Jan 04 2003

Articolo per PAGAIANDO, Gennaio 2003

CONSIDERAZIONI SULLA VALSESIA

Come previsto, finiti i Mondiali e la stagione turistica, arrivato l’inverno, i divoratori di acqua pubblica per uso personale a scopo di lucro si sono scatenati.

In molti luoghi tubi, ruspe e cemento hanno fatto la loro comparsa, alla faccia delle dichiarazioni pubbliche rese nei giorni dei Mondiali. Il Comitato vigila, interviene, ma sappiamo che prima o poi bisognerà incazzarsi sul serio, cari canoisti, ed esserci.

Spero che ve ne renderete conto leggendo, fra le informazioni che seguono, quali altre nere nubi incombano, oltre a quelle che già vedevamo fino a quest’estate.

Alcune battaglie, anche importanti, sono state vinte grazie al lavoro assiduo e ben fatto di alcune persone; addirittura c’è stato un momento di euforia all’inizio di Dicembre, per una serie di successi inanellati consecutivamente. Ma questa è una guerra che sarà composta da molte battaglie, e i nemici sono forti e molto motivati dai soldi che contano di mettersi in tasca.

Il Sesia, e quelli che lo difendono giorno per giorno sul posto, hanno bisogno della vostra intelligenza e delle vostre capacità.

Proponete al Comitato, e magari organizzate, altre azioni a livello legale, politico, amministrativo e dimostrativo, (trovate i recapiti del Comitato nel riquadro a fine articolo).

Bisogna convincere loro, “i derivatori-divoratori”, che non sarà affatto un buon affare, e prima o poi dovranno pagare alla collettività gli scempi che avranno fatto, e nello sesso tempo dimostrare con dati e progetti ai valsesiani che ancora non lo pensano, che lo sviluppo per tutti passa per la strada della difesa e della valorizzazione delle risorse naturali.

Questo metodo potrebbe dare risultati anche per gli altri fiumi che corrono gli stessi pericoli.

Bisogna essere intransigenti sul principio che l’acqua è un bene collettivo, e non può essere privatizzata. Credo che questo principio, basilare non solo per difendere la bellezza e l’equilibrio naturale dei fiumi, sia compatibile con ogni impostazione ideologica. Impegnatevi quindi nei partiti, nelle associazioni, nelle strutture amministrative e politiche delle quali fate parte in tutta Italia. Date il vostro aiuto ai Comitati per la difesa dei fiumi a voi più vicini geograficamente, e fate circolare le informazioni riguardanti leggi e sentenze che possano essere utili a tutti.

Su queste basi, credo sia giunta l’ora di dare l’avvio alla fondazione di un Coordinamento Nazionale dei Comitati per la difesa dei fiumi. Sarebbe uno strumento adeguato all’importanza del lavoro da svolgere. (A.F.)

QUALI E QUANTI PROGETTI:

- 15 Progetti di sbarramenti e di centraline per la produzione di energia idroelettrica, presentati da Società private, che interessano tratti di fiume di lunghezza variabile da 2,5 a 5,5 km, di cui:

2 in costruzione (Comuni di Alagna e di Rimella)

2 di imminente realizzazione (Comuni di Mollia e di Varallo-loc.Morca)

1 in fase esecutiva, con iter burocratico molto avanzato (Val Vogna)

- Un Mega-Progetto ENEL nel Comune di Balmuccia, che convoglierà le acque del Sesia e del Sermenza in un tubo lungo 15 km e del diametro di 5 metri, per arrivare alla centrale prevista a Quarona località Doccio in linea retta attraverso le montagne, prosciugando di fatto il Sesia per circa 20 km.

A questo si aggiunge il fatto che l’ENEL, con il progetto presentato nel 1985 (non attuato per l’opposizione sul territorio) possiede ancora otto concessioni distribuite sul bacino dell’Alta Valsesia, la cui destinazione non è ancora chiara.

- Una Serie Infinita di Richieste e di studi di fattibilità per derivazioni e centraline che vengono sottoposti quotidianamente all’attenzione dei Sindaci valsesiani (torrente Gronda - Comune di Rassa, torrente Mastallone - Comune di Cravagliana loc. Voj, torrente Sermenza - Comune di Rima, torrente Egua - Comune di Rimasco, più altre “idee” sul torrente Artogna, nel Comune di Sabbia etc.).

COS’ E’ SUCCESSO FRA FINE NOVEMBRE E META’ GENNAIO

  • Sabato 23 Novembre il quotidiano Notizia Oggi ha organizzato il convegno “Economia e turismo, impresa e montagna: uno sviluppo possibile per la Valsesia”. Un’occasione còlta al volo dal Comitato con un intervento di Alberto Smuraglia, e la presenza all’interno del Teatro Civico di Varallo di cinquanta sostenitori disposti a semicerchio in fondo alla sala, che indossavano le magliette con la scritta Salviamo il Sesia. Le ragioni dei difensori dei fiumi hanno trovato attento ascolto e sono diventate l’argomento principale della serata, con notevole riscontro in parole e foto sui giornali locali per vari giorni a seguire.
  • Il Comune di RIMASCO ha votato Venerdi 29 Novembre all’unanimità l’opposizione al progetto EGUA-SERMENZA in un Consiglio Comunale aperto dove erano invitati i derivatori, i pescatori e il Comitato.
  • Il 4 Dicembre è partita la lettera (raccomandata con ricevuta di ritorno) con le controdeduzioni sul progetto EGUA-SERMENZA nel Comune di Rimasco, in allegato alla lettera sono stati messi vari articoli presi da riviste di canoa italiane e straniere oltre ad articoli inerenti la riserva di pesca in quella zona.
  • La stessa lettera è stata mandata per conoscenza a sedici indirizzi degli Enti Pubblici partecipanti alla “Conferenza dei servizi” che si è svolta l’ 11 Dicembre, alla Provincia di Vercelli, proprio sul progetto di Rimasco.
  • Martedi 10 Dicembre alle 17 c’è stato un incontro “informativo” a porte chiuse per il progetto VAL VOGNA fra i Consiglieri del Comune di Riva Valdobbia, funzionari della Provincia e l’Assessore provinciale alle Risorse Idriche, alle 18 è seguito l’incontro del Comitato con i Consiglieri. La sera stessa si è tenuta una riunione del Consiglio Comunale, durante la quale sull’argomento è stato espresso al Sindaco un parere tendenzialmente contrario da parte dei Consiglieri.
  • Sempre Martedì 10 Dicembre, sera, si è tenuto un incontro nell’ambito di”Agenda 21 “(Iniziativa dell’O.N.U.), a VARALLO nella sede della Comunità Montana con l’Assessore all’Ambiente della Comunità Montana, costruttori di dighe, funzionari delle risorse idriche provinciali, l’Assessore all’Ambiente della provincia di Vercelli, numerosi Sindaci, il C.A.I., cittadini e molti aderenti al Comitato, il Presidente dell’Associazione albergatori Valbella, ed esponenti di “Agenda 21”. Quella della Valsesia è la Comunità Montana scelta in Italia per progetti pilota di sviluppo sostenibile, che recepisce il protocollo di Kyoto, in ottemperanza al piano d’azione dell’ONU deciso al convegno di Rio de Janeiro del 1992. Le ragioni e gli argomenti del Comitato hanno riscosso interesse e considerazione, ottenendo il sostegno di molti esponenti delle realtà rappresentate.
  • Il Comitato ha mandato una lettera a tutte le famiglie della Valsesia, per un totale di 8.394 copie, nell’intento di informare capillarmente tutti gli interessati, finora esposti alla disinformazione del “sentito dire”e al fatalismo inerte del “tanto fanno quello che vogliono lo stesso”. La consegna ha avuto luogo sia in tutte le abitazioni dei residenti, sia nelle seconde case, da Quarona fino ad Alagna e Valli laterali, ed è stata ultimata entro Natale.
  • Il 16 Gennaio, nella sede della Comunità Montana è stato presentato ai cittadini, ai Sindaci, ai derivatori, presenti l’Assessore Provinciale alle risorse idriche e un Funzionario della Regione, lo “Studio sulla fruibilità del fiume Sesia”. La presentazione del lavoro, commissionato dalla Provincia e dalla Regione, è stata fatta dalle tre società italiane che hanno vinto il relativo appalto europeo. Si tratta di uno studio sulla compatibilità dell’uso del fiume per i differenti fini: idroelettrico, sportivo, piscatorio, e turistico. Consegna prevista: fine Settembre. Anche in base a questo studio verranno decisi i “Piani di Tutela” della Regione entro il 2003.
  • Il Comune di MOLLIA ha dato la concessione. Insieme al progetto esecutivo è stata depositata alla Provincia, dove si attende il parere definitivo. Il Comitato per la difesa del Sesia chiede alla Provincia e alla Regione la moratoria (come per tutti gli altri progetti) in attesa dei risultati dello Studio di Fruibilità, studio già finanziato dalla Regione.
  • L’ E.N.E.L. consegnerà a Marzo la sua Valutazione d’Impatto Ambientale riguardante il suo Mega Progetto BALMUCCIA-QUARONA
  • Sul Sito del Comitato è stata aggiornata la cartina delle derivazioni. (compresa questa recente richiesta dall’ENEL con la costruzione di una diga vera e propria, e con rilascio dell’acqua a Quarona !) .
  • Articoli usciti: su Bella Italia, sulla Rivista del Trekking, e prossimamente due pagine sulla nuova guida della Valsesia realizzata dalla Rivista del Trekking.
DANNI E RISCHI IN AGGUATO

CONTRO LA FALSA INFORMAZIONE: I POSTI DI LAVORO NON CI SARANNO. Tutti questi impianti non produrranno posti di lavoro stabili, dato che gli impianti sono automatizzati, e avranno effetti devastanti sulla qualità della vita e sulla già fragile stabilità idrogeologica della Valle, con danni sia immediati che a lungo termine che l’intera collettività dovrà accollarsi; favoriranno il parassitismo a scapito di quanti credono nell’integrità dell’ambiente e hanno avuto, hanno e avranno la volontà di investire le proprie risorse, sul nostro territorio, con benefici chiari e reali per tutti.

LA SICUREZZA. Il contenimento dei rischi idrogeologici è prioritario per una politica corretta di sviluppo, ed i pericoli che si instaurerebbero in seguito all’alterazione dell’ambiente fluviale sono documentati e prevedibili per chiunque. La Valsesia è stata finora preservata dai disastri che hanno colpito tutte le valli confinanti quali la Valle d’Aosta e le valli dell’Ossolano, dove da anni è in atto un processo di progressiva cementificazione, intubazione e canalizzazione di fiumi e torrenti.

Di chi saranno le responsabilità economiche e penali del dissesto idrogeologico?

LA QUALITA’ DELLA VITA. Il fiume non ha solo una funzione paesaggistica e ricreativa; La Valsesia è priva di impianti di depurazione delle acque e adesso stiamo parlando di progetti dove sono previsti deflussi minimi vitali basati su parametri e dati di portata delle acque non più attendibili perché vecchi di 20 anni.

Quali problemi verrebbero a crearsi per quanto riguarda l’autodepurazione e lo smaltimento degli scarichi fognari nei tratti interessati dalle derivazioni?

Chi pagherà tutto questo?

LO SVILUPPO TURISTICO. L’alta Valsesia è una perla naturalistica, ed il turismo legato ad essa è sviluppato e fiorente grazie anche agli sforzi e agli ingenti investimenti degli anni passati in questo settore da parte di privati, di Enti Pubblici e di finanziamenti della Comunità Europea. Nessuno può nascondersi che il prosciugamento di fatto del fiume e di alcuni affluenti comporterebbe un tracollo delle presenze in Valle, relativamente al turismo fluviale e piscatorio, ma anche a tutto il turismo naturalistico. Chi, per esempio, frequenta la Val Vogna, come reagirà al prosciugamento del torrente Vogna per 5,5 km? Chi spende ferie e denaro in Valsesia verrà ancora per balneare in un rigagnolo maleodorante?

COSA ABBIAMO E COSA RISCHIAMO DI PERDERE. Il fiume Sesia e i suoi affluenti principali (Otro, Vogna, Artogna, Egua, Sorba, Sermenza, Mastallone) costituiscono attualmente un ecosistema fluviale che, nell’ambito del Nord Italia, si caratterizza per un eccezionale livello di “naturalità”. In particolare, il sistema ecofluviale del fiume Sesia, per il suo caratteristico regime idrico e per l’assenza di insediamenti produttivi nell’Alta Valle, offre una qualità delle acque decisamente superiore a quella della maggior parte dei fiumi alpini, e un’elevata biodiversità faunistica, ospitando la pregiata Trota Marmorata, il Temolo autoctono, la Trota Fario e l’insieme dei macroinvertebrati fluviali.

Inoltre, la Valsesia mantiene ancora una densità abitativa relativamente bassa con un impatto antropico sull’ambiente corrispondentemente contenuto.

Uno degli elementi di più forte attrazione turistica è l’amplissima offerta di attività sportive, terrestri e acquatiche, praticabili nella valle; il trekking, praticato anche nelle numerose valli laterali; l’alpinismo, praticato prevalentemente sul gruppo del Monte Rosa; lo sci invernale, gli sport d’acqua viva (rafting, canoa, torrentismo, hydrospeed) e la pesca sportiva, praticati lungo tutto il fiume Sesia e i suoi affluenti.

La straordinaria ricchezza naturalistica della Valsesia, ed il significativo potenziale turistico ad esso correlato, sono un valore ed una risorsa che devono essere preservati e valorizzati.

GESTIRE IL TERRITORIO CON COERENZA E CHIAREZZA. Una delle battaglie che il Comitato ha portato avanti in questi anni è stata la richiesta, indirizzata a Regione Piemonte e Provincia di Vercelli, di promuovere e finanziare uno “Studio sull’uso plurimo delle acque” da utilizzare come strumento conoscitivo indispensabile per una programmazione seria ed equilibrata del territorio, e di sospendere, nel frattempo, qualsiasi iter burocratico di autorizzazione alle richieste depositate in Provincia.

Questo studio è stato finalmente finanziato e la sua consegna è fissata per la fine del 2003.

Contro ogni logica, la Provincia, che è l’unico Ente Pubblico che possa disporre la moratoria in questione, non sente l’esigenza di fermare i progetti, che hanno un esteso coinvolgimento territoriale e/o un preoccupante impatto ambientale, alcuni dei quali già oggi sono in fase di realizzazione.

In questo modo si procede con lo sfruttamento indiscriminato del bacino dell’Alto Sesia e con la sua programmata devastazione; inoltre lo Studio, fortemente richiesto dal Comitato, diventa totalmente inutile, se non per fare da paravento ad interessi poco chiari.

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Il “Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti” si è costituito nel giugno del 1999 in seguito alla serie di richieste di concessione per prese d’acqua a fini di produzione idroelettrica presentati alla Provincia di Vercelli che interesserebbero i corsi d’acqua valsesiani. Agli intenti del Comitato hanno aderito la Comunità Montana Valsesia, alcuni Comuni della valle, il C.A.I., l’Azienda Turismo Locale, il Consorzio Turismo Valbella, la Società Valsesiana Pescatori Sportivi, le scuole e i club di canoa presenti in valle, numerose Associazioni sportive e non, migliaia di cittadini in forma privata.

COMITATO PER LA TUTELA DEL FIUME SESIA E DEI SUOI AFFLUENTI

www.laproxima.it/comitatosesia Tel. 0163 52093 comitatosesia@laproxima.it

Dec 19 2002

da News GEVAM Dicembre 2002: 10 mosse per uscire dall’emergenza territorio secondo Legambiente

Pubblicato da alfaggio in Rassegna Stampa

News GEVAM n. 91 del 19 dicembre 2002 - Area Tematica: Ambiente e Volontariato
La prima e la più diffusa newsletter telematica di informazioni ambientali e del volontariato
ORGANO DI STAMPA INTERASSOCIATIVO del Gruppo GEVAM - Onlus
Per sostenere le attivita’ del Gruppo GEVAM Onlus e per avere informazioni particolareggiate
vedere lo spazio in fondo alla newsletter
LE NEWSLETTER RIPRENDERANNO IL 9 GENNAIO 2003
Auguriamo Buone Feste a tutti i nostri lettori.
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Inizio news:
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2) Ue & Ambiente: procedura d’infrazione contro l’Italia per mancato rispetto delle direttive sugli uccelli migratori e selvatici e sulla VIA, Valutazione di Impatto Ambientale, che prevede il coinvolgimento della popolazione che ha diritto ad essere informata e consultata, cosa che in Italia avviene raramente, essendo trattati da sudditi anziché cittadini dagli oligarchi al potere …
Fonte: VITA http://web.vita.it mailto:redazione@vita.it di Benedetta Verrini (b.verrini@vita.it) 05/12/2002
Lo ha deciso la Commissione europea, dopo una serie di segnalazioni riguardanti la protezione dell’habitat naturale a Enna e l’impatto ambientale della tangenziale sud a Treviso
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La direttiva 85/337/CEE, modificata dalla direttiva 97/11/CE impone agli Stati membri di eseguire una valutazione di impatto ambientale (VIA) per determinati progetti pubblici e privati prima della loro autorizzazione, qualora essi possano avere effetti significativi sull’ambiente. L’obiettivo di una VIA è individuare e descrivere l’impatto ambientale dei progetti nonché valutarli per poterne prevenire o mitigare gli effetti. Durante la procedura VIA il pubblico può intervenire ed esprimere le sue preoccupazioni ambientali in merito al progetto. La procedura di autorizzazione deve tener conto dei risultati della consultazione.

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8 ) MALTEMPO - LE 10 MOSSE PER USCIRE DALL’EMERGENZA. Legambiente individua i punti deboli dell’approccio italiano al territorio e le mosse da compiere per passare da un’abusata cultura dell’emergenza ad una più intelligente improntata alla prevenzione.
Fonte: Osservatorio Parchi e Ambiente Naturale di LEGAMBIENTE.
mailto:parchi.lombardia@legambiente.org http://www.legambiente.org
Da una gestione non più puramente emergenziale (che passi per il definitivo riordino delle competenze in materia e per l’inserimento di questa gestione fra le priorità del Governo), ai fondi, troppo pochi, stanziati per la difesa del suolo; dalla conoscenza e il presidio capillare del territorio (cui si arriva mettendo in rete Autorità di Bacino ed enti locali) fino alla lotta all’abusivismo edilizio e all’impegno globale contro i cambiamenti climatici. E’ il decalogo nel quale Legambiente individua i punti deboli dell’approccio italiano al territorio e le mosse da compiere per allentare la morsa delle emergenze ambientali sul nostro Paese. “Un Paese in cui troppo spesso - ha detto Ermete Realacci, presidente di Legambiente - la foga cementificatrice e l’approssimazione delle politiche d’intervento hanno causato al territorio danni irrimediabili, dei quali periodicamente paghiamo il prezzo altissimo”.
le 10 mosse contro l’emergenza:
1 manutenzione ordinaria del territorio prima grande opera pubblica. La gestione del territorio deve diventare una delle priorità del Governo
2 Finanziaria: troppo pochi soldi alla prevenzione. Si dovrebbe ipotizzare una spesa almeno pari a quella (4mld €) che ogni anno siamo costretti a spendere per rimediare ai danni del dissesto mappatura e vincolo delle aree in emergenza.
3 Mappatura e vincolo delle aree in emergenza. Molti torrenti e fiumi sono schiacciati da un’antropizzazione invasiva che trasforma normali esondazioni in disastri per intere città. Tutte le aree a rischio vanno classificate e analizzate per realizzare piani che limitino le eventualità disastrose, vincolando a questi fini l’uso del territorio
4 decostruzione e rinaturazione delle aree in costante allarme rosso. Ci sono porzioni di quartieri o aree industriali perennemente sotto la minaccia di inondazione. Per tutti quei casi dove altri interventi si mostrino inutili, è necessaria una scelta coraggiosa: abbattere le strutture in aree a rischio o concausa del dissesto (ad es. edifici in aree golenali) e rilocalizzarle al sicuro.
5 lotta all’abusivismo edilizio. Abusivismo vuol dire costruzione senza sicurezza e senza pianificazione territoriale: una minaccia per gli abitanti delle costruzioni illegali e anche per il territorio aggredito dal cemento selvaggio. Nessuna tregua dunque né condono per l’illegalità edilizia.
6 piena attuazione della legge 183 per la difesa del suolo. La 183/89 individua come criterio innovativo di gestione del territorio il bacino idrografico e istituisce l’Autorità di bacino
7 trasferimento di tutti i poteri in materia all’Autorità di Bacino: la concentrazione di competenze oggi frammentate e dai contorni indefiniti nelle sole mani dell’Autorità di bacino permetterebbe un governo più razionale del territorio
8 effetto serra. Un impegno effettivo e non solo a parole, a livello nazionale come nello scenario mondiale, per ridurre le emissioni di gas climalteranti e spingere l’acceleratore delle energie rinnovabili
9 coinvolgimento delle comunità locali nella gestione del territorio. Solo un presidio capillare del Paese può garantirne la gestione complessiva.
10 abbandonare una gestione puramente emergenziale del territorio

(ufficio stampa naz.le Legambiente)


Dec 12 2002

Comunicato a CKI del 12 Dicembre 2002

Oggetto: Info ComitatoSesia

  • Il Comitato ha mandato una lettera a tutte le famiglie della Valsesia, per un totale di 8.394 copie, nell’intento di informare capillarmente tutti gli interessati, finora esposti alla disinformazione del “sentito dire”e al fatalismo inerte del “tanto fanno quello che vogliono lo stesso”. La consegna avrà luogo sia in tutte le abitazioni dei residenti, sia nelle seconde case, da Quarona fino ad Alagna e Valli laterali, ed entro Natale sarà ultimata.
  • Il Comune di Rimasco ha votato Venerdi 29 novembre all’unanimità l’opposizione al progetto in un Consiglio Comunale aperto dove erano invitati i derivatori, i pescatori e il Comitato.
  • Il 4 dicembre è partita la lettera (raccomandata con ricevuta di ritorno) con le controdeduzioni sul progetto Egua-Sermenza nel Comune di Rimasco, in allegato alla lettera sono stati messi vari articoli presi da riviste di canoa italiane e straniere oltre ad articoli inerenti la riserva di pesca in quella zona.
  • La stessa lettera è stata mandata per conoscenza a sedici indirizzi degli Enti Pubblici partecipanti alla “conferenza dei servizi” che si è svolta ieri, 11 dicembre, alla Provincia di Vercelli, proprio sul progetto di Rimasco.
  • Martedi 10 dicembre alle 17 c’è stato un incontro “informativo” a porte chiuse per il progetto Val Vogna fra i Consiglieri del Comune di Riva Valdobbia, funzionari della Provincia e l’Assessore provinciale alle Risorse Idriche, alle 18 è seguito l’incontro del Comitato con i Consiglieri. La sera stessa si è tenuta una riunione del Consiglio Comunale, durante la quale sull’argomento è stato espresso al Sindaco un parere tendenzialmente contrario da parte dei Consiglieri.
  • Sempre martedì 10, sera, incontro a Varallo nella sede della Comunità Montana con l’Asssesore all’Ambiente della Comunità Montana, costruttori di dighe, funzionari delle risorse idriche provinciali, l’Assessore all’Ambiente della provincia di Vercelli, numerosi Sindaci, cittadini e molti aderenti al Comitato, il Presidente dell’Associazione albergatori Valbella, ed esponenti di Agenda 21 (quella della Valsesia è la Comunità Montana scelta in Italia per progetti pilota di sviluppo sostenibile, in ottemperanza al piano d’azione dell’ONU deciso al convegno di Rio de Janeiro del 1992). Le ragioni e gli argomenti del Comitato hanno riscosso interesse e considerazione, ottenendo il sostegno di molti esponenti delle realtà rappresentate.
  • Articoli in uscita: fra una settimana su Bella Italia, uno sul prossimo numero della Rivista del Trekking, e a inizio 2003 due pagine sulla nuova guida della Valsesia realizzata dalla Rivista del Trekking.
  • Sul sito del Comitato c’è la cartina derivazioni aggiornata. (Non so se tutti siete al corrente della nuova richiesta dell’ENEL per la costruzione di una diga nelle gole del Sesia con rilascio dell’acqua a Quarona !)
  • Tutti quelli che sono in possesso degli striscioni dei Mondiali dovrebbero farsi vivi al più presto con il Comitato perché c’è in vista una nuova possibilità di utilizzo.
  • Così come è stato fatto pochi giorni fa (grazie a Fred e a Renato!) per Egua e Semenza alto, bisogna mettere insieme il maggior numero di articoli ed estratti di libri (manuali, libri fotografici) riguardanti Il Sesia e tutti gli altri affluenti, per realizzare una rassegna stampa il più possibile ricca. Entro la fine di questa settimana. Invio al n° di fax del Comitato 0163 732770 o alle caselle di posta comitatosesia@laproxima.it , o alberto@superspazio.it .
  • Questo è un momento più che importante, decisivo per il Sesia e i suoi affluenti; difenderli adesso e con forza è determinante per il futuro. Grazie. Un saluto cordiale.

Per il Comitato, Alberto Faggioni

Nov 29 2002

Comunicato Stampa del 29 Novembre 2002

Pubblicato da alfaggio in Documenti Inviati

Comitato per la difesa del Sesia e dei suoi affluenti

comitatosesia@laproxima.it - Varallo Sesia (VC)

Comunicato Stampa del 29 novembre 2002

INONDAZIONI: che parte hanno avuto le dighe?

Alle redazioni di : Terra! , Reporter, Le Iene, Striscia la notizia, Radio a Colori, Radio Popolare, quotidiani e periodici vari.

Ci permettiamo di suggerire a chi volesse approfondire la ricerca delle cause delle recenti inondazioni, così come di quelle passate e di quelle che ci aspettano, di ricercare anche nell’ambito dell’esistenza e della gestione delle dighe quanta irresponsabilità e non gestibilità esistano di fronte agli eventi cosiddetti “eccezionali”.

Oltre alla cementificazione delle sponde, alle concessioni di edificabilità in zone che dovrebbero essere naturalmente considerate, e strategicamente utilizzate, come sfogo “fisiologico” dei corsi d’acqua, anche l’esorbitante proliferazione di dighe per fini idroelettrici, in pratica più speculativi che produttivi, sta contribuendo a rendere il territorio sempre più pericoloso.

Questa tendenza, drammaticamente favorita dagli amministratori locali, non potrà che distruggere gli ultimi corsi d’acqua liberi (che non hanno mai causato danni con le loro piene!) e creare altre bombe d’acqua incontrollabili nei periodi di grandi piogge.

Questo infatti è anche il problema: chi controlla le dighe?

Qualcuno ha controllato modi e tempi di apertura delle dighe durante le ultime disastrose inondazioni?

Sapete che domenica 24 novembre un canoista è morto travolto dall’acqua del Trebbia, in provincia di Piacenza, perché la diga del Brugneto, in Liguria, che rifornisce l’acquedotto di Genova, ha aperto le paratie di colpo, senza preavviso?

E questo nonostante risaputamene e regolarmente il Trebbia venga frequentato da trent’anni per attività sportive, e nonostante a causa di questo fatto già si fossero tenute riunioni in prefettura per considerare il problema.

Ma far seguire provvedimenti, regole e controllo all’identificazione di un problema, sembra un processo ancora troppo complicato per l’Italia.

L’unica “soluzione” che segue ai disastri è cementificare sempre di più!

Sicuramente nell’interesse di chi effettua quegli inutili e dannosi lavori, non in quello di tutti.

Allego estratto da CKI, forum on line:
Se possiblile vorrei una spiegazione tecnica sulle aperture improvvise
delle centrali e dei bacini in caso di situazioni critiche.

Perchè queste centrali aprono di colpo? Non potrebbero aprire lentamente
come tra l’altro succede durante i normali rilasci d’acqua?

Per la cronaca, il bacino del Brugneto si tratta di una riserva d’acqua per l’acquedotto di Genova. Lo sbarramento è lungo 260 m e alto 80 m, con una capienza di 25 milioni di metri cubi.

Forse, indipendentemente dall’incidente si è aperto le paratie troppo in
fretta e quanto riporto qui sotto ne è la testimonianza…………

Bologna, 24 novembre 2002 - Il consigliere di an Pietro Vincenzo Tassi
ha rivolto un’interrogazione alla Giunta regionale per sapere se si è
verificata l’effettiva apertura, da parte dell’Enel, delle dighe di
Brugneto e di Boschi durante le piene dei torrenti Trebbia e Nure.
Tassi, nel ricordare che l’amministrazione provinciale ha recentemente
pubblicato una dichiarazione di denuncia nei confronti dell’Enel, che
nega però tale fatto, ritenendola responsabile dei maggiori danni
verificatisi sul territorio, chiede di conoscere quali sono le basi
dell’accusa e, in caso affermativo, se si intenda agire contro l’Enel
per il risarcimento dei danni.

Jul 24 2002

Lettera di un turista su CKI

Da: “Marco Fontanot”

Data: Wed, 24 Jul 2002 19:23:48 +0200

Oggetto: [C.K.Italia+] R-Sesia ; Canoisti gentaccia

Volevo rispondere con questa mia allo sconforto di Frederic Gilardone

Dopo un paio di anni di letargo ho ripreso la mia attività canoistica e lo

scorso fine settimana con due amici Marco e Sergio, perchè di più non ne ho

trovati, ho deciso di andare a farmi una bella discesa in Val Sesia.

Sono andato a trovare sia Mauro Macabelli che ha aperto una nuova scuola a

Campertogno la EDILINE , sia Massimo Valbonesi della ormai più che

decennale MONROSA e colgo l’occasione con questa mia di salutarli e

ringraziarli per le preziose informazioni e per il supporto fornito.

Oltre a tre splendide discese sul tratto della Alpin Sprint, sempre

stupendo, ed una sul tratto Piode Scopa (accidenti come è cambiato il fiume

proprio non lo riconoscevo) faccio notare che abbiamo pernottato in albergo,

mangiato in ristorante e tutti e tre abbiamo fatto prima di partire acquisti

sia di generi alimentari sia di artigianato locale.

Le persone che sono venute con me non erano mai state in Val Sesia e sono

rimaste entusiaste, tanto che ci siamo ripromessi di tornare organizzando

una bella squadra di amici quanto prima. Con Sergio abbiamo discusso se non fosse il caso di organizzare per il prossimo anno le ferie insieme con le

famiglie (in totale 8 persone) proprio qui per divertirci, rilassarci e

fare anche un pò di canoa.

Il tragico è stato sentire da alcuni ragazzi di Milano che già dal prossimo

autunno dovrebbero incominciare i lavori per una prima diga proprio sul

tratto dell’Alpin Sprint

A questo punto i programmi cambierebbero, niente più ferie in Val Sesia,

vorrà dire che i miei soldi li andrò a spendere da qualche altra parte.

E’ su questo punto che le amministrazioni locali farebbero bene a riflettere

perché non vedo quale altra economia potrebbe veicolare la costruzione delle

dighe se non un pò di lavoro per qualche azienda edile nel primo periodo e

l’impiego di qualche dipendente negli impianti per il futuro. Ma per il

resto tutto il turismo legato all’attività delle scuole di canoa e dei

canoisti non potrebbe che subire un brusco ridimensionamento. Inoltre

bisogna considerare che il notevole afflusso di persone generato soprattutto

con il rafting, il torrentismo e l’idrospid, consentono a molteplici

persone ed accompagnatori vari di scoprire questa splendida vallata, al di

fuori delle tradizionali mete turistiche generando nuove opportunità

turistiche anche al di fuori dell’ambiente della Canoa.

Sempre di più la gente è alla ricerca di posti incontaminati e di località

che offrano qualcosa di diverso, dal sapore un pò antico, anche senza le

comodità moderne, ma che sappiano comunicare quel senso di tranquillità e di

armonia con la natura che la maggior parte di noi non trova nella vita

quotidiana.

Sono questi i valori che gli amministratori della vallata devono difendere e

promuovere e non vedo come possano farlo costruendo delle dighe.

Caro Frederic se lo credi opportuno gira pure questa mia a chi di dovere

intanto ti ringrazio per avermi tenuto sempre aggiornato su come vanno le

cose li da Voi

Saluti Marco F.

Jul 05 2002

Dal Corriere Valsesiano: Lettera al Direttore di Ferruccio Lazzeri

Articolo di Ferruccio Lazzeri sul Corriere Valsesiano di venerdi 5 luglio 2002

Gentile Direttore,

non vorrei abusare dell’ospitalità del Corriere Valsesiano toccando argomenti che, a quanto pare, non sembrano suscitare grande interesse nell’opinione pubblica valsesiana, ma, da un po’ di tempo, ho in mente alcuni interrogativi che, con il suo permesso, vorrei esporre. Prendo spunto dal dibattito (riportato dal C.V. del 28/6) avvenuto in sede di Comunità Montana Valsesia tra l’assessore all’Ambiente Giovanni Frigiolini e l’ex Sindaco di Scodello Luigino Balaudo. Quest’ultimo, a proposito di sviluppo sostenibile, afferma che parlando di energia pulita bisogna dare per scontato che qualche nuova centrale idroelettrica in Valsesia si dovrà pur farla. Benissimo, qualche anno fa la maggioranza dei cittadini italiani ha votato in un referendum contro il nucleare, la lampadina in casa l’accendiamo tutti così come la televisione, il computer, ecc… Questo è un argomento molto caro a chi è favorevole alla costruzione di nuove centrali in Valsesia. C’è però un dato di fatto inconfutabile: se si considera la Valsesia nel suo insieme, ognuno di noi può constatare che più della metà dell’asta del Sesia è già soggetta a captazioni per la produzione di energia elettrica. Anche nel tratto montano del territorio, relativamente incontaminato, operano centrali vecchie e nuove e altre sono in fase di costruzione. Non basta? E’ necessario sacrificare anche il resto? Può anche darsi, si tratta di scelte, ma a questo punto, come cittadino valsesiano, vorrei sapere quanti posti di lavoro stabili verrebbero creati, quale sarebbe la percentuale di energia elettrica prodotta rispetto al fabbisogno nazionale, quante decine di euro ogni famiglia valsesiana risparmierebbe sulla bolletta della luce. E’ troppo chiedere questo? C’è la convinzione diffusa tra la gente che nuove centrali produrranno benessere, ma, stranamente, nessuno dice in quali termini precisi. Sarebbe invece importante poter valutare i pro e i contro sapendo naturalmente che la controparte alle centrali potrebbe essere la possibile dissipazione di un patrimonio di inestimabile valore, e sapendo anche che ogni scelta, se sbagliata, dovrebbe comportare l’assunzione di precise responsabilità da parte di chi l’ha voluta (cosa che, come sappiamo, in Italia non sempre avviene). Consideriamo ad esempio l’impatto ambientale e le possibili conseguenze negative sulla sicurezza: a Morca, senza l’opposizione della passata Amministrazione comunale di Varallo, probabilmente sarebbe già operante una captazione in una zona in cui si sta appurando l’elevato rischio idrogeologico. Ora, molti progetti di nuove derivazioni interessano zone altrettanto a rischio nelle quali i recenti fenomeni alluvionali hanno evidenziato significativi fenomeni di erosione. La domanda è questa: se in occasione di eventi alluvionali dovessero verificarsi danni a persone e cose causati anche dalla presenza di certe opere, chi ne risponderà direttamente dal punto di vista economico? I derivatori? Gli amministratori della Valle che hanno evitato accuratamente di opporsi alla realizzazione sul territorio del proprio Comune o quanto meno di verificarne a fondo la congruità rispetto alle normali esigenze? Oppure quegli stessi amministratori, come al solito, saranno in prima fila a richiedere lo stato di calamità naturale e i finanziamenti per la ricostruzione e in questo caso gli eventuali danni li dovremmo pagare noi tutti quanti insieme? Sarebbe importante saperlo, anche perché è appurato che molte catastrofi naturali avvenute anche nel nostro Paese si sono verificate soprattutto a causa di scellerati interventi che hanno modificato il corso naturale di fiumi e torrenti (a proposito, non sarà sicuramente così, ma non potrebbe darsi che le ripetute inondazioni in sponda sinistra subito a valle del ponte e dello sbarramento del Baraggiolo di Varallo avvengono perché la presenza di una traversa con basamento in cemento ha provocato un deposito di materiale inerte che ha costantemente alzato il livello dell’alveo formando una fantastica rampa di lancio per l’acqua che scendendo a forte velocità durante le piene non può che riversarsi su quelle case e su quei terreni? Non sono un tecnico e quindi lascio ad altri le eventuali risposte. Senza però voler fare dell’inutile allarmismo, se fossi al posto di qualcuno sarei abbastanza preoccupato per quello che potrebbe accadere fra qualche anno in quella zona). Fin qui ho parlato degli oneri, concludo parlando di odori: nel recente convegno di Agenda 21 svoltosi a Palazzo D’Adda, il dottor Vecchiè di A.R.P.A., nel corso di un’interessante relazione sullo stato di salute della Valsesia ha fornito dati molto interessanti e tutt’altro che confortanti riguardo al problema degli scarichi fognari. Diciamo che la nostra grande fortuna è data dal fatto che il Sesia e i nostri maggiori corsi d’acqua, grazie anche all’apporto di numerosi affluenti, hanno finora la capacità di autodepurarsi naturalmente. Ma che cosa accadrebbe se la portata d’acqua in certi tratti diminuisse drasticamente (ricordo che il deflusso minimo vitale previsto per certe derivazioni è addirittura dello 0,5%)? I Comuni della Valle interessati alla costruzione delle centrali sul proprio territorio sarebbero disposti a munirsi di depuratori e naturalmente ad assumersi il costo di tenerli in funzione tutto l’anno?

Come vede, caro Direttore, ho evitato accuratamente vaghi discorsi ambientalisti, tra l’altro abbastanza fuori moda soprattutto in questa valle di lacrime e mi sono limitato a porre domande di pura economia domestica. Sono domande molto semplici, alle quali però temo nessuno risponderà, perché mi sono accorto che normalmente a questi argomenti si preferisce non rispondere, confidando nella buona fede e, mi permetta, nel menefreghismo della gente, lasciando che le cose vadano per proprio conto seguendo un corso già stabilito da tempo.

Ringrazio per l’ospitalità e porgo distinti saluti.

Ferruccio Lazzeri

Jul 04 2002

Da News GEVAM: Il Parlamento discute lo stato dei Fiumi italiani

Pubblicato da alfaggio in Rassegna Stampa

Da Notiziario GEVAM 4 luglio 2002

- Il Parlamento discute lo stato dei fiumi italiani. il WWF chiede un

testo unico per prevenire i disastri idrogeologici

Fonte: e-gazette,http://www.e-gazette.it Roma, 24 giugno

Esperti, parlamentari, dirigenti

sindacali e d’impresa e le associazioni ambientaliste Legambiente e Wwf,

si sono incontrati il 18 giugno alla Camera dei Deputati in occasione

del seminario Quale futuro per la pianificazione di bacino. L’incontro

ha costituito un’occasione per riflettere sullo stato delle risorse fluviali

italiane e analizzare la situazione normativa del settore della difesa

del suolo e della prevenzione dei disastri idrogeologici. L’evento cade

proprio nel momento in cui il Governo e la maggioranza hanno formalizzato

un Disegno di legge di riordino della legislazione in materia ambientale.

Con il seminario in programma si è voluto anche fare anche un confronto

pubblico sull’attuazione della legge sulla difesa del suolo (183/89).

La legge avrebbe infatti dovuto rappresentare il punto di partenza per

una politica territoriale innovativa, ma risulta essere poco applicata

a causa dei provvedimenti straordinari conseguenti a ogni nuovo disastro.

Secondo il Wwf, la difesa del suolo è l’unica materia che non ha avuto

un riordino normativo, mentre altri settori come i beni culturali e paesaggistici,

la tutela delle acque dagli inquinamenti e i rifiuti sono stati modificati

con i Testi Unici. Da tempo impegnato nella battaglia per la revisione

della legge 183/89, il Wwf chiede un testo unico della difesa del suolo

e della prevenzione dei disastri idrogeologici e la successiva divisione

dei compiti e dei poteri tra Stato, Autorità di bacino, Regioni e Comuni.

Negli ultimi cinquanta anni nella maggior parte dei fiumi italiani si

è verificata una perdita sia dal punto di vista della biodiversità che

della qualità del territorio: ciò ha causato fenomeni di dissesto idrogeologico,

insicurezza delle popolazioni e aumento delle spese per gli interventi

d’emergenza a scapito delle azioni di prevenzione. Tra le cause dei vari

disastri, il Wwf segnala la cementificazione dei letti dei fiumi, la canalizzazione

del loro decorso in tragitti artificiali, lo sfruttamento per l’estrazione

di materiali per l’edilizia, i disboscamenti e l’occupazione delle zone

limitrofe con case, insediamenti industriali o coltivazioni non adatte.

Anche le alluvioni sono diventate sempre più frequenti ma non è ancora

stata avviata una politica di tutela del suolo che migliori la situazione

ambientale dei fiumi, i quali, pur coprendo meno dell’1% della superficie

terrestre, offrono una vasta quantità di servizi alla sopravvivenza umana:

dalla presenza di ambienti per la fauna acquatica al mantenimento degli

equilibri degli ecosistemi, dalla mitigazione delle inondazioni allo smaltimento

degli scarti e dei rifiuti prodotti dall’uomo.

G.E.V.A.M. O.N.L.U.S.

GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE ASSOCIAZIONE del MEDITERRANEO

Casella Postale 111, C/C Postale 13932157, 15033 Casale M.to AL Italy

Sede Legale via Marconi 5 (Palazzo Mossi), 15040 Frassineto Po AL,

Comune del Parco Fluviale del Po

tel. Fax 0142.487408 cell. 348.5243182 news@gevam.it - www.gevam.it

- C.F. 91015510067

Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale.

Presidente e Rappresentante Legale: Cav. Dr. Claudio Martinotti

http://www.claudiomartinotti.com

Jun 12 2002

Da CKI: Comunicato del Comitato Tutela Brenta

Comitato del Brenta

A: <canoakayakitalia@yahoogroups.com>

Priorità: 3

Da: “VIVERE IL FIUME” <info@vivereilfiume.it>

Data: Mercoledì, 12 Giugno 2002 20:57:17 +0200

Oggetto: [C.K.Italia+] SALVIAMO IL BRENTA

Risposta a: canoakayakitalia@yahoogroups.com

COMUNICATO STAMPA

VALBRENTA 12.5.2002

“A RISCHIO L’IMBARCO PER I CAMPIONI DI CANOA”

LE ULTIME TRE MEDAGLIE D’ARGENTO VINTE

DA ROBERT PONTAROLLO AI CAMPIONATI MONDIALI

E L’ORO E L’ARGENTO DELL’OLIMPIONICO PIERPAOLO FERRAZZI

NON IMPEDISCONO LA REALIZZAZIONE DI

NUOVE CENTRALI IDROELETTRICHE

Il Comitato “Tutela Fiume Brenta” si è riunito in assemblea straordinaria

per discutere eventuali misure da attuare per impedire la realizzazione

di ulteriori centrali idroelettriche in Valbrenta.

Facendo riferimento al parere favorevole della Commissione Tecnica Regionale

per la realizzazione della derivazione per la centrale della Ditta Crestani

Claudio in Località “Pian dei Zocchi”, definito così come citato in un

articolo apparso su “IL GAZZETTINO” dall’assessore della Comunità Montana,

Giuseppe Pellizzon, “MALE MINORE”, il Comitato ribadisce che la realizzazione

di tale centrale, oltre al danno all’ecosistema fluviale, farebbe chiudere

i battenti alle numerose associazioni che vivono grazie a questo tratto

navigabile, con grave danno alla già difficile economia e vita sociale

della valle.

Si fa presente che dei 40 km di fiume BRENTA tra Primolano e Tezze sul

Brenta, l’unico tratto attualmente navigabile è quello compreso tra San

Gaetano di Valstagna e Campolongo - Solagna per circa 8 chilometri, tratto

che verrebbe notevolmente ridotto con la realizzazione della nuova centrale

mettendo in serio pericolo i pochi chilometri di Brenta che ancora vive.

Proprio per questo l’Associazione Pescatori del “Bacino Acque Fiume Brenta”,

che raggruppa oltre tremila soci, si oppone fermamente a questo progetto,

perché il suo primo obiettivo è quello della conservazione delle specie

ittiche del Brenta, e in particolare della Trota Marmorata specie già

in via di estinzione, che trova solo in questa zona un ambiente favorevole

alla riproduzione.

Non tralasciamo poi la pratica della pesca sportiva che è possibile ormai

unicamente in questo tratto.

Da non sottovalutare anche le attività escursionistiche fluviali svolte

in questi ultimi dieci anni dalla Scuola di Canoa di Valstagna e dall’Ivan

Team che hanno portato migliaia di turisti da più parti d’Italia e dall’estero

e che hanno creato uno sviluppo turistico eco compatibile, permettendo

la riscoperta di questa splendida valle altrimenti nota solo per la triste

statale che la percorre.

Oltre a questo ricordiamo che le attività sportive sul Brenta hanno portato

numerosi riconoscimenti alla Valbrenta e all’Italia rendendo questo fiume

una vera e propria palestra per le attività fluviali con invidiabili risultati:

2 medaglie olimpiche, 5 Campionati del Mondo, 7 Coppe del Mondo e le

recenti tre medaglie di Robert Pontarollo, atleta del Corpo Forestale

dello Stato, cresciuto nelle fila del Canoa Club Valstagna culla di numerosi

atleti di successo come Pierpaolo Ferrazzi oro e argento Olimpico vanto

di tutta la nazione.

La realizzazione della centrale Crestani, o di qualsiasi altra derivazione

futura, porterebbe quindi danni sociali inimmaginabili poiché impedirebbe

la partenza e gli allenamenti delle attività sportive ed escursionistiche

del Canoa Club Valstagna, del Centro Sportivo del CFS, dell’Istituto Comprensivo

della Valle e dell’Ivan Team con la Scuola di Canoa Valstagna. Infatti

la partenza, localizzata presso la riva di San Gaetano in comune di Valstagna

grazie alle sue caratteristiche e all’ampio e unico parcheggio esistente,

reso possibile dall’intervento dell’Amministrazione Comunale di Valstagna,

permette ai canoisti di intraprendere in sicurezza le discese di tale

tratto. Non da meno, poi, toglierebbe la possibilità alla popolazione

e ai passanti di poter vedere da vicino le acque del Brenta, sostando

comodamente senza pericoli, acque ormai irraggiungibili in quasi tutta

l’asta del fiume.

Facciamo presente inoltre che la derivazione della Ditta CRESTANI CLAUDIO,

nel caso venisse realizzata, non porterebbe alla popolazione un beneficio

tale da giustificare questo irreparabile danno.

Il Comitato Tutela Fiume Brenta fa appello alle amministrazioni Comunali

della Valle del Brenta, alla Comunità Montana del Brenta e ai rappresentanti

politici, già sollecitati con una nostra recente nota, a promuovere presso

gli organi politici regionali competenti un’azione tesa a negare qualsiasi

autorizzazione per la realizzazione di Centrali Idroelettriche attuali

e future, spostando invece l’attenzione in un intervento a favore della

realizzazione di strutture e mezzi tali per migliorare e garantire lo

sviluppo delle attività sportivo - didattico - ricreative sul fiume Brenta

che lascino però inalterato l’ecosistema. Il Comitato annuncia che non

desisterà dal suo proposito finché non otterrà esito positivo alle sue

richieste. Distinti saluti.

Comitato Tutela Brenta

COMITATO TUTELA FIUME BRENTA

C/o Grotte di Oliero 36020 VALSTAGNA

Tel 0424 558250 fax 0424 558251

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

Il 22/23 giugno - SALVIAMO IL SESIA!

RADUNO CANOISTICO INTERNAZIONALE - info:

http://www.geocities.com/raduno_sesia/

———————————————

Home page CKI: http://www.canoakayak.info/

Per intervenire: canoakayakitalia@yahoogroups.com

Info: pagaia@yahoo.com - cello +39.348.6543533

Jun 05 2002

Lettere a CKI dopo L’operazione Mondiali 2002

A: <canoakayakitalia@yahoogroups.com>

Priorità: 3

Da: “marco/i” <marcopelagatti@interfree.it>

Data: Giovedì, 6 Giugno 2002 20:30:35 +0200

Oggetto: Re: [C.K.Italia+] C’ ero anch’io [Sesia manifestazione]

Risposta a: canoakayakitalia@yahoogroups.com

[Mostra tutte le intestazioni] [Versione stampabile]

Si, una splendida giornata di sole in Valsesia, tanta gente, striscioni,

bandiere e magliette…mi son detto: ” 1500 km in due giorni? hai fatto

bene, per il Sesia questo ed altro..”. Domenica mattina, seguendo le

istruzioni di Fred del sabato sera, ognuno al suo posto, chi sul fiume, chi

al parcheggio, chi al gazebo.

Ho coinvolto anche una amica che non sapeva neanche cosa fosse il Sesia fino

a due giorni prima ed improvvisamente si e’ ritrovata a vendere magliette

cappellini e bandierine gridando “Salviamo il Sesia!!!”

Ore a parlare con i passanti, con gli abitanti del posto, tutti molto

coinvolti..

…..ma dal gazebo di Pila mi affacciavo e davo un occhio sul fiume…tanta

gente, tanti “matti” che si agitavano urlavano sostenendo striscioni, ma NON

come la situazione meritava.

Certo il Fiume e gli affluenti a livello ottimale meritavano…bello godersi

una discesa in tranquillita’ o assistere alle gare, magari all’ombra…

Un sentito grazie a tutti i partecipanti e all’organizzazione tutta.

Marco

CC dl ATAC Roma

31 maggio - 2 giugno 2002

C’era la manifestazione sul Sesia.

Canoista, non ti abbiamo visto……

info http://www.superspazio.it/sesia/it/opsesia.htm

A: <canoakayakitalia@yahoogroups.com>

Priorità: 3

Da: “Ettore Ivaldi” <fickivaldi@libero.it>

Data: Venerdì, 7 Giugno 2002 10:09:53 +0200

Oggetto: [C.K.Italia+] Operazione Mondiali Sesia

Risposta a: canoakayakitalia@yahoogroups.com

[Mostra tutte le intestazioni] [Versione stampabile]

Volevo ricordare che anche la squadra nazionale ha sostenuto a gran voce

“Operazione Sesia contro le dighe”. Tutti gli atleti hanno gareggiato con

l’adesivo “SALVIAMO IL SESIA”. Poi Panato e Pontarollo nelle interviste

hanno più volte citato il pericolo delle dighe sul Sesia augurandosi di

poter ancora a lungo gareggiare su queste acque uniche al mondo. Gli stessi

campioni poi si sono dichiarati disponibili ad ogni iniziativa al riguardo.

Colgo l’occasione anche per ringraziare tutti gli amici canoisti che ho

visto in occasione dei mondiali e che hanno sostenuto i nostri atleti,

grazie e Occhio all’onda! Ettore

31 maggio - 2 giugno 2002

C’era la manifestazione sul Sesia.

Canoista, non ti abbiamo visto……

info http://www.superspazio.it/sesia/it/opsesia.htm

A: canoakayakitalia@yahoogroups.com

Da: “Frédéric Gilardone” <fredgil@plugit.net>

Data: Giovedì, 6 Giugno 2002 12:10:58 +0200

Oggetto: [C.K.Italia+] Operazione Mondiali Sesia, seguito

Risposta a: canoakayakitalia@yahoogroups.com

[Mostra tutte le intestazioni] [Versione stampabile]

Maurizio ha comunicato ieri le sue impressioni, con passione e con

sentimento.

Ci voleva in effetto solo questo: passione e sentimento per presenziare

domenica mattina dalle 9 alle 11.00 a Pila…Probabilmente eravamo troppo

pochi, e una cinquantina di striscioni sono rimasti senza mani

volonterose per alzarli…

Ma gli striscioni c’erano: 150, colorati, espressivi, ricevuti da molti

paesi, fin dal Sud Africa, dal Messico o dall’Islanda, e tanti

dall’Italia, dalla Calabria all’Alto Adige. Su questo punto, sulla

solidarietà espressa dal mondo della canoa, successo notevole.

Ottimi risultati anche al livello dell’immagine e della stampa, il che

era l’obbiettivo principale; mezza pagina sulla Repubblica (Piemonte) e

sul suo sito Internet, tante sui giornali locali, qualche bella ripresa

della manifestazione in TV, RAISat e Euronews, prossimamente una

puntata intera dedicata al Sesia su MT Channel (Macchina del Tempo su

satellite), interviste a Radio Rai e Radio Popolare, ottima conferenza

stampa con la presenza del Presidente e del Segretario Generale della

CIPRA. E già erano usciti l’articolo di quattro pagine e varie foto di

Maurizio Bernasconi sulla Rivista della Montagna di Maggio, quello su

GIOIA il 28 maggio con foto, su Pagaiando, sullo Speciale Acquaviva

della UISP. Ieri ancora su Notizia Oggi, quotidiano locale, sono

usciti due articoli, uno su quattro colonne con foto sui contenuti

della Conferenza Stampa di Sabato scorso, e uno sulla mostra di disegni

dei bambini della Valsesia “Amico Fiume”.

Tanti richiami dei commentatori TV al problema delle micro-centrali,

poesie e temi di ragazzi letti da loro stessi sul palco sabato sera,

bandierine “Salviamo il Sesia” (grazie a Rivernews) su tante case in

valle…

E soprattutto la presenza di veri uomini di buona volontà, che senza

essere troppi, hanno provato la loro disponibilità a fare tanto per il

fiume. Ci vorrebbe una piena pagina per ringraziarli tutti. Smuraglia e

Valbo, onnipresenti nell’ombra o sul terreno, Ino Cum (che ha procurato

tanta stoffa e gli adesivi) e il nostro moderatore preferito Flavio,

iperattivi sulle strade e sulle sponde, Andrea Bavestrelli che cifre in

mano ha permesso di dimostrare l’assurdità economica dei progetti di

derivazione, Alberto Faggioni diventato addetto stampa con i risultati

di cui sopra, Maurizio Bernasconi più difensore del Sesia che mai,

Stefano Carpita & Co da Pisa con passione, il “tesoriere” Beppe

Caramella, i Caskaboulons venuti apposto da Briançon (che in tutta

discrezione hanno sceso gli affluenti più difficili), Carlo di Lucia e

Deborah appostati nel gazebo, come Sarah Barbanti che ha raccolto

tanti fondi e firme per il Comitato, Frederik accorso malgrado un

incidente evitato da poco sul Verzasca, Renato Mugolo che già ha

riportato le foto su www.superspazio.com da lui aggiornato da mesi… i

fedeli del Gruppo Canoa Roma, della FICF, di Turbigo, Somma e Novara e

tanti altri club e presenti per passione, senz’altri interesse che

quello di difendere il fiume e l’ecosistema della valle.

Siamo tutti decisi più che mai ad andare avanti, anche perché le cose

si mettono veramente male per il Sesia. Ci saremo di nuovo per i 22 e

23 giugno; e tu ?

Fred

31 maggio - 2 giugno 2002

C’era la manifestazione sul Sesia.

Canoista, non ti abbiamo visto……

info http://www.superspazio.it/sesia/it/opsesia.htm

A: “Rino Rotolo \(Assystel\)” <rino.rotolo@assyst-intl.com>, “Massimo Lionello

Omnitel” <massimo.lionello@omnitelvodafone.it>, “Mauro Turzo ABB”

<Mauro_Turzo@notes.abb.it>, “CLUB GENTE D’ACQUA”

<ckclubgeda@yahoogroups.com>, “canoakayakitalia gruppo CKI”

<canoakayakitalia@yahoogroups.com>

Priorità: 3

Da: “maurizio” <m.tric@tiscalinet.it>

Data: Martedì, 4 Giugno 2002 23:55:14 +0200

Oggetto: [C.K.Italia+] C’ ero anch’io [Sesia manifestazione]

Risposta a: canoakayakitalia@yahoogroups.com

[Mostra tutte le intestazioni] [Versione stampabile]

In una splendida domenica di sole, ho visto tanta gente, striscioni, bandiere

e magliette sul piazzale di Pila, in difesa del fiume Sesia.

Ho visto Canoisti e non, già sudati alle 8 del mattino (in piedi da

due ore), avvicendarsi a posizionare cartelli, gazebo, materiale informativo

e correre sul greto del fiume per appostarsi nei punti più visibili dalle

Tv.

Ho visto persone qualsiasi adoperarsi per tenere gli striscioni, sotto

il sole, in mancanza dei sostegni.

Ho visto gli organizzatori della manifestazione imbarazzati e contesi

fra il dovere di rispettare gli accordi presi di non belligeranza, e la

voglia di sbattere nel fiume i cartelloni inutili degli sponsor e mettersi

davanti alle telecamere per protestare.

Ho visto con piacere vecchi amici di canoa che non vedevo da anni, in

prima fila o comunque con magliette e bandiere.

Ho visto poi gli stessi manifestanti del mattino, saltare più per gioia,

che per protesta, alla premiazione degli Italiani piazzatisi, ancora

con gli striscioni in mano alle 6 del pomeriggio.

Ma ho visto anche tanti, troppi canoisti (famosi e non) già nella valle

dalla sera prima,godersi beatamente la gara dei mondiali, dal ponte o

dalle rive alle 10 del mattino, senza nemmeno domandarsi, se non fosse

il caso di dare il cambio ai primi manifestanti almeno per la 2° manche.

Ne ho visti tanti altri recarsi tranquillamente ai soliti punti di imbarco,

come se fosse una giornata qualsiasi e scendere il fiume (tanto oggi

l’acqua c’è).

Ho visto e sorrretto tanti Striscioni di club famosi, solitari senza padroni,

convinti che la loro sola presenza potesse bastare, (della serie: Tanto

ci sono gli altri)

Tutto questo ho visto in una splendida domenica di sole, ma sopratutto

ho visto un meraviglioso fiume Sesia, pieno d’acqua che correva festosa

e limpida incontro a tutto e a Tutti, inconsapevoledel pericolo che da

domani la minaccia.

No comment

Maurizio

[è vero (mOd Flavio)]

31 maggio - 2 giugno 2002

C’era la manifestazione sul Sesia.

Canoista, non ti abbiamo visto……

info http://www.superspazio.it/sesia/it/opsesia.htm

A: canoakayakitalia@yahoogroups.com

Da: “pagaia” <pagaia@yahoo.com>

Data: Sabato, 01 Giugno 2002 11:34:56 -0000

Oggetto: [C.K.Italia+] Sesia - Venite a sollevare gli striscioni!!! SVEGLIA!

Risposta a: canoakayakitalia@yahoogroups.com

[Mostra tutte le intestazioni] [Versione stampabile]

Ciao a tutti,

sono riuscito a trovare un computer libero nella sala stampa dei

Mondiali del Sesia.

Presso la casa di Frederick a Campertogno i volontari Hanno appena

completato gli striscioni “ordinati” dalle varie Associazioni e

Canoa Club.

Ora servono le persone (tu), i canoisti che li sorreggano durante la

gara domani domenica alle 9.00.

Info: http://www.superspazio.it/sesia/it/opsesia.htm

cellulare di Fred: 335.53.22.238

Vi aspettiamo ANZI TI ASPETTIAMO!!

——

cIAO

fLAVIO un mOd di cki. pagaia@yahoo.com

31 maggio - 2 giugno 2002 - No alle dighe -

“OPERAZIONE MONDIALI PER IL SESIA”

Canoista, hai già aderito compilando il form??

info http://www.superspazio.it/sesia/it/opsesia.htm

A: canoakayakitalia@yahoogroups.com

Da: “Frédéric Gilardone” <fredgil@plugit.net>

Data: Venerdì, 31 Maggio 2002 16:33:06 +0200

Oggetto: Re: [C.K.Italia+] sesia

Risposta a: canoakayakitalia@yahoogroups.com

[Mostra tutte le intestazioni] [Versione stampabile]

> Possibile che nessuna emittente televisiva nazionale sia interessata

alla manifestazione su Sesia?

>

>

Siamo in questo momento sul posto a discutere con i responsabili RAI

perche non filmino “solo” i canoisti domenica mattina, sembra che c’è

li siamo fatti amici…

Segnalo ai milanesi che Radio Popolare da ieri parla spesso della

manifestazione e ha dato l’antenna al Segreteria del Comitato, Alberto

Smuraglia, ieri pomeriggio.

La Valsesia, in un ambiente di festa e con il fiume pieno di bella

acqua verde-blu, e tappezzata con i nostri manifesti… ci vediamo

Domenica mattina !

[ http://www.superspazio.it/sesia/it/opsesia.htm ]

Fred

31 maggio - 2 giugno 2002 - No alle dighe -

“OPERAZIONE MONDIALI PER IL SESIA”

Canoista, hai già aderito compilando il form??

info http://www.superspazio.it/sesia/it/opsesia.htm

A: <canoakayakitalia@yahoogroups.com>

Priorità: 3

Da: info@canoarepublic.it

Data: Venerdì, 7 Giugno 2002 11:02:06 +0200

Oggetto: Re: [C.K.Italia+] Operazione Mondiali Sesia

Risposta a: canoakayakitalia@yahoogroups.com [Salva indirizzo]

[Mostra tutte le intestazioni] [Versione stampabile]

…Finalmente una voce della FICK.

Ma il Pres.te Ill.mo Conforti Franco…come si esprime in merito ad un

problema DI TALE LEVATURA???

Mi complimento con Panato ( miticooooooooo!!!!) e Pontarollo ( tieni

duro..che l’ORO arriverà!!!) e tutti i componenti della squadra Azzurra per

i risultati ottenuti .

Un po meno con i dirigenti ( per cose personali e anche per il sempre più

decrescente numero di canoisti che fanno gare, mi chiedo a cosa servono le

medaglie e i CAMPIONI…se poi non si sa fare la giusta promozione di uno

sport , così bello e alla portata di tutti, quale la canoa/kayak!?!)

Caro Ettore, cerchiamo di cavalcarla bene “l’ONDA” e stare all’occhio a chi

….quella onda, non sa nemmeno da cosa e da come si è FORMATA ( parliamo di

onde PULITE!!!!).

Aloha a tutti e complimenti ancora e soprattutto a quelle centinaia di amici

della natura e della canoa che hanno manifestato contro il soppruso

ambientale ( sarei venuto con le ragazze di CanoaRepublic..ma aimè c’era da

difendere il titolo EUROPEO a Savona, Sandra Truccolo, Micaela Cavedon,

Cristina Pozzoli e Susanna Signorini , prime cat. donne OC4, Daniele Scarpa

1° in OC1 RUN-PADDLE-RUN, e 1° in OC4 sulla long distance 14 km. con gli

amici di Milano, Mauro Rossetti, Piero Codevilla, e Damiano Cantù).

Complimenti agli organizzatori e a tutti gli amici della lista CKI che si

sono adoperati a far sentire la VOCE dei frangenti del SESIA.

Salviamo il Sesia ci deve accompagnare come monito e rappresentanza verso

tutti quei fiumi e corsi d’acqua che sono messi in pericolo dall’uomo che

non sa chiedersi perché..pensando solo all’aspetto $$$!!!

Aloha & mahalo , vi aspettiamo al mare e in laguna…sabato saremo a

surfare le onde ( ieri si era fuori con onde di 4-5 metri…) al

“CanoaRepublic on the Beach” S.O.M.P. ( Surfski Outrigger Meeting Point)

presso la spiaggia del Camping Residence, vi aspettiamo numerosi a provare

le ebrezze delle surfate con i surfski e le outrigger canoe.

aloha, daniele e il CanoaRepublic Outrigger Team

—– Original Message —–

From: “Ettore Ivaldi” <fickivaldi@libero.it>

To: <canoakayakitalia@yahoogroups.com>

Sent: Friday, June 07, 2002 10:09 AM

Subject: [C.K.Italia+] Operazione Mondiali Sesia

> Volevo ricordare che anche la squadra nazionale ha sostenuto a gran

voce….

31 maggio - 2 giugno 2002

C’era la manifestazione sul Sesia.

Canoista, non ti abbiamo visto……

info http://www.superspazio.it/sesia/it/opsesia.htm

Home page CKI: http://www.canoakayak.info/

Per intervenire: canoakayakitalia@yahoogroups.com

Info: pagaia@yahoo.com - cello +39.348.6543533

Jun 02 2002

Operazione Mondiali 2002 in Valsesia

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alcune foto del fiume Sesia

foto del Fiume Sesia

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