Nov 29 2002
Comunicato Stampa del 29 Novembre 2002
Comitato per la difesa del Sesia e dei suoi affluenti
comitatosesia@laproxima.it - Varallo Sesia (VC)
Comunicato Stampa del 29 novembre 2002
INONDAZIONI: che parte hanno avuto le dighe?
Alle redazioni di : Terra! , Reporter, Le Iene, Striscia la notizia, Radio a Colori, Radio Popolare, quotidiani e periodici vari.
Ci permettiamo di suggerire a chi volesse approfondire la ricerca delle cause delle recenti inondazioni, così come di quelle passate e di quelle che ci aspettano, di ricercare anche nell’ambito dell’esistenza e della gestione delle dighe quanta irresponsabilità e non gestibilità esistano di fronte agli eventi cosiddetti “eccezionali”.
Oltre alla cementificazione delle sponde, alle concessioni di edificabilità in zone che dovrebbero essere naturalmente considerate, e strategicamente utilizzate, come sfogo “fisiologico” dei corsi d’acqua, anche l’esorbitante proliferazione di dighe per fini idroelettrici, in pratica più speculativi che produttivi, sta contribuendo a rendere il territorio sempre più pericoloso.
Questa tendenza, drammaticamente favorita dagli amministratori locali, non potrà che distruggere gli ultimi corsi d’acqua liberi (che non hanno mai causato danni con le loro piene!) e creare altre bombe d’acqua incontrollabili nei periodi di grandi piogge.
Questo infatti è anche il problema: chi controlla le dighe?
Qualcuno ha controllato modi e tempi di apertura delle dighe durante le ultime disastrose inondazioni?
Sapete che domenica 24 novembre un canoista è morto travolto dall’acqua del Trebbia, in provincia di Piacenza, perché la diga del Brugneto, in Liguria, che rifornisce l’acquedotto di Genova, ha aperto le paratie di colpo, senza preavviso?
E questo nonostante risaputamene e regolarmente il Trebbia venga frequentato da trent’anni per attività sportive, e nonostante a causa di questo fatto già si fossero tenute riunioni in prefettura per considerare il problema.
Ma far seguire provvedimenti, regole e controllo all’identificazione di un problema, sembra un processo ancora troppo complicato per l’Italia.
L’unica “soluzione” che segue ai disastri è cementificare sempre di più!
Sicuramente nell’interesse di chi effettua quegli inutili e dannosi lavori, non in quello di tutti.
Allego estratto da CKI, forum on line:
Se possiblile vorrei una spiegazione tecnica sulle aperture improvvise
delle centrali e dei bacini in caso di situazioni critiche.
Perchè queste centrali aprono di colpo? Non potrebbero aprire lentamente
come tra l’altro succede durante i normali rilasci d’acqua?
Per la cronaca, il bacino del Brugneto si tratta di una riserva d’acqua per l’acquedotto di Genova. Lo sbarramento è lungo 260 m e alto 80 m, con una capienza di 25 milioni di metri cubi.
Forse, indipendentemente dall’incidente si è aperto le paratie troppo in
fretta e quanto riporto qui sotto ne è la testimonianza…………
Bologna, 24 novembre 2002 - Il consigliere di an Pietro Vincenzo Tassi
ha rivolto un’interrogazione alla Giunta regionale per sapere se si è
verificata l’effettiva apertura, da parte dell’Enel, delle dighe di
Brugneto e di Boschi durante le piene dei torrenti Trebbia e Nure.
Tassi, nel ricordare che l’amministrazione provinciale ha recentemente
pubblicato una dichiarazione di denuncia nei confronti dell’Enel, che
nega però tale fatto, ritenendola responsabile dei maggiori danni
verificatisi sul territorio, chiede di conoscere quali sono le basi
dell’accusa e, in caso affermativo, se si intenda agire contro l’Enel
per il risarcimento dei danni.
