Dec 24 2007

Il nuovo presidente della Comunità Montana risponde al Comitato Sesia

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centrali sul Sesia, sfruttamento idroelettrico, derivazioni, deflusso minimo vitale

Dec 17 2007

Centralina idroelettrica sul torrente Sermenza

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Segnaliamo che la seguente comunicazione è stata fatta pervenire anche a :

FICK Piemonte

Canoa Kayak Italia

Ckfiumi

Il Comitato Sesia comunica che il 13 dicembre scorso la Conferenza
dei Servizi convocata per per analizzare il progetto di una
centralina idroelettrica, da realizzare sul Torrente Sermenza in
Comune Rima San Giuseppe, ha dovuto accogliere la segnalazione della
Regione Piemonte sull’incompatibilità del progetto con la Legge
Regionale di Tutela delle Acque, che dal mese di maggio scorso
blocca il rilascio di nuove concessioni sul fiume Sesia ed i suoi
affluenti.
Tale esito su questo nuovo tentativo di intubare un fiume del più
bel bacino idrico del Nord Italia, conferma la forza di une Legge
ottenuta dopo 20 anni di lotta, a volte dimostrativa, a volte
discreta, ma sempre senza tregua. Finalmente anche la Pubblica
Amministrazione ha posto l’interesse ecologico e turistico della
Valle sopra gli interessi di qualche investitore speculatore.
Senza limitarsi ad una opposizione sistematica, cieca e ottusa sui
progetti di energie rinnovabili, il Comitato agisce per mantenere
all’acqua, “oro bianco del futuro”, la sua valenza ludica e la sua
simbologia di vita.

Con il sostegno dei Canoisti, dei Pescatori e di tutti quelli che
condividono la passione dell’Acqua viva e libera, vogliamo essere in
grado di rafforzare la nostra azione con appositi sostegni giuridici
e di comunicazione.
Grazie a tutti quelli che sostengono il Comitato, grazie a chi si
appresta a farlo.

Dec 17 2007

Centrali sul Sesia, respinti i progetti

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Tutela della Valsesia

 

Tutela della Valsesia

Oct 28 2004

Comunicato a CKI del 28 Ottobre 2004

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Oggetto: Il Sesia è libero dalle dighe!

Dopo la Moratoria, e lo Studio sull’Uso Plurimo delle Acque, finalmente il 20/09/2004 è stato approvato dalla Regione Piemonte, il “Piano di Tutela delle Acque”: http://www.regione.piemonte.it/acqua/index.htm . Il Piano, per quanto riguarda il territorio Valsesiano, pone limiti ben precisi alle derivazioni (anche se purtroppo non in tutti i casi), stabilisce destinazioni d’uso e definisce le linee guida per il futuro dei corsi d’acqua, facendo proprie le direttive CE per quanto riguarda la loro rinaturalizzazione.

Sul Sesia da Alagna a Varallo non si faranno né nuove derivazioni ne’ dighe, e così per tutti gli affluenti, tranne, purtroppo, tre (ma vedremo dopo nel dettaglio).

Quindi l’acqua continuerà a scorrere anche nell’Egua, nel Sermenza, nel Sorba, nell’Artogna etc.! Non solo, è stata anche messa in evidenza la naturale vocazione e destinazione del comprensorio per gli sport fluviali, ed è stata citata una parola, rinaturalizzazione, che darà modo, speriamo, di affrontare anche il problema dei disalvei e delle sponde artificiali.

Queste notizie sono qualcosa per cui anni fa in molti avrebbero messo la firma…….e per fortuna in molti l’abbiamo fatto!

Un grazie dal Comitato alle tante persone che hanno contribuito al raggiungimento di questo definitivo successo: chi con anni d’impegno appassionato, chi con le firme, chi con un contributo economico, chi con la presenza fisica in momenti cruciali.

Anche il dibattito a livello nazionale e internazionale tramite la stampa e Internet, la continua sorveglianza e i relativi aggiornamenti degli utenti dei fiumi alla comunità, hanno contribuito alla causa, dimostrando un interesse esteso e quindi meritevole di attenzione da parte dei Legislatori.

E veniamo ai tre affluenti non compresi nel provvedimento.

Il Piano di Tutela delle Acque non prevede infatti la salvaguardia del Mastallone, anzi stabilisce la sua destinazione ad uso idropotabile (c’è un progetto “delirante” di invaso da 35.000.000 mq.); nel mese di maggio il Comitato aveva denunciato con un comunicato stampa, la follia di un progetto di questo tipo e comunque gli Enti Locali (Sindaci e Comunità Montana) hanno preso una posizione assolutamente contraria. Purtroppo questi sono giochi politici per cui è probabile che tutto ciò accada per poter presentare un progetto di invaso alternativo ad uno già presentato in Valsessera, e fra i due quello di più probabile realizzazione dovrebbe essere il secondo; ma intanto non ci sono tutele sul Mastallone.

Il Vogna e l’ Otro invece, essendo stati destinati da anni dai Comuni di Alagna e Riva Valdobbia alla produzione di energia idroelettrica ed essendo già stati approvati i progetti con il rilascio della concessione, non rientrano nella nuova normativa, anche se non è per ora stato costruito ancora niente!

L’importante è non abbassare la guardia, visto che siamo in Italia dove vige il concetto: “fatta la legge trovato l’inganno”. In sostanza attualmente siamo di fronte a questa situazione: la Regione Piemonte approva il “Piano” preparato dall’Assessorato alle risorse idriche, ponendo limiti ben precisi e puntando alla rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, mentre l’ufficio accanto, Assessorato Opere Pubbliche, interviene con sponde artificiali e lavori in alveo come a Mollia; le incoerenze e le contraddizioni continuano a fioccare, come vedete, ma non è una novità.

Il Comitato è comunque già al lavoro per proseguire l’opera sul fronte dei disalvei e delle canalizzazioni selvagge dei greti (business dell’immediato futuro), e confida nella continuità del sostegno fin qui dimostrato.

Il caso Mollia: la relazione geologica (grazie ancora ad Andrea per la disponibilità), unita ad una relazione del Comitato con allegate una serie di fotografie che hanno monitorato passo per passo i lavori effettuati, è stata spedita alla Regione Piemonte. Lo scopo è arrivare a presentare un’interrogazione in Consiglio Regionale destinata all’Assessorato Opere Pubbliche (Ente competente); speriamo con questa azione di creare un precedente che possa permetterci di avere gli strumenti necessari per fermare questa tipologia di interventi che già si profilano all’orizzonte (Piode, Scopello, Vocca e Baraggiolo etc.).

L’importante è andare avanti e crederci!

Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti 28 Ottobre 2004

Apr 20 2004

Regione Piemonte. Delibera 2004 Approvazione Piano Tutela Acque

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Regione Piemonte Territorio e Ambiente

ACQUA ADOZIONE DEL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

In data 6 aprile 2004, con deliberazione n. 21-12180, la Giunta regionale ha approvato il Progetto di Piano di tutela delle acque (PTA) previsto dall’articolo 44 del decreto legislativo 11 maggio 1999 n. 152 quale strumento finalizzato al raggiungimento di ambiziosi obiettivi di qualità dei corpi idrici e più in generale alla protezione dell’intero sistema idrico superficiale e sotterraneo.

Dell’approvazione del Progetto di PTA è stata data notizia nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2004, nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 14 dell’8 aprile 2004 e su questo sito, con la precisazione dei tempi, dei luoghi e delle modalità con cui chiunque interessato potesse prendere visione e consultare la documentazione.

Nei novanta giorni successivi alla pubblicazione, sono pervenuti i pareri delle Province, nonché numerose osservazioni da parte di una molteplicità di soggetti istituzionali e di privati. Sulla base delle risultanze degli studi e delle indagini condotte ed alla luce dei contributi apportati nel corso delle consultazioni effettuate, la Giunta regionale – rielaborato il Progetto approvato – con deliberazione n. 23-13437 del 20 settembre 2004 ha quindi adottato il Piano di tutela delle acque e trasmesso il medesimo all’Autorità di bacino del fiume Po per l’espressione del relativo parere e al Consiglio Regionale per la sua definitiva approvazione. Il PTA definisce l’insieme degli interventi per mezzo dei quali conseguire gli obiettivi generali del d.lgs. 152/1999:

  • prevenire e ridurre l’inquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati;
  • migliorare lo stato delle acque ed individuare adeguate protezioni di quelle destinate a particolari usi;
  • perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche;
  • mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate.

Oltre ad attenersi alle prescrizioni del D.Lgs 152/99, il PTA si ispira alle Linee Guida messe a punto dai gruppi di esperti della Commissione europea per la costruzione di una comune strategia per la tutela delle acque da parte dei Paesi membri, in applicazione della Direttiva Quadro in materia di acque 2000/60/CE.
Sul presente sito sono disponibili per la consultazione tutti gli elaborati del PTA adottato.
Gli elaborati del PTA sono altresì disponibili sul sito del Consiglio regionale ai fini della sua consultazione e dell’espressione di eventuali osservazioni nell’ambito delle formali procedure di approvazione del medesimo.

Il PTA è costituito dai seguenti documenti:· la Relazione generale, composta da una relazione illustrativa, che fornisce il quadro descrittivo generale della struttura e dei caratteri del piano, ne espone in modo sintetico i contenuti descritti analiticamente nelle monografie di area, evidenzia le motivazioni delle scelte operate, indica gli strumenti e le modalità di attuazione. Ad essa si aggiungono una serie di carte in scala 1/250.000, ed una relazione di sintesi che ha lo scopo di informare il largo pubblico sui contenuti e gli effetti del piano;· le Monografie di area, contenenti in forma sintetica le conoscenze acquisite sui bacini idrografici presi a riferimento, le informazioni e i dati necessari per caratterizzare i corpi idrici superficiali e sotterranei del bacino, le criticità emerse e le misure adottate dal piano;· le Norme di piano, articolate in norme generali, che definiscono ruolo, compiti, efficacia e contenuti generali del piano, e norme di area, che assegnano valenza normativa al programma delle misure previste dal piano e descritte, nel loro dettaglio tecnico, nelle monografie di area;· le Tavole di piano, che sono parte integrante delle norme e si distinguono dalla cartografia tematica che accompagna la relazione generale e dagli allegati tecnici poiché assumono carattere normativo;

· gli Allegati tecnici, rappresentati dagli studi condotti per la formazione del piano.

Servizio a cura della Direzione Pianificazione delle Risorse Idriche
© Copyright 2004 – Regione Piemonte
L’autorizzazione ad utilizzare o a riprodurre parti degli elaborati del Piano di tutela delle acque è concessa solo citando la fonte.
Web a cura di OCS. Osservatorio Città Sostenibili Dipartimento Interateneo Territorio – Politecnico e Università di Torino.

Regione Piemonte Home Page

Il Piano di Tutela delle Acque > Relazione generale
La Relazione generale è composta da una relazione illustrativa, che fornisce il quadro descrittivo generale della struttura e dei caratteri del piano, ne espone in modo sintetico i contenuti descritti analiticamente nelle monografie di area, evidenzia le motivazioni delle scelte operate, indica gli strumenti e le modalità di attuazione. Ad essa si aggiungono una serie di carte in scala 1/250.000, ed una relazione di sintesi che ha lo scopo di informare il largo pubblico sui contenuti e gli effetti del piano.Gli elaborati che compongono la Relazione generale sono i seguenti:1. Relazione illustrativa
2. Cartografia di Piano
3. Relazione di sintesi
· Il Piano di Tutela delle Acque > Relazione generale > Relazione illustrativa
Presentazione (file .pdf 81 KB)
Indice (file .pdf 101 KB)
Organizzazione del lavoro ed elenco elaborati di Piano (file .pdf 229 KB)

A.1.1 Il Piano di Tutela delle Acque nel quadro normativo europeo e nazionale e gli obiettivi a scala di bacino (file .pdf 204 KB)
A.1.2 Struttura generale del metodo (file .pdf 125 KB)
A.1.3 La valutazione ambientale strategica nel PTA (file .pdf 174 KB)
A.1.4 Individuazione e caratterizzazione dei bacini idrografici e delle aree idrogeologiche (file .pdf 1.707 KB)
A.1.5 Corpi idrici oggetto del PTA (file .pdf 2.441 KB)
A.1.6 Aree a specifica tutela oggetto del PTA (file .pdf 3.469 KB)
A.1.7 Pressioni e impatti esercitati dall’attività antropica (file .pdf 3.954 KB)
A.1.8 Stato ambientale dei corpi idrici e trend evolutivo (file .pdf 2.948 KB)
A.1.9 Stato quantitativo dei corpi idrici (file .pdf 802 KB)
A.1.10 Opzioni portanti e scenari del Piano (file .pdf 3.976 KB)
A.1.11 Programma delle misure – Le risposte del Piano (file .pdf 1.488 KB)
A.1.12 Analisi economica (file .pdf 235 KB)
A.1.13 Sistema informativo per l’elaborazione, gestione e diffusione dei dati
(file .pdf 181 KB)
A.1.14 Verifica dei risultati attesi, dinamicità del Piano (file .pdf 68 KB)
ALLEGATI
  Schede di sintesi monografiche aree idrografiche (file .pdf 6.001 KB)
  Schede di sintesi monografiche laghi (file .pdf 1.885 KB)
  Programma delle misure di livello regionale (file .pdf 451 KB)
  Cronoprogramma (file .pdf 431 KB)

Nov 30 2003

Comunicato a CKI del 30 Novembre 2003

Valsesia, Storie d’Acqua: 12 pagine sulla Rivista della Montagna

Sull’ultimo numero della Rivista della Montagna, in edicola da un paio di giorni, c’è un lungo e aggiornato articolo di Paolo Campagnoli dedicato alla Valsesia e alle sue acque. Episodio della serie ”Il.Comitato fa quello che può ma non dorme mai!” Tutto il numero Dicembre /Gennaio della rivista è dedicato all’acqua e alla montagna, con vari articoli interessanti per i canoisti intenzionati a pagaiare in bei posti anche in futuro. Da leggere quello di Fabio Balocco, Buchi nell’acqua (non “quei” buchi, ma è bello lo stesso), per capire quanto il nostro elemento preferito faccia gola per lucro, e anche peggio, a ben altri che quattro speculatori da strapazzo. Ma, impegno a parte, tutto il numero è godibile anche per proposte di escursioni in posti dove l’acqua aggiunge un particolare valore all’ambiente montano.

Pagaiate fratres (et gaudete)! Alberto

Nov 17 2003

Dal sito Torino 2006, XX Giochi Olimpici Invernali

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L’acqua della montagna

Lunedì 17 Novembre 2003: Nel 2003 si celebra l’Anno internazionale dell’acqua dolce

E’ un tema forte e quanto mai attuale dopo la crisi idrica dell’estate scorsa e con il processo di scioglimento dei ghiacciai ormai sotto gli occhi di tutti. Il persistente caldo estivo, rotto appena da fugaci quanto inutili temporali, ha dimostrato in modo evidente l’importanza delle Alpi come risorsa idrica per l’Europa, e anche come insostituibile bacino di produzione di energia idroelettrica. Insomma la montagna si è ritrovata (ancora una volta) a elargire gratuitamente una risorsa vitale per le pianure e le città, con il rischio di venirne defraudata economicamente e, ciò che più conta, dal punto di vista dell’equilibrio ambientale.

In tal senso va letta la proposta della Cipra (Commissione internazionale per la Protezione delle Alpi) in difesa dell’acqua di ghiacciaio: «L’acqua non è una qualunque merce commerciale, ma un bene che deve essere protetto, difeso e adeguatamente amministrato. Per questo è urgente ottenere uno standard unitario e aggiornato per la protezione dei ghiacciai. Le richieste presentate dalla Cipra prevedono il divieto di ogni ulteriore installazione di infrastrutture a scopo turistico sui ghiacciai, poiché la possibilità di sciare in estate comporta una fortissima accelerazione della fusione del ghiaccio».

La proposta sottolinea con particolare attenzione l’aspetto della sicurezza idrogeologica. Le alluvioni degli ultimi anni hanno evidenziato quanto sia importante una lungimirante politica di prevenzione sulla montagna e sui terreni instabili. Anche i problemi connessi all’innevamento artificiale, come per esempio gli effetti degli additivi chimici o i prelievi d’acqua per la produzione di neve in periodi di carenza d’acqua, vengono presi in considerazione. Inoltre la proposta della Cipra si sofferma sugli eventi particolari legati all’acqua a monte delle riserve, come il movimento dei ghiacciai o le valanghe.

Enrico Camanni

Feb 28 2003

Comunicato Stampa del 28 Febbraio 2003

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Info Comitato Sesia 28 Febbraio 2003

E’ ufficiale: Sesia salvo per tre anni! La Regione Piemonte ha pubblicato sul suo sito la notizia dell’approvazione della moratoria richiesta dal Comitato. Per leggere un articolo come molti di noi avrebbero voluto leggere da tempo, cliccate qui: http://www.regione.piemonte.it/notizie/sesia.htm

L’interesse e il sostegno dimostrati da tante persone e tanti (sempre di più) enti e associazioni, la combattività di chi ha lottato per tre anni (un grazie anche ai pescatori!), hanno permesso questo risultato. E’ molto, ma per la precisione sappiate che la moratoria non vale per gli affluenti! Eh, già. Non siamo in una favola o in un film. Questa è la realtà, ragazzi! E altri successi andranno strappati, uno per uno, con metodo e pazienza. Quindi, confortati da un grande successo, consideriamo l’impegno per l’acqua della Valsesia non esaurito. Ma speriamo che la strada già aperta renda più agevole il cammino per tutti i Valsesiani che decideranno di tenersi la loro acqua invece che cederla agli speculatori.

A questo proposito c’è già un debutto promettente: i Comuni di Alagna e Riva Valdobbia, tenendo (per la prima volta!) una seduta unica e comune dei due Consigli Comunali, hanno deciso all’unanimità di chiedere alla Regione Piemonte l’estensione della moratoria agli affluenti. La riunione dei Consigli congiunti si è svolta a Riva Valdobbia domenica scorsa, 23 Febbraio. Erano presenti: Comunità Montana, Società Valsesiana Pescatori Sportivi, Comitato Sesia, Consorzio della Val d’Otro, i “derivatori” interessati ai progetti riguardanti la Val d’Otro e la Val Vogna.

Ultimo minuto: sul numero di Airone di Giugno ci sarà un articolo sul Sesia e i suoi affluenti.

Per il Comitato, Alberto Faggioni

Feb 26 2003

Dal sito: Quattro passi in Valsesia

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24 CENTRALI ELETTRICHE IN VALSESIA? LA REGIONE DICE: ” PER ORA NO, GRAZIE!

Un grande successo del “Comitato per la difesa del fiume Sesia”: la Regione Piemonte accetta e delibera la proposta di moratoria per tre anni.
A fine Maggio 2003, Grande Festa del Fiume !!!


Vengono così sospesi i lavori relativi a concessioni già autorizzate ma non ancora realizzate, l’avvio di nuovi procedimenti per derivazioni comprendenti opere fisse in alveo e sulle sponde, le istruttorie in corso per opere di derivazione idrica, il pagamento di canoni e sovracanoni per le concessioni già rilasciata ed ora bloccate.
A spiegare i motivi che hanno portato la Giunta a questo provvedimento è l’Assessore regionale all’Ambiente, Ugo Cavallera: “La Valsesia richiama da anni migliaia di turisti interessati, oltre che alle bellezze naturali, anche alla fruizione ricreativa delle acque, con riferimento soprattutto all’attività piscatoria e agli sport di acqua viva. Inoltre, l’indubbio valore ambientale e ricreativo di un corso d’acqua sostanzialmente integro per 32 km consecutivi è suffragato dal fatto che nel 2001 e 2002 sono stati organizzati i campionati europei e mondiali di canoa, con significative ricadute economiche che coinvolgono, oltre agli operatori del settore turistico, l’intera comunità valsesiana”
(da Piemonte Informa, Agenzia della Giunta Regionale, 25 Febbraio 2003)

L’interesse e il sostegno dimostrati da un grande numero, sempre in aumento, di persone, enti e associazioni, la combattività di chi ha lottato per quasi quattro anni, hanno permesso questo risultato. E’ molto, ma la moratoria non vale per gli affluenti! Altri successi andranno strappati, uno per uno, con metodo e pazienza. Questione non da poco, visto che i progetti coinvolgono ufficialmente la Val Vogna, la Val d’Otro, il Sorba, l’Artogna, il Sermenza, l’Egua, il Mastallone; e gli uffici della Comunità Montana sono costantemente visitati da Geologi e Ingegneri, alla ricerca di nuovi siti sul territorio per progetti idroelettrici.

Per informazioni, documenti, foto, videocassette, rassegna stampa : Segreteria Comitato comitatosesia@laproxima.it – Alberto Faggioni: alfaggio@yahoo.it

Jan 04 2003

Articolo per PAGAIANDO, Gennaio 2003

CONSIDERAZIONI SULLA VALSESIA

Come previsto, finiti i Mondiali e la stagione turistica, arrivato l’inverno, i divoratori di acqua pubblica per uso personale a scopo di lucro si sono scatenati.

In molti luoghi tubi, ruspe e cemento hanno fatto la loro comparsa, alla faccia delle dichiarazioni pubbliche rese nei giorni dei Mondiali. Il Comitato vigila, interviene, ma sappiamo che prima o poi bisognerà incazzarsi sul serio, cari canoisti, ed esserci.

Spero che ve ne renderete conto leggendo, fra le informazioni che seguono, quali altre nere nubi incombano, oltre a quelle che già vedevamo fino a quest’estate.

Alcune battaglie, anche importanti, sono state vinte grazie al lavoro assiduo e ben fatto di alcune persone; addirittura c’è stato un momento di euforia all’inizio di Dicembre, per una serie di successi inanellati consecutivamente. Ma questa è una guerra che sarà composta da molte battaglie, e i nemici sono forti e molto motivati dai soldi che contano di mettersi in tasca.

Il Sesia, e quelli che lo difendono giorno per giorno sul posto, hanno bisogno della vostra intelligenza e delle vostre capacità.

Proponete al Comitato, e magari organizzate, altre azioni a livello legale, politico, amministrativo e dimostrativo, (trovate i recapiti del Comitato nel riquadro a fine articolo).

Bisogna convincere loro, “i derivatori-divoratori”, che non sarà affatto un buon affare, e prima o poi dovranno pagare alla collettività gli scempi che avranno fatto, e nello sesso tempo dimostrare con dati e progetti ai valsesiani che ancora non lo pensano, che lo sviluppo per tutti passa per la strada della difesa e della valorizzazione delle risorse naturali.

Questo metodo potrebbe dare risultati anche per gli altri fiumi che corrono gli stessi pericoli.

Bisogna essere intransigenti sul principio che l’acqua è un bene collettivo, e non può essere privatizzata. Credo che questo principio, basilare non solo per difendere la bellezza e l’equilibrio naturale dei fiumi, sia compatibile con ogni impostazione ideologica. Impegnatevi quindi nei partiti, nelle associazioni, nelle strutture amministrative e politiche delle quali fate parte in tutta Italia. Date il vostro aiuto ai Comitati per la difesa dei fiumi a voi più vicini geograficamente, e fate circolare le informazioni riguardanti leggi e sentenze che possano essere utili a tutti.

Su queste basi, credo sia giunta l’ora di dare l’avvio alla fondazione di un Coordinamento Nazionale dei Comitati per la difesa dei fiumi. Sarebbe uno strumento adeguato all’importanza del lavoro da svolgere. (A.F.)

QUALI E QUANTI PROGETTI:

- 15 Progetti di sbarramenti e di centraline per la produzione di energia idroelettrica, presentati da Società private, che interessano tratti di fiume di lunghezza variabile da 2,5 a 5,5 km, di cui:

2 in costruzione (Comuni di Alagna e di Rimella)

2 di imminente realizzazione (Comuni di Mollia e di Varallo-loc.Morca)

1 in fase esecutiva, con iter burocratico molto avanzato (Val Vogna)

- Un Mega-Progetto ENEL nel Comune di Balmuccia, che convoglierà le acque del Sesia e del Sermenza in un tubo lungo 15 km e del diametro di 5 metri, per arrivare alla centrale prevista a Quarona località Doccio in linea retta attraverso le montagne, prosciugando di fatto il Sesia per circa 20 km.

A questo si aggiunge il fatto che l’ENEL, con il progetto presentato nel 1985 (non attuato per l’opposizione sul territorio) possiede ancora otto concessioni distribuite sul bacino dell’Alta Valsesia, la cui destinazione non è ancora chiara.

- Una Serie Infinita di Richieste e di studi di fattibilità per derivazioni e centraline che vengono sottoposti quotidianamente all’attenzione dei Sindaci valsesiani (torrente Gronda – Comune di Rassa, torrente Mastallone – Comune di Cravagliana loc. Voj, torrente Sermenza – Comune di Rima, torrente Egua – Comune di Rimasco, più altre “idee” sul torrente Artogna, nel Comune di Sabbia etc.).

COS’ E’ SUCCESSO FRA FINE NOVEMBRE E META’ GENNAIO

  • Sabato 23 Novembre il quotidiano Notizia Oggi ha organizzato il convegno “Economia e turismo, impresa e montagna: uno sviluppo possibile per la Valsesia”. Un’occasione còlta al volo dal Comitato con un intervento di Alberto Smuraglia, e la presenza all’interno del Teatro Civico di Varallo di cinquanta sostenitori disposti a semicerchio in fondo alla sala, che indossavano le magliette con la scritta Salviamo il Sesia. Le ragioni dei difensori dei fiumi hanno trovato attento ascolto e sono diventate l’argomento principale della serata, con notevole riscontro in parole e foto sui giornali locali per vari giorni a seguire.
  • Il Comune di RIMASCO ha votato Venerdi 29 Novembre all’unanimità l’opposizione al progetto EGUA-SERMENZA in un Consiglio Comunale aperto dove erano invitati i derivatori, i pescatori e il Comitato.
  • Il 4 Dicembre è partita la lettera (raccomandata con ricevuta di ritorno) con le controdeduzioni sul progetto EGUA-SERMENZA nel Comune di Rimasco, in allegato alla lettera sono stati messi vari articoli presi da riviste di canoa italiane e straniere oltre ad articoli inerenti la riserva di pesca in quella zona.
  • La stessa lettera è stata mandata per conoscenza a sedici indirizzi degli Enti Pubblici partecipanti alla “Conferenza dei servizi” che si è svolta l’ 11 Dicembre, alla Provincia di Vercelli, proprio sul progetto di Rimasco.
  • Martedi 10 Dicembre alle 17 c’è stato un incontro “informativo” a porte chiuse per il progetto VAL VOGNA fra i Consiglieri del Comune di Riva Valdobbia, funzionari della Provincia e l’Assessore provinciale alle Risorse Idriche, alle 18 è seguito l’incontro del Comitato con i Consiglieri. La sera stessa si è tenuta una riunione del Consiglio Comunale, durante la quale sull’argomento è stato espresso al Sindaco un parere tendenzialmente contrario da parte dei Consiglieri.
  • Sempre Martedì 10 Dicembre, sera, si è tenuto un incontro nell’ambito di”Agenda 21 “(Iniziativa dell’O.N.U.), a VARALLO nella sede della Comunità Montana con l’Assessore all’Ambiente della Comunità Montana, costruttori di dighe, funzionari delle risorse idriche provinciali, l’Assessore all’Ambiente della provincia di Vercelli, numerosi Sindaci, il C.A.I., cittadini e molti aderenti al Comitato, il Presidente dell’Associazione albergatori Valbella, ed esponenti di “Agenda 21”. Quella della Valsesia è la Comunità Montana scelta in Italia per progetti pilota di sviluppo sostenibile, che recepisce il protocollo di Kyoto, in ottemperanza al piano d’azione dell’ONU deciso al convegno di Rio de Janeiro del 1992. Le ragioni e gli argomenti del Comitato hanno riscosso interesse e considerazione, ottenendo il sostegno di molti esponenti delle realtà rappresentate.
  • Il Comitato ha mandato una lettera a tutte le famiglie della Valsesia, per un totale di 8.394 copie, nell’intento di informare capillarmente tutti gli interessati, finora esposti alla disinformazione del “sentito dire”e al fatalismo inerte del “tanto fanno quello che vogliono lo stesso”. La consegna ha avuto luogo sia in tutte le abitazioni dei residenti, sia nelle seconde case, da Quarona fino ad Alagna e Valli laterali, ed è stata ultimata entro Natale.
  • Il 16 Gennaio, nella sede della Comunità Montana è stato presentato ai cittadini, ai Sindaci, ai derivatori, presenti l’Assessore Provinciale alle risorse idriche e un Funzionario della Regione, lo “Studio sulla fruibilità del fiume Sesia”. La presentazione del lavoro, commissionato dalla Provincia e dalla Regione, è stata fatta dalle tre società italiane che hanno vinto il relativo appalto europeo. Si tratta di uno studio sulla compatibilità dell’uso del fiume per i differenti fini: idroelettrico, sportivo, piscatorio, e turistico. Consegna prevista: fine Settembre. Anche in base a questo studio verranno decisi i “Piani di Tutela” della Regione entro il 2003.
  • Il Comune di MOLLIA ha dato la concessione. Insieme al progetto esecutivo è stata depositata alla Provincia, dove si attende il parere definitivo. Il Comitato per la difesa del Sesia chiede alla Provincia e alla Regione la moratoria (come per tutti gli altri progetti) in attesa dei risultati dello Studio di Fruibilità, studio già finanziato dalla Regione.
  • L’ E.N.E.L. consegnerà a Marzo la sua Valutazione d’Impatto Ambientale riguardante il suo Mega Progetto BALMUCCIA-QUARONA
  • Sul Sito del Comitato è stata aggiornata la cartina delle derivazioni. (compresa questa recente richiesta dall’ENEL con la costruzione di una diga vera e propria, e con rilascio dell’acqua a Quarona !) .
  • Articoli usciti: su Bella Italia, sulla Rivista del Trekking, e prossimamente due pagine sulla nuova guida della Valsesia realizzata dalla Rivista del Trekking.
DANNI E RISCHI IN AGGUATO

CONTRO LA FALSA INFORMAZIONE: I POSTI DI LAVORO NON CI SARANNO. Tutti questi impianti non produrranno posti di lavoro stabili, dato che gli impianti sono automatizzati, e avranno effetti devastanti sulla qualità della vita e sulla già fragile stabilità idrogeologica della Valle, con danni sia immediati che a lungo termine che l’intera collettività dovrà accollarsi; favoriranno il parassitismo a scapito di quanti credono nell’integrità dell’ambiente e hanno avuto, hanno e avranno la volontà di investire le proprie risorse, sul nostro territorio, con benefici chiari e reali per tutti.

LA SICUREZZA. Il contenimento dei rischi idrogeologici è prioritario per una politica corretta di sviluppo, ed i pericoli che si instaurerebbero in seguito all’alterazione dell’ambiente fluviale sono documentati e prevedibili per chiunque. La Valsesia è stata finora preservata dai disastri che hanno colpito tutte le valli confinanti quali la Valle d’Aosta e le valli dell’Ossolano, dove da anni è in atto un processo di progressiva cementificazione, intubazione e canalizzazione di fiumi e torrenti.

Di chi saranno le responsabilità economiche e penali del dissesto idrogeologico?

LA QUALITA’ DELLA VITA. Il fiume non ha solo una funzione paesaggistica e ricreativa; La Valsesia è priva di impianti di depurazione delle acque e adesso stiamo parlando di progetti dove sono previsti deflussi minimi vitali basati su parametri e dati di portata delle acque non più attendibili perché vecchi di 20 anni.

Quali problemi verrebbero a crearsi per quanto riguarda l’autodepurazione e lo smaltimento degli scarichi fognari nei tratti interessati dalle derivazioni?

Chi pagherà tutto questo?

LO SVILUPPO TURISTICO. L’alta Valsesia è una perla naturalistica, ed il turismo legato ad essa è sviluppato e fiorente grazie anche agli sforzi e agli ingenti investimenti degli anni passati in questo settore da parte di privati, di Enti Pubblici e di finanziamenti della Comunità Europea. Nessuno può nascondersi che il prosciugamento di fatto del fiume e di alcuni affluenti comporterebbe un tracollo delle presenze in Valle, relativamente al turismo fluviale e piscatorio, ma anche a tutto il turismo naturalistico. Chi, per esempio, frequenta la Val Vogna, come reagirà al prosciugamento del torrente Vogna per 5,5 km? Chi spende ferie e denaro in Valsesia verrà ancora per balneare in un rigagnolo maleodorante?

COSA ABBIAMO E COSA RISCHIAMO DI PERDERE. Il fiume Sesia e i suoi affluenti principali (Otro, Vogna, Artogna, Egua, Sorba, Sermenza, Mastallone) costituiscono attualmente un ecosistema fluviale che, nell’ambito del Nord Italia, si caratterizza per un eccezionale livello di “naturalità”. In particolare, il sistema ecofluviale del fiume Sesia, per il suo caratteristico regime idrico e per l’assenza di insediamenti produttivi nell’Alta Valle, offre una qualità delle acque decisamente superiore a quella della maggior parte dei fiumi alpini, e un’elevata biodiversità faunistica, ospitando la pregiata Trota Marmorata, il Temolo autoctono, la Trota Fario e l’insieme dei macroinvertebrati fluviali.

Inoltre, la Valsesia mantiene ancora una densità abitativa relativamente bassa con un impatto antropico sull’ambiente corrispondentemente contenuto.

Uno degli elementi di più forte attrazione turistica è l’amplissima offerta di attività sportive, terrestri e acquatiche, praticabili nella valle; il trekking, praticato anche nelle numerose valli laterali; l’alpinismo, praticato prevalentemente sul gruppo del Monte Rosa; lo sci invernale, gli sport d’acqua viva (rafting, canoa, torrentismo, hydrospeed) e la pesca sportiva, praticati lungo tutto il fiume Sesia e i suoi affluenti.

La straordinaria ricchezza naturalistica della Valsesia, ed il significativo potenziale turistico ad esso correlato, sono un valore ed una risorsa che devono essere preservati e valorizzati.

GESTIRE IL TERRITORIO CON COERENZA E CHIAREZZA. Una delle battaglie che il Comitato ha portato avanti in questi anni è stata la richiesta, indirizzata a Regione Piemonte e Provincia di Vercelli, di promuovere e finanziare uno “Studio sull’uso plurimo delle acque” da utilizzare come strumento conoscitivo indispensabile per una programmazione seria ed equilibrata del territorio, e di sospendere, nel frattempo, qualsiasi iter burocratico di autorizzazione alle richieste depositate in Provincia.

Questo studio è stato finalmente finanziato e la sua consegna è fissata per la fine del 2003.

Contro ogni logica, la Provincia, che è l’unico Ente Pubblico che possa disporre la moratoria in questione, non sente l’esigenza di fermare i progetti, che hanno un esteso coinvolgimento territoriale e/o un preoccupante impatto ambientale, alcuni dei quali già oggi sono in fase di realizzazione.

In questo modo si procede con lo sfruttamento indiscriminato del bacino dell’Alto Sesia e con la sua programmata devastazione; inoltre lo Studio, fortemente richiesto dal Comitato, diventa totalmente inutile, se non per fare da paravento ad interessi poco chiari.

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Il “Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti” si è costituito nel giugno del 1999 in seguito alla serie di richieste di concessione per prese d’acqua a fini di produzione idroelettrica presentati alla Provincia di Vercelli che interesserebbero i corsi d’acqua valsesiani. Agli intenti del Comitato hanno aderito la Comunità Montana Valsesia, alcuni Comuni della valle, il C.A.I., l’Azienda Turismo Locale, il Consorzio Turismo Valbella, la Società Valsesiana Pescatori Sportivi, le scuole e i club di canoa presenti in valle, numerose Associazioni sportive e non, migliaia di cittadini in forma privata.

COMITATO PER LA TUTELA DEL FIUME SESIA E DEI SUOI AFFLUENTI

www.laproxima.it/comitatosesia Tel. 0163 52093 comitatosesia@laproxima.it

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