Jul 10 2008
I sindaci della Valsesia vogliono le centrali elettriche
dal quotidiano: Notizia Oggi del 10 Luglio 2008
i sindaci valsesiani vogliono le centrali
La consulta dei comuni al di sopra di Varallo chiederà alla Regione Piemonte di non ripristinare i vincoli ambientali sugli affluenti del fiume Sesia. La proposta è partita da Campertogno. La Comunità Montana appoggia “Niente scempi e cemento: ma la valle deve riprendersi il territorio”
Vogliamo decidere noi cosa fare del nostro territorio. Non siamo certo dei delinquenti cementificatori ….
Varallo - “Vogliamo decidere noi cosa fare del nostro territorio. Non siamo certo dei delinquenti cementificatori”. A questo grido, martedì sera, la consulta dei sindaci della Comunità montana Valsesia ha approvato quasi all’ unanimità la mozione presentata dal Comune di Campertogno che chiede alla Regione di non ripristinare il vincolo sul torrente Artogna, abrogato con l’ultima legge finanziaria, anche se per una clamorosa svista come dichiarato dallo stesso assessore regionale all’ ambiente Nicola De Ruggiero. I 19 Comuni presenti hanno votato tutti a favore del documento, ad eccezione di Vocca e Cervatto che si sono astenuti. Assenti Piode e Carcoforo. Non erano inclusi i sette Comuni della bassa valle che non vengono toccati dai vincoli del Pta (Piano di tutela delle acque) sugli affluenti del Sesia (Varallo, che però rientra nella norma che tutela l’ asta del fiume, Civiasco, Quarona, Borgosesia, Cellio, Breia e Valduggia).
“La consulta si è espressa quasi all’unanimità - dice il presidente della Comunità montana Diego Burla - anche se in ritardo perchè la giunta regionale ha già approvato una modifica che divide le vicende del Sesia della Dora Baltea. Vocca si è astenuta, confermando la sua posizione storica, così come Cervatto. Tutti gli altri, invece, hanno convenuto di mantenere quanto finanziaria ha legiferato, cioè l’ abrogazione dell’ articolo 23″.
Le motivazioni della richiesta risalgono alla condivisione dell’utilizzo di fonti energetiche alternative rinnovabili, dell’uso dei fiumi per produrre energia e dei sindaci che vogliono riappropriarsi del territorio - spiega Burla - in modo che siano loro a decidere cosa fare e che la montagna non diventi un museo. Siamo noi che viviamo queste montagne ed è giusto che siamo noi a decidere cosa fare. Non penso che gli amministratori siano dei delinquenti che vogliano fare scempio dei loro monti. Il nostro compito è sintetizzare gli umori della popolazione.
La scelta della Comunità montana, quindi, è di stare al passo con i tempi: “le cose sono cambiate rispetto a 20 anni fa - prosegue Burla .- Prima il petrolio costava 20 dollari, l’ inquinamento non c’era. Ora il petrolio è alle stelle e l’ inquinamento dilaga. Noi vogliamo andare incontro alla natura riducendo l’uso di combustibili fossili e scegliendo fonti di energia compatibile con l’ ambiente. Lasciate decidere a noi come usare il territorio, fare una buona montanità non vuol dire lasciare tutto come è, come in un presepe, ma integrarsi con le necessità dell’ambiente ed usare le proprie risorse per migliorarlo. Assicuro che non vogliamo scempi, non vogliamo cemento: siamo nati anche noi qui, su queste montagne.”
La decisione della consulta dei sindaci ora dovrà mettersi di mezzo all’ iter burocratico avviato nei giorni scorsi per rimediare all’ errore del consiglio regionale che, per togliere un vincolo in val Chiusella, ha tolto anche quello sugli affluenti del Sesia, in quanto l’ articolo abrogato si riferisce ad entrambi i territori. “Notificheremo la nostra decisione - precisa Burla - a tutti gli organi regionali e ai gruppi consiliari per avvertirli della nostra esigenza”.
