Aug 05 2008

Perchè istituire un parco fluviale in Sesia

Pubblicato da admin il 11:22 am in Comunicazioni


Ci sono svariati motivi che possono indurre ad essere favorevoli all’istituzione di un parco fluviale

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Tra questi, uno è più valido degli altri: affidare la gestione del fiume a chi ha una competenza specifica per farlo. Consideriamo ad esempio un tema importante come quello delle opere fluviali per la messa in sicurezza di rive e sponde: solo a leggere i giornali degli ultimi mesi, da parte di politici e amministratori c’è stato il più disparato susseguirsi di dichiarazioni diverse l’una dall’altra. Chi vuole fare i disalvei e chi no; chi parla di pulizia del fiume senza però specificare di cosa si tratta; chi vuole le traverse in pietrame e chi le preferisce in cemento e via discorrendo. L’istituzione di un ente (che presumibilmente potrebbe contare sulla competenza specifica di esperti), con compiti di programmazione degli interventi in alveo secondo una logica tesa a una maggiore salvaguardia ambientale e alla valorizzazione del fiume in tutte le sue componenti, anche solo da questo punto di vista, sarebbe più che auspicabile.

Detto questo, c’è una frase contenuta nell’articolo pubblicato da Notizia Oggi che rende francamente scettici sulla possibilità che si possa giungere alla istituzione di un parco fluviale in Valsesia, ed è la frase in cui il Sindaco di Campertogno, Sig. Ferraris dice: “il nostro problema non è quello dell’estinzione degli animali, bensì quello dello spopolamento del territorio e il territorio non si protegge con i divieti”. Una frase che non ha alcun senso logico ma che si sposa benissimo con le recenti dichiarazioni del presidente di C.M.V., Sig. Burla e con la presa di posizione dei sindaci relativamente al piano di tutela regionale delle acque. Arrivando alla sostanza, tenuto conto di quello che è già stato fatto e di quello che si potrà ancora fare in Valsesia, parrebbe che secondo molti nostri amministratori le prospettive di sviluppo socioeconomico della Valle sarebbero legati essenzialmente alla costruzione di una centrale idroelettrica sull’Artogna, una sul Sorba e magari una sulla Sabbiola o sul Duggia.

Non c’è che dire, un bello sviluppo davvero.

Ma c’è un altro motivo che gioca a sfavore dei sostenitori del parco ed è questo: un’ operazione del genere non comporterebbe grandi investimenti di denaro in quanto la materia prima su cui lavorare c’è già: un ambiente fluviale (soprattutto se paragonato ad altri) non ancora del tutto degradato, una discreta qualità delle acque, la presenza di specie ittiche pregiate, la presenza sul territorio di un sodalizio come la S.V.P.S. con una storia e un’esperienza quasi centenaria (e che, per quel che rappresenta, invece di essere mortificata nelle sue attività, dovrebbe essere maggiormente sostenuta dalle istituzioni), strutture idonee allo studio e allo sviluppo della fauna ittica, numerosi centri per la pratica degli sport di acqua viva ecc. Un po’ troppo per sperare in un coordinamento e in una valorizzazione di tutti questi fattori.
Molto meglio puntare su un paio di centraline idroelettriche e magari chiedere alla regione i contributi per aprire qualche ecomuseo quà e là.

Per il Comitato Sesia

Ferruccio Lazzeri
Alberto Smuraglia

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