig. Carlo Riva Vercellotti
- Provincia di Vercelli
Assessorato Caccia e Pesca
Avv. Dario Piola
- Comunità Montana Valsesia Presidente
Sig. Guido Crevola
�-Comunità Montana Valsesia Assessorato Ambiente
Sig. Guido Cerli
- Ai Signori Sindaci dei comuni di:
Alagna, Balmuccia, Boccioleto, Borgosesia, Campertogno, Carcoforo, Cervatto, Civiasco, Cravagliana, Fobello, Mollia, Pila, Piode, Quarona, Rassa, Rima San Giuseppe, Rimasco, Rimella, Riva Valdobbia, Rossa, Sabbia, Scopa, Scopello, Serravalle, Varallo, Vocca
- ASCOM Vercelli
Presidente
Dott. Giulio Baltaro
- ATL Valsesia-Vercelli
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Presidente
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Presidente
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Oct 20 1999
Copia
COMUNE DI VARALLO
PROVINCIA DI VERCELLI
VERBALE DI DELIBERAZIONE
DELLA GIUNTA COMUNALE N.249 DEL 20110/1999
OGGETTO:
RICOSTRUZIONE DELLA DERIVAZIONE D’ACQUA DENOMINATA EX-NEW TEAM DA PARTE DELLA DITTA VALSESIA ENERGIA S.R.L.: ADESIONE AL “COMITATO PER LA TUTELA DEL FIUME SESIA E DEI SUOI AFFLUENTI” E ESPRESSIONE NUOVO PARERE SFAVOREVOLE.
L’anno millenovecentonovantanove add� venti del mese di ottobre alle ore ventuno e minuti zero presso la Sede Comunale, regolarmente convocata, si � riunita, la Giunta Comunale, nelle persone dei Signori:
Cognome e Nome Presente
I. PITTO Pier Angelo - Sindaco No
2. CARRARA Luigi - Assessore sì
3. GALASSO Francesco - Assessore sì
4. CRAVANZOLA Ennete - Assessore sì
5. CAVALIERE Francesco - Assessore sì
Totale Presenti: 4
Totale Assenti: 1
Assiste all’adunanza il Segretario Generale LESSONA Dr. Gianni il quale provvede alla redazione dei presente verbale.
Il Presidente, riconosciuta legale l’adunanza, dichiara aperta la seduta.
Il Vice Sindaco CARRARA propone il seguente atto deliberativo
LA GIUNTA COMUNALE
Richiamata la propria precedente deliberazione n. 289, in data 10.02.1995, con la quale venne espresso parere sfavorevole al ripristino della derivazione d’acqua denominata ex New Team, da parte della Ditta “Valsesia Energia s.r.I.”
Richiamata, altresì, la propria precedente deliberazione n. 178, in data 21.07.1999, con la quale, nell’acquisire e nel condividere le osservazioni sviluppate dalle Associazioni sportive e piscatorie che stigmatizzano lo sfruttamento del fiume Sesia per meri fini di lucro e che richiamano all’attenzione circa la necessità del mantenimento del livello di naturalità del fiume e delle sue potenzialità turistico - ricreative, venne ribadito analogo parere sfavorevole
Considerato che i suddetti atti deliberativi sono stati trasmessi alla Amministrazione
Provinciale di Vercelli, la quale, con note in data 30.08.1999 e in data 5.10.1999, nell’invitare
gli enti e le Associazioni maggiormente rappresentative e il Comune di Varallo a “voler formulare proposte in ordine alle opere ed azioni mitigatrici da imporre, nell’ambito del disciplinare di concessione sottoscritto dalla Ditta s. r. l. Valsesia Energia per le ricostruzioni della derivazione di cui all’oggetto”, comunica che, provvederà - comunque - a formulare alla concessionaria talune indicazioni progettuali
Rilevato che in data 19 ottobre 1999, presso la sede comunale, si è svolto un incontro tra i rappresentanti del Comune e delle associazioni citate, durante il quale è stata ribadita - con fermezza - la linea di opposizione intrapresa, che ha portato, in data 21.06.1999, alla costituzione del “Comitato per la tutela del Fiume Sesia e dei suoi affluenti”, che si pone come precipuo scopo quello di “esercitare un’assidua ed estesa attività di controllo,, a salvaguardia del patrimonio natitralistico della valle, opponendo all’occorrenza efficaci azioni di contrasto a qualsivoglia intervento che risulti lesivo degli equilibri ambientali, morfologici e faunistici dell’ecosistema suddetto’I';
Dato atto che il suddetto Comitato è aperto, in generale, all’adesione di quanti intendano condividere l’impegno e, in particolare, degli enti locali della Valle, enti esponenziali dei rispettivi gruppi sociali e titolari della rappresentanza degli interessi propri della collettività, tra i quali, quello di cui si discute ;
Ritenuto, per quanto sopra esposto, di aderire formalmente al “Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti”, e anzi, di impegnarsi attivamente per coinvolgere anche gli altri Comuni della Valle siti lungo l’asta fluviale e i suoi affluenti, di guisa che un’azione sinergica possa scongiurare il pericolo temuto ;
Ritenuto, altresì, di fare proprio l’allegato documento dei Comitato, già trasmesso alla Amministrazione Provinciale di Vercelli, in data odierna, ove, oltre a reiterare il parere assolutamente contrario, si auspica la sospensione di tutti i progetti riguardanti il bacino del Sesia e i suoi affluenti e si richiede la costituzione di una Commissione permanente che esamini e sottoponga a tutti gli attori principali, eventuali progetti in corso e futuri
DELIBERA
per le motivazioni espresse in preambolo e che qui si intendono integralmente riportate,
quanto appresso
I. di approvare la proposta di deliberazione del Vice Sindaco CARRARA
2. di aderire al “COMITATO PER LA TUTELA DEL FIUME SESIA E DEI SUOI AFFLUENTI”;
3. di recepire., come proprio, l’allegato documento predisposto dal Comitato, trasmesso alla Amministrazione Provinciale. di Vercelli in data odierna, condividendone in toto le argomentazioni e gli assunti
4. di ribadire, pertanto, PARERE SFAVOREVOLE al ripristino della derivazione d’acqua denominata ex New team, da parte della Ditta “Valsesia Energia s.r.I.”
5. di trasmettere il presente atto deliberativo, unicamente alla deliberazione Giunta Comunale
n. 178/1999, alla Comunità Montana e ai Comuni di Vocca, Balmuccia, Scopello, Scopa,
Piode, Campertogno, Riva Valdobbia, Pila, Mollia, Alagna, Boccioleto, Rimasco, Rima
San Giuseppe, Carcoforo, Fobello, Rimella, Cravagliana, Cervatto, Sabbia, Rossa, Rassa,
Civiasco, Quarona, Borgosesia perchè abbiano ad esprimere analoghe reazioni in merito;
6. di trasmettere il presente atto, alla Amministrazione Provinciale di Vercelli, per i provvedimenti di competenza.
7. di comunicare l’adozione della seguente deliberazione ai Capigruppo consiliari ai sensi dei comma 36, art. 17 della Legge n. 127/1997.
VISTO: Si esprime parere favorevole:
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
l’RIPARTIZIONE:”SEGRETERIA
AFFARI GENERALI”
(Dott.ssa Antonella MOLLIA
F.to: Antonella MOLLIA
LA GIUNTA COMUNALE
Esaminata la proposta di deliberazione:
Rilevato che è correlata dal pareri favorevole di cui all’art.53 della Legge 08.06.1990,
n. 142;
Con voti favorevoli unanimi, palesemente espressi:
DELIBERA
di fare propria a ogni effetto di legge la proposta succitata che si intende qui di seguito integralmente riportata.
Successivamente,
LA GIUNTA COMUNALE
Stante l’urgenza;
Visto l’art. 47, 3′ comma, Legge 142/1990;
Con voti favorevoli unanimi, palesemente espressi:
. D E L 1 B E R A
di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile.