May 27 2002
Lettera dal Comitato Permanente Per la difesa delle Acque del Trentino
MANIFESTAZIONI PER IL SESIA
Il Comitato Permanente per la Difesa delle Acque del Trentino esprime la propria piena condivisione alla protesta contro questa ennesima iniziativa volta a depauperare le risorse primarie del nostro paese. Se la questione energetica ha valore strategico per l’economia, le risorse primarie come le acque superficiali sono l’oro del nostro presente, ma ancora di piu’ lo saranno nel futuro. Asservire lo sfruttamento di questa risorsa rinnovabile a interessi circoscritti ed in modo intensivo (interessi economici forti) rende l’idroelettrico impattante quanto qualsiasi altra produzione energetica da fonte fossile.
Il degrado del reticolo idrografico alpino e’ testimoniato dagli studi CIPRA e da varie altri fonti di cui a recenti convegni. I fiumi allo stato naturale sono ormai una rarita’, quindi essi assumono maggiore importanza sia per le ragioni economiche (attrattiva turistica, serbatoi per il domani di acqua buona e rinnovabile e come vasti depuratori dalla capacita’ artificialmente non ripetibile), che per quelle sociali e ambientali. Il Sesia e’ fonte di lavoro per molti giovani “liberi” nella iniziativa imprenditoriale; togliere l’acqua al Sesia significa togliere lavoro a questi giovani, a questi popolazioni, impoverendo questi luoghi. Il turismo, per durare, non puo’ che essere a bassa intensita’, quindi basarsi sulle risorse naturali e non su investimenti virtuali. E’ meglio un fiume come il Sesia che non un parco giochi acquatico. E’ meglio una valle con poche case utilizzate per molti mesi all’anno che tanti edifici sempre vuoti. E se non vogliamo dover fare i conti con orde di “cittadini urbanizzati” incivili e assetati di natura (quindi invadenti) serve che brandelli di naturalita’ siano diffusi per esercitare l’uomo a ricordare come e’ la vita vera.
In Trentino siamo arrivati attraverso un alleanza strategica, di tutte le componenti sociali e di valli, alla moratoria di nuove iniziative idroelettriche, alla introduzione generalizzata del deflusso minimo vitale valida anche per le concessioni in essere, alla ristesura del Piano di Utilizzazione delle Acque Pubbliche facendo sedere al tavolo di concertazione non solo gli interessi forti (ENEL, ecc), ma anche le rappresentanze piu’ piccole (le associazioni). Questa dispersione e’ una debolezza contrattuale, ma e’ anche il migliore fattore di controllo diffuso sul territorio per monitorare le acque: i canoisti sono degli indicatori ambientali capaci di descrive lo stato di salute delle acque - i pescatori sono capillarmente diffusi e testimoni di ogni intrusione o degrado del reticolo idrografico, le comunita’ di valle o di zona sono il miglior presidio per conoscere input e output del bilancio idrico, ecc. Questa dispersione diventa fattore vincente con alleanze strategiche, ma al costo di enorme impegno personale.
La nostra esperienza e’ vincente e per quanto potra’ essere utile sara’ anche al vostro servizio. Ricordatevene anche quando la vostra emergenza sara’ terminata.
Cordiali saluti da Fulvio Forrer
Ex Vicepresidente Canoa Club Trento (93-96),
membro del Comitato Permanente per la difesa delle Acque del Trentino,
Presidente INU Trentino e membro Consiglio Direttivo CIPRA Italia
Lunedì 27 maggio 2002
