May 04 2002

Da La Rivista della Montagna: articolo di Maurizio Bernasconi

Pubblicato da alfaggio il 4:48 am in Documenti Inviati, Rassegna Stampa

Operazione Mondiali 2002

Il mondo dei canoisti è in fermento.

Dal 29 maggio al 2 giugno sul Sesia, in Piemonte, nel tratto fra Pila e Scopa, si

svolgeranno i XXIII Campionati Mondiali di Discesa Canoa e Kayak, un avvenimento a

scadenza biennale molto importante per tutti i canoisti. Gli organizzatori mirano a

raggiungere la quota di 35 squadre partecipanti anche grazie a iniziative di ospitalità che

faciliteranno l’adesione di paesi e concorrenti meritevoli ma lontani e meno ricchi. Gli atleti

italiani sono attesi con interesse grazie ai numerosi titoli mondiali e olimpici degli ultimi

anni. Vi sarebbero certo numerosi dettagli da conoscere sulla gara, la sua storia e sul

mondo della canoa; per questo si consiglia il bel sito dell’organizzazione

www.wild-water.org, dove si troveranno informazioni: sui partecipanti, sugli orari delle

gare e delle manifestazioni collaterali, sui risultati. Precedenti edizioni dei mondiali si

sono svolte in Val d’Isère, a Spittal, a Merano sul Passirio, sul Noce, a Muotathal, a

Skopie, in Canada, in Inghilterra e in parecchi altri luoghi che da allora sono diventati

mitici fra i canoisti. Chi ha avuto la fortuna di partecipare a una di queste bellissime e

intense competizioni ha indelebilmente impressa la memoria di tali luoghi e lo stesso sarà

per la Valsesia.

CONTRO LE DIGHE

Questa volta, ai motivi di interesse sportivo si aggiunge una grande iniziativa

internazionale di salvaguardia del Sesia denominata OPERAZIONE MONDIALE. Sfruttando

l’eccezionale opportunità data dalla presenza di reti televisive e giornalisti si vuole far

conoscere al mondo intero che il Sesia e numerosi altri torrenti sono minacciati dalla

proliferazione di sbarramenti idroelettrici che stanno distruggendo il poco che resta di un

patrimonio naturale già intensamente sacrificato alla produzione di energia. I fiumaroli, in

questa veste ambientalista, attraverso il coordinamento di responsabili nei vari paesi

europei e oltre, hanno coinvolto migliaia di sostenitori i quali parteciperanno di persona

oppure invieranno le bandiere dei clubs da tutto il mondo con la scritta “Salviamo il Sesia”.

Si tratta di un intervento non violento, determinato ma festoso nel segno delle acque

pulite, libere e selvagge. Gli interessati possono aderire all’iniziativa attraverso

www.superspazio.it contattando Fred Gilardone o Alberto Faggioni.

In Piemonte esiste un Coordinamento dei comitati piemontesi che combattono con

decisione da tempo per salvare alcuni fiumi. Anche in Spagna si è creata un’opposizione ai

cento impianti programmati col finanziamento europeo che si è mossa con una Marcia su

Brusselles di 2000 km e arrivo in settembre 2001. In Francia, per fare un altro esempio, a

Saint-Christophe en Oisans (Isère), il 25 e 26 maggio 2002, nel segno della convivialità, si

terrà un week end di riflessione sui valori del canoismo e sul patrimonio vivente da

conoscere e valorizzare, in prospettiva di azioni future (info Stéfane Roux:

04.76.26.35.51). Ma in molte altre zone la costruzione indiscriminata di sbarramenti

prosegue nel silenzio quasi generale, come in Valle Anzasca con lavori ultimati. Per questo

adesso, anche se con qualche ritardo, si cerca di mettere in campo la forza d’urto numerica

dei canoisti. Tutte le regioni alpine posseggono una vivace attività sportiva lungo fiumi e

torrenti e, nell’arco che va dalla Provenza alla Slovenia vivono la maggior parte dei

campioni che si contenderanno le medaglie. Ma i Campionati avranno un’eco ben più vasta.

In paesi come Canada, USA, Nuova Zelanda e nell’Europa orientale gli appassionati dei

fiumi sono molti e, come altre affini tradizioni di plein air e di educazione sportiva e

ambientale, anche il canoismo è un comportamento conosciuto e abbastanza diffuso alla

generalità delle persone. In questi paesi esistono produttori di canoe, club, scuole,

pubblicazioni, raduni e una produzione documentaristica specializzata. Inoltre le canoe non

sono più oggetti misteriosi in nessun luogo; ovunque vi siano fiumi è arrivata da tempo la

tecnica del kayak e possiamo per esempio noleggiarne uno, non solo nei centri sparsi su

tutti i torrenti alpini, ma ovunque in Europa e anche nel Caucaso o sul Gange a Rishikesh,

in un villaggio della Cordigliera andina, sul Giordano o sullo Zambesi, insomma

dappertutto. Come in altri sport agonistici, per la verità, gli exploit professionistici e

irraggiungibili dei campioni con alcuni eccessi extrasportivi che è difficile amare, sembrano

talvolta estranei al gusto diportistico della massa e a un criterio più saggiamente

salutistico. Tuttavia i Campionati calamiteranno l’attenzione di molta gente in tutto il

Mondo e saranno un’occasione per mostrare l’immagine di acque pure e lucenti, di giovani

pagaiatori senza anelli al naso ma apprezzabilmente coraggiosi (specie se vi sarà la forte

portata prevedibile in giugno) e di uno stile di vita nel quale la presenza reale di un bel

fiume acquista finalmente il suo valore. Nella zona ci si aspetta un positivo effetto per il

turismo giacché naturalmente vi saranno anche dei nuovi osservatori che avranno

occasione di conoscere il Sesia, il Piemonte e gli sport fluviali. Questo si collega anche alla

concessione di finanziamenti pubblici per alcune opere di adeguamento in valle.

COSA SI E’ FATTO IN VALSESIA

La prima gara di canoa sul Sesia risale al 1963, un’epoca pionieristica. Da allora si

svolgono gare di discesa, gare di alto corso, di rafting, raduni come quello memorabile

dell’Alpin Kayak di Monaco che aveva raccolto gente da tutto il mondo, compreso

giapponesi. Sul Sesia è stata fondata nel 1978 la prima scuola di canoa italiana, sono stati

girati film e riprese televisive che hanno fatto conoscere il fiume. Soprattutto nei giorni

festivi il via vai di canoe è intenso e abbastanza impressionante. Parecchi canoisti sono

diventati frequentatori abituali della valle fino al punto di comprare abitazioni e, in

qualche caso, diventare dei residenti. Nel tempo si è consolidata la reputazione di un

fiume perfetto per gli sport fluviali e bellissimo che, da aprile a luglio, merita un viaggio di

mille chilometri per mettervi la propria canoa. Oggi vi operano parecchie organizzazioni che

propongono escursioni ai turisti e vi hanno operato come istruttori degli atleti provenienti

da vari paesi fra cui Zimbawe, Australia, Argentina, Messico, Nepal. La possibilità di

sviluppare ulteriormente questo settore è enorme anche perché purtroppo molti altri

percorsi in Europa sono stati nel frattempo completamente cementificati.

Il Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti.

Su iniziativa di sei scuole di canoa e rafting, del Canoa Club Valsesia e dell’Associazione

Valsesiana Pescatori Sportivi si è costituito un comitato quando nel 2000 ci si è resi conto

che una ventina di impianti avevano ottenuto le concessioni alla captazione di acque ad

uso idroelettrico. In effetti nel 1985 l’ENEL aveva predisposto un programma di

sfruttamento che coinvolgeva quasi tutta la valle, ciò aveva bloccato fortunatamente per

quindici anni le ipotesi di altre dighe. Coinvolgendo la popolazione, un primo storico

comitato aveva subito contrastato in modo piuttosto energico la svolta idroelettrica

proponendo invece un’alternativa di sviluppo che favorisse le peculiarità dei luoghi. Ma

quando l’ENEL ha rinunciato ai suoi progetti, gli autoprodutttori privati hanno cominciato a

proporre i piccoli sbarramenti sperando di accaparrarsi cospicui finanziamenti legati alle

fonti di energia rinnovabili e godendo di agevolazioni e condizioni tariffarie

straordinariamente favorevoli (agevolazioni oggi ridimensionate). Comprendendo che un

gran numero di piccole installazioni potrebbe paradossalmente rivelarsi anche più

invadente di un grosso bacino, il Comitato ha subito chiesto la realizzazione di uno studio

di compatibilità ambientale sugli usi plurimi delle acque: potabilità, stabilità idrogeologica,

irrigazione, energia, smaltimento reflui organici, fruizione ricreativa ecc. Dopo più di un

anno la Regione e la Provincia hanno accettato di appaltare e finanziare con 200 milioni di

lire questo studio, prendendo sembrerebbe anche in qualche considerazione la logica

richiesta del Comitato di stabilire una forma di moratoria o sospensione delle costruzioni

in alveo durante le fasi di studio (4 anni?). Il Comitato ha sollecitato positivamente

interpellanze al Consiglio Regionale, al Parlamento di Roma e ha ottenuto l’attenzione del

presidente della Commissione Ambiente della Comunità Europea. Nel frattempo si è

costituito in Piemonte un coordinamento dei comitati spontanei che si sono formati in

tutte le valli, infatti l’esigenza di energia “pulita” per limitare l’uso di petrolio ha lanciato

un centinaio di sbarramenti; proposti da privati e da società miste. Ma già negli anni

trenta i progettisti di centrali idroelettriche (come l’Ing.Omodeo) ammettevano di aver

esaurito lo sfruttamento dei siti davvero produttivi con circa l’80% di acque incanalate.

Oggi si raschia il fondo per produrre quantità irrisorie di elettricità con la distruzione degli

ultimi corsi d’acqua superstiti. Non c’è niente da fare se non: risparmio energetico,

fotovoltaico e soprattutto un diverso stile di vita (anche forse più divertente). Al Comitato

valsesiano hanno aderito per prime le Federazioni Canoistiche Svizzera e Tedesca, la

Comunità Montana Valsesia, il Comune di Varallo, poi il gruppo organizzatore dei

Campionati del Mondo del 2002 e via via la F I C K e molte altre federazioni nazionali,

moltissimi club e centinaia di canoisti di tutto il mondo. Nel gennaio 2002 ha aderito il

Club Alpino di Varallo e si prevede di intensificare l’azione localmente con interventi nelle

scuole, affissioni e altre iniziative.

Gli Enti preposti ad autorizzare la costruzione di una diga sono molti e può succedere che

il Servizio risorse idriche dell’Assessorato provinciale conceda l’uso di acque per esempio a

Morca (Varallo) per una diga posizionata in un luogo che l’Autorità di Bacino del fiume Po

considera area a rischio idrogeologico molto elevato (8 nov. 2001). Opporsi a un progetto,

o anche solo cercare di capire quel che sta succedendo, diventa ancora più difficile se il

proponente è una società mista di cui fa parte la Regione. I costruttori e i progettisti

hanno dimostrato di saper frequentare i meccanismi dell’Amministrazione con perfetta

naturalezza e certamente senza le difficoltà che incontra un ingenuo gruppo di cittadini

poco “sgamati”. Quelli che vorrebbero lasciare ai propri figli la possibilità di vedere come è

fatto un fiume devono approfondire le buone conoscenze naturalistiche e geologiche per

contrastare la diffusa tendenza a voler credere che la gestione del territorio sia

unicamente una questione di appalti e di cemento armato. In più sembra utile un minimo

di competenza burocratica e di scaltrezza per non annegare subito nelle paludi limacciose

del Cocito e del Flegetonte. L’esito della battaglia è incerto e qualcuno aspetta che

passino i Mondiali per ricominciare a muovere le ruspe.

Chi si oppone alle dighe sul Sesia non è ancora riuscito ovviamente a convincere delle sue

buone ragioni proprio tutti: non ha convinto purtroppo i costruttori; non ha convinto alcuni

fra i politici i quali forse per questo non sembrano troppo appassionarsi all’argomento; non

ha saputo convincere certi funzionari, veramente importanti, di uffici nei quali

imperscrutabili iter decidono se una diga si farà oppure no; e non ha convinto nemmeno il

cento per cento della popolazione, non quelli almeno, convinti che le dighe porteranno

lavoro. L’unica cosa in cui è riuscito fino ad oggi è evitare di trovarsi le dighe belle e fatte

sotto al naso. Per questo, in occasione delle imminenti gare mondiali il Comitato

valsesiano accetterà la solidarietà e la partecipazione di chi vorrà intervenire.

CONFERENZA STAMPA APERTA A TUTTI SABATO 1 GIUGNO ORE 17,00 PRESSO

ALBERGO ROSETTA A SCOPELLO CON INTERVENTI DEL DIRETTORE DE “LA RIVISTA

DELLA MONTAGNA” MANTOVANI, FABIO BALOCCO DI “CIPRA ITALIA” E WALTER

PEROTTO DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI PIEMONTESI CONTRO LE DIGHE.

COSTRUIAMO UNA DIGA DI CANOE

Sabato 22 Giugno alle ore 17,00 a Morca il nostro Comitato patrocina una iniziativa

contro le dighe all’interno del raduno canoistico internazionale organizzato dai Canoa

Club di Milano Novara e Somma Lombardo.

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