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Dec 17 2007

Centrali sul Sesia, respinti i progetti

Pubblicato da alfaggio in Rassegna Stampa

Tutela della Valsesia

 

Tutela della Valsesia

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Apr 20 2004

Regione Piemonte. Delibera 2004 Approvazione Piano Tutela Acque

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Regione Piemonte Territorio e Ambiente

ACQUA ADOZIONE DEL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

In data 6 aprile 2004, con deliberazione n. 21-12180, la Giunta regionale ha approvato il Progetto di Piano di tutela delle acque (PTA) previsto dall’articolo 44 del decreto legislativo 11 maggio 1999 n. 152 quale strumento finalizzato al raggiungimento di ambiziosi obiettivi di qualità dei corpi idrici e più in generale alla protezione dell’intero sistema idrico superficiale e sotterraneo.

Dell’approvazione del Progetto di PTA è stata data notizia nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2004, nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 14 dell’8 aprile 2004 e su questo sito, con la precisazione dei tempi, dei luoghi e delle modalità con cui chiunque interessato potesse prendere visione e consultare la documentazione.

Nei novanta giorni successivi alla pubblicazione, sono pervenuti i pareri delle Province, nonché numerose osservazioni da parte di una molteplicità di soggetti istituzionali e di privati. Sulla base delle risultanze degli studi e delle indagini condotte ed alla luce dei contributi apportati nel corso delle consultazioni effettuate, la Giunta regionale – rielaborato il Progetto approvato - con deliberazione n. 23-13437 del 20 settembre 2004 ha quindi adottato il Piano di tutela delle acque e trasmesso il medesimo all’Autorità di bacino del fiume Po per l’espressione del relativo parere e al Consiglio Regionale per la sua definitiva approvazione. Il PTA definisce l’insieme degli interventi per mezzo dei quali conseguire gli obiettivi generali del d.lgs. 152/1999:

  • prevenire e ridurre l’inquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati;
  • migliorare lo stato delle acque ed individuare adeguate protezioni di quelle destinate a particolari usi;
  • perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche;
  • mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate.

Oltre ad attenersi alle prescrizioni del D.Lgs 152/99, il PTA si ispira alle Linee Guida messe a punto dai gruppi di esperti della Commissione europea per la costruzione di una comune strategia per la tutela delle acque da parte dei Paesi membri, in applicazione della Direttiva Quadro in materia di acque 2000/60/CE.
Sul presente sito sono disponibili per la consultazione tutti gli elaborati del PTA adottato.
Gli elaborati del PTA sono altresì disponibili sul sito del Consiglio regionale ai fini della sua consultazione e dell’espressione di eventuali osservazioni nell’ambito delle formali procedure di approvazione del medesimo.

Il PTA è costituito dai seguenti documenti:· la Relazione generale, composta da una relazione illustrativa, che fornisce il quadro descrittivo generale della struttura e dei caratteri del piano, ne espone in modo sintetico i contenuti descritti analiticamente nelle monografie di area, evidenzia le motivazioni delle scelte operate, indica gli strumenti e le modalità di attuazione. Ad essa si aggiungono una serie di carte in scala 1/250.000, ed una relazione di sintesi che ha lo scopo di informare il largo pubblico sui contenuti e gli effetti del piano;· le Monografie di area, contenenti in forma sintetica le conoscenze acquisite sui bacini idrografici presi a riferimento, le informazioni e i dati necessari per caratterizzare i corpi idrici superficiali e sotterranei del bacino, le criticità emerse e le misure adottate dal piano;· le Norme di piano, articolate in norme generali, che definiscono ruolo, compiti, efficacia e contenuti generali del piano, e norme di area, che assegnano valenza normativa al programma delle misure previste dal piano e descritte, nel loro dettaglio tecnico, nelle monografie di area;· le Tavole di piano, che sono parte integrante delle norme e si distinguono dalla cartografia tematica che accompagna la relazione generale e dagli allegati tecnici poiché assumono carattere normativo;

· gli Allegati tecnici, rappresentati dagli studi condotti per la formazione del piano.

Servizio a cura della Direzione Pianificazione delle Risorse Idriche
© Copyright 2004 - Regione Piemonte
L’autorizzazione ad utilizzare o a riprodurre parti degli elaborati del Piano di tutela delle acque è concessa solo citando la fonte.
Web a cura di OCS. Osservatorio Città Sostenibili Dipartimento Interateneo Territorio - Politecnico e Università di Torino.

Regione Piemonte Home Page

Il Piano di Tutela delle Acque > Relazione generale
La Relazione generale è composta da una relazione illustrativa, che fornisce il quadro descrittivo generale della struttura e dei caratteri del piano, ne espone in modo sintetico i contenuti descritti analiticamente nelle monografie di area, evidenzia le motivazioni delle scelte operate, indica gli strumenti e le modalità di attuazione. Ad essa si aggiungono una serie di carte in scala 1/250.000, ed una relazione di sintesi che ha lo scopo di informare il largo pubblico sui contenuti e gli effetti del piano.Gli elaborati che compongono la Relazione generale sono i seguenti:1. Relazione illustrativa
2. Cartografia di Piano
3. Relazione di sintesi
· Il Piano di Tutela delle Acque > Relazione generale > Relazione illustrativa
Presentazione (file .pdf 81 KB)
Indice (file .pdf 101 KB)
Organizzazione del lavoro ed elenco elaborati di Piano (file .pdf 229 KB)

A.1.1 Il Piano di Tutela delle Acque nel quadro normativo europeo e nazionale e gli obiettivi a scala di bacino (file .pdf 204 KB)
A.1.2 Struttura generale del metodo (file .pdf 125 KB)
A.1.3 La valutazione ambientale strategica nel PTA (file .pdf 174 KB)
A.1.4 Individuazione e caratterizzazione dei bacini idrografici e delle aree idrogeologiche (file .pdf 1.707 KB)
A.1.5 Corpi idrici oggetto del PTA (file .pdf 2.441 KB)
A.1.6 Aree a specifica tutela oggetto del PTA (file .pdf 3.469 KB)
A.1.7 Pressioni e impatti esercitati dall’attività antropica (file .pdf 3.954 KB)
A.1.8 Stato ambientale dei corpi idrici e trend evolutivo (file .pdf 2.948 KB)
A.1.9 Stato quantitativo dei corpi idrici (file .pdf 802 KB)
A.1.10 Opzioni portanti e scenari del Piano (file .pdf 3.976 KB)
A.1.11 Programma delle misure - Le risposte del Piano (file .pdf 1.488 KB)
A.1.12 Analisi economica (file .pdf 235 KB)
A.1.13 Sistema informativo per l’elaborazione, gestione e diffusione dei dati
(file .pdf 181 KB)
A.1.14 Verifica dei risultati attesi, dinamicità del Piano (file .pdf 68 KB)
ALLEGATI
  Schede di sintesi monografiche aree idrografiche (file .pdf 6.001 KB)
  Schede di sintesi monografiche laghi (file .pdf 1.885 KB)
  Programma delle misure di livello regionale (file .pdf 451 KB)
  Cronoprogramma (file .pdf 431 KB)

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Nov 30 2003

Comunicato a CKI del 30 Novembre 2003

Valsesia, Storie d’Acqua: 12 pagine sulla Rivista della Montagna

Sull’ultimo numero della Rivista della Montagna, in edicola da un paio di giorni, c’è un lungo e aggiornato articolo di Paolo Campagnoli dedicato alla Valsesia e alle sue acque. Episodio della serie ”Il.Comitato fa quello che può ma non dorme mai!” Tutto il numero Dicembre /Gennaio della rivista è dedicato all’acqua e alla montagna, con vari articoli interessanti per i canoisti intenzionati a pagaiare in bei posti anche in futuro. Da leggere quello di Fabio Balocco, Buchi nell’acqua (non “quei” buchi, ma è bello lo stesso), per capire quanto il nostro elemento preferito faccia gola per lucro, e anche peggio, a ben altri che quattro speculatori da strapazzo. Ma, impegno a parte, tutto il numero è godibile anche per proposte di escursioni in posti dove l’acqua aggiunge un particolare valore all’ambiente montano.

Pagaiate fratres (et gaudete)! Alberto

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Nov 17 2003

Dal sito Torino 2006, XX Giochi Olimpici Invernali

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L’acqua della montagna

Lunedì 17 Novembre 2003: Nel 2003 si celebra l’Anno internazionale dell’acqua dolce

E’ un tema forte e quanto mai attuale dopo la crisi idrica dell’estate scorsa e con il processo di scioglimento dei ghiacciai ormai sotto gli occhi di tutti. Il persistente caldo estivo, rotto appena da fugaci quanto inutili temporali, ha dimostrato in modo evidente l’importanza delle Alpi come risorsa idrica per l’Europa, e anche come insostituibile bacino di produzione di energia idroelettrica. Insomma la montagna si è ritrovata (ancora una volta) a elargire gratuitamente una risorsa vitale per le pianure e le città, con il rischio di venirne defraudata economicamente e, ciò che più conta, dal punto di vista dell’equilibrio ambientale.

In tal senso va letta la proposta della Cipra (Commissione internazionale per la Protezione delle Alpi) in difesa dell’acqua di ghiacciaio: «L’acqua non è una qualunque merce commerciale, ma un bene che deve essere protetto, difeso e adeguatamente amministrato. Per questo è urgente ottenere uno standard unitario e aggiornato per la protezione dei ghiacciai. Le richieste presentate dalla Cipra prevedono il divieto di ogni ulteriore installazione di infrastrutture a scopo turistico sui ghiacciai, poiché la possibilità di sciare in estate comporta una fortissima accelerazione della fusione del ghiaccio».

La proposta sottolinea con particolare attenzione l’aspetto della sicurezza idrogeologica. Le alluvioni degli ultimi anni hanno evidenziato quanto sia importante una lungimirante politica di prevenzione sulla montagna e sui terreni instabili. Anche i problemi connessi all’innevamento artificiale, come per esempio gli effetti degli additivi chimici o i prelievi d’acqua per la produzione di neve in periodi di carenza d’acqua, vengono presi in considerazione. Inoltre la proposta della Cipra si sofferma sugli eventi particolari legati all’acqua a monte delle riserve, come il movimento dei ghiacciai o le valanghe.

Enrico Camanni

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Feb 26 2003

Dal sito: Quattro passi in Valsesia

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24 CENTRALI ELETTRICHE IN VALSESIA? LA REGIONE DICE: ” PER ORA NO, GRAZIE!

Un grande successo del “Comitato per la difesa del fiume Sesia”: la Regione Piemonte accetta e delibera la proposta di moratoria per tre anni.
A fine Maggio 2003, Grande Festa del Fiume !!!


Vengono così sospesi i lavori relativi a concessioni già autorizzate ma non ancora realizzate, l’avvio di nuovi procedimenti per derivazioni comprendenti opere fisse in alveo e sulle sponde, le istruttorie in corso per opere di derivazione idrica, il pagamento di canoni e sovracanoni per le concessioni già rilasciata ed ora bloccate.
A spiegare i motivi che hanno portato la Giunta a questo provvedimento è l’Assessore regionale all’Ambiente, Ugo Cavallera: “La Valsesia richiama da anni migliaia di turisti interessati, oltre che alle bellezze naturali, anche alla fruizione ricreativa delle acque, con riferimento soprattutto all’attività piscatoria e agli sport di acqua viva. Inoltre, l’indubbio valore ambientale e ricreativo di un corso d’acqua sostanzialmente integro per 32 km consecutivi è suffragato dal fatto che nel 2001 e 2002 sono stati organizzati i campionati europei e mondiali di canoa, con significative ricadute economiche che coinvolgono, oltre agli operatori del settore turistico, l’intera comunità valsesiana”
(da Piemonte Informa, Agenzia della Giunta Regionale, 25 Febbraio 2003)

L’interesse e il sostegno dimostrati da un grande numero, sempre in aumento, di persone, enti e associazioni, la combattività di chi ha lottato per quasi quattro anni, hanno permesso questo risultato. E’ molto, ma la moratoria non vale per gli affluenti! Altri successi andranno strappati, uno per uno, con metodo e pazienza. Questione non da poco, visto che i progetti coinvolgono ufficialmente la Val Vogna, la Val d’Otro, il Sorba, l’Artogna, il Sermenza, l’Egua, il Mastallone; e gli uffici della Comunità Montana sono costantemente visitati da Geologi e Ingegneri, alla ricerca di nuovi siti sul territorio per progetti idroelettrici.

Per informazioni, documenti, foto, videocassette, rassegna stampa : Segreteria Comitato comitatosesia@laproxima.it - Alberto Faggioni: alfaggio@yahoo.it

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Jan 04 2003

Articolo per PAGAIANDO, Gennaio 2003

CONSIDERAZIONI SULLA VALSESIA

Come previsto, finiti i Mondiali e la stagione turistica, arrivato l’inverno, i divoratori di acqua pubblica per uso personale a scopo di lucro si sono scatenati.

In molti luoghi tubi, ruspe e cemento hanno fatto la loro comparsa, alla faccia delle dichiarazioni pubbliche rese nei giorni dei Mondiali. Il Comitato vigila, interviene, ma sappiamo che prima o poi bisognerà incazzarsi sul serio, cari canoisti, ed esserci.

Spero che ve ne renderete conto leggendo, fra le informazioni che seguono, quali altre nere nubi incombano, oltre a quelle che già vedevamo fino a quest’estate.

Alcune battaglie, anche importanti, sono state vinte grazie al lavoro assiduo e ben fatto di alcune persone; addirittura c’è stato un momento di euforia all’inizio di Dicembre, per una serie di successi inanellati consecutivamente. Ma questa è una guerra che sarà composta da molte battaglie, e i nemici sono forti e molto motivati dai soldi che contano di mettersi in tasca.

Il Sesia, e quelli che lo difendono giorno per giorno sul posto, hanno bisogno della vostra intelligenza e delle vostre capacità.

Proponete al Comitato, e magari organizzate, altre azioni a livello legale, politico, amministrativo e dimostrativo, (trovate i recapiti del Comitato nel riquadro a fine articolo).

Bisogna convincere loro, “i derivatori-divoratori”, che non sarà affatto un buon affare, e prima o poi dovranno pagare alla collettività gli scempi che avranno fatto, e nello sesso tempo dimostrare con dati e progetti ai valsesiani che ancora non lo pensano, che lo sviluppo per tutti passa per la strada della difesa e della valorizzazione delle risorse naturali.

Questo metodo potrebbe dare risultati anche per gli altri fiumi che corrono gli stessi pericoli.

Bisogna essere intransigenti sul principio che l’acqua è un bene collettivo, e non può essere privatizzata. Credo che questo principio, basilare non solo per difendere la bellezza e l’equilibrio naturale dei fiumi, sia compatibile con ogni impostazione ideologica. Impegnatevi quindi nei partiti, nelle associazioni, nelle strutture amministrative e politiche delle quali fate parte in tutta Italia. Date il vostro aiuto ai Comitati per la difesa dei fiumi a voi più vicini geograficamente, e fate circolare le informazioni riguardanti leggi e sentenze che possano essere utili a tutti.

Su queste basi, credo sia giunta l’ora di dare l’avvio alla fondazione di un Coordinamento Nazionale dei Comitati per la difesa dei fiumi. Sarebbe uno strumento adeguato all’importanza del lavoro da svolgere. (A.F.)

QUALI E QUANTI PROGETTI:

- 15 Progetti di sbarramenti e di centraline per la produzione di energia idroelettrica, presentati da Società private, che interessano tratti di fiume di lunghezza variabile da 2,5 a 5,5 km, di cui:

2 in costruzione (Comuni di Alagna e di Rimella)

2 di imminente realizzazione (Comuni di Mollia e di Varallo-loc.Morca)

1 in fase esecutiva, con iter burocratico molto avanzato (Val Vogna)

- Un Mega-Progetto ENEL nel Comune di Balmuccia, che convoglierà le acque del Sesia e del Sermenza in un tubo lungo 15 km e del diametro di 5 metri, per arrivare alla centrale prevista a Quarona località Doccio in linea retta attraverso le montagne, prosciugando di fatto il Sesia per circa 20 km.

A questo si aggiunge il fatto che l’ENEL, con il progetto presentato nel 1985 (non attuato per l’opposizione sul territorio) possiede ancora otto concessioni distribuite sul bacino dell’Alta Valsesia, la cui destinazione non è ancora chiara.

- Una Serie Infinita di Richieste e di studi di fattibilità per derivazioni e centraline che vengono sottoposti quotidianamente all’attenzione dei Sindaci valsesiani (torrente Gronda - Comune di Rassa, torrente Mastallone - Comune di Cravagliana loc. Voj, torrente Sermenza - Comune di Rima, torrente Egua - Comune di Rimasco, più altre “idee” sul torrente Artogna, nel Comune di Sabbia etc.).

COS’ E’ SUCCESSO FRA FINE NOVEMBRE E META’ GENNAIO

  • Sabato 23 Novembre il quotidiano Notizia Oggi ha organizzato il convegno “Economia e turismo, impresa e montagna: uno sviluppo possibile per la Valsesia”. Un’occasione còlta al volo dal Comitato con un intervento di Alberto Smuraglia, e la presenza all’interno del Teatro Civico di Varallo di cinquanta sostenitori disposti a semicerchio in fondo alla sala, che indossavano le magliette con la scritta Salviamo il Sesia. Le ragioni dei difensori dei fiumi hanno trovato attento ascolto e sono diventate l’argomento principale della serata, con notevole riscontro in parole e foto sui giornali locali per vari giorni a seguire.
  • Il Comune di RIMASCO ha votato Venerdi 29 Novembre all’unanimità l’opposizione al progetto EGUA-SERMENZA in un Consiglio Comunale aperto dove erano invitati i derivatori, i pescatori e il Comitato.
  • Il 4 Dicembre è partita la lettera (raccomandata con ricevuta di ritorno) con le controdeduzioni sul progetto EGUA-SERMENZA nel Comune di Rimasco, in allegato alla lettera sono stati messi vari articoli presi da riviste di canoa italiane e straniere oltre ad articoli inerenti la riserva di pesca in quella zona.
  • La stessa lettera è stata mandata per conoscenza a sedici indirizzi degli Enti Pubblici partecipanti alla “Conferenza dei servizi” che si è svolta l’ 11 Dicembre, alla Provincia di Vercelli, proprio sul progetto di Rimasco.
  • Martedi 10 Dicembre alle 17 c’è stato un incontro “informativo” a porte chiuse per il progetto VAL VOGNA fra i Consiglieri del Comune di Riva Valdobbia, funzionari della Provincia e l’Assessore provinciale alle Risorse Idriche, alle 18 è seguito l’incontro del Comitato con i Consiglieri. La sera stessa si è tenuta una riunione del Consiglio Comunale, durante la quale sull’argomento è stato espresso al Sindaco un parere tendenzialmente contrario da parte dei Consiglieri.
  • Sempre Martedì 10 Dicembre, sera, si è tenuto un incontro nell’ambito di”Agenda 21 “(Iniziativa dell’O.N.U.), a VARALLO nella sede della Comunità Montana con l’Assessore all’Ambiente della Comunità Montana, costruttori di dighe, funzionari delle risorse idriche provinciali, l’Assessore all’Ambiente della provincia di Vercelli, numerosi Sindaci, il C.A.I., cittadini e molti aderenti al Comitato, il Presidente dell’Associazione albergatori Valbella, ed esponenti di “Agenda 21”. Quella della Valsesia è la Comunità Montana scelta in Italia per progetti pilota di sviluppo sostenibile, che recepisce il protocollo di Kyoto, in ottemperanza al piano d’azione dell’ONU deciso al convegno di Rio de Janeiro del 1992. Le ragioni e gli argomenti del Comitato hanno riscosso interesse e considerazione, ottenendo il sostegno di molti esponenti delle realtà rappresentate.
  • Il Comitato ha mandato una lettera a tutte le famiglie della Valsesia, per un totale di 8.394 copie, nell’intento di informare capillarmente tutti gli interessati, finora esposti alla disinformazione del “sentito dire”e al fatalismo inerte del “tanto fanno quello che vogliono lo stesso”. La consegna ha avuto luogo sia in tutte le abitazioni dei residenti, sia nelle seconde case, da Quarona fino ad Alagna e Valli laterali, ed è stata ultimata entro Natale.
  • Il 16 Gennaio, nella sede della Comunità Montana è stato presentato ai cittadini, ai Sindaci, ai derivatori, presenti l’Assessore Provinciale alle risorse idriche e un Funzionario della Regione, lo “Studio sulla fruibilità del fiume Sesia”. La presentazione del lavoro, commissionato dalla Provincia e dalla Regione, è stata fatta dalle tre società italiane che hanno vinto il relativo appalto europeo. Si tratta di uno studio sulla compatibilità dell’uso del fiume per i differenti fini: idroelettrico, sportivo, piscatorio, e turistico. Consegna prevista: fine Settembre. Anche in base a questo studio verranno decisi i “Piani di Tutela” della Regione entro il 2003.
  • Il Comune di MOLLIA ha dato la concessione. Insieme al progetto esecutivo è stata depositata alla Provincia, dove si attende il parere definitivo. Il Comitato per la difesa del Sesia chiede alla Provincia e alla Regione la moratoria (come per tutti gli altri progetti) in attesa dei risultati dello Studio di Fruibilità, studio già finanziato dalla Regione.
  • L’ E.N.E.L. consegnerà a Marzo la sua Valutazione d’Impatto Ambientale riguardante il suo Mega Progetto BALMUCCIA-QUARONA
  • Sul Sito del Comitato è stata aggiornata la cartina delle derivazioni. (compresa questa recente richiesta dall’ENEL con la costruzione di una diga vera e propria, e con rilascio dell’acqua a Quarona !) .
  • Articoli usciti: su Bella Italia, sulla Rivista del Trekking, e prossimamente due pagine sulla nuova guida della Valsesia realizzata dalla Rivista del Trekking.
DANNI E RISCHI IN AGGUATO

CONTRO LA FALSA INFORMAZIONE: I POSTI DI LAVORO NON CI SARANNO. Tutti questi impianti non produrranno posti di lavoro stabili, dato che gli impianti sono automatizzati, e avranno effetti devastanti sulla qualità della vita e sulla già fragile stabilità idrogeologica della Valle, con danni sia immediati che a lungo termine che l’intera collettività dovrà accollarsi; favoriranno il parassitismo a scapito di quanti credono nell’integrità dell’ambiente e hanno avuto, hanno e avranno la volontà di investire le proprie risorse, sul nostro territorio, con benefici chiari e reali per tutti.

LA SICUREZZA. Il contenimento dei rischi idrogeologici è prioritario per una politica corretta di sviluppo, ed i pericoli che si instaurerebbero in seguito all’alterazione dell’ambiente fluviale sono documentati e prevedibili per chiunque. La Valsesia è stata finora preservata dai disastri che hanno colpito tutte le valli confinanti quali la Valle d’Aosta e le valli dell’Ossolano, dove da anni è in atto un processo di progressiva cementificazione, intubazione e canalizzazione di fiumi e torrenti.

Di chi saranno le responsabilità economiche e penali del dissesto idrogeologico?

LA QUALITA’ DELLA VITA. Il fiume non ha solo una funzione paesaggistica e ricreativa; La Valsesia è priva di impianti di depurazione delle acque e adesso stiamo parlando di progetti dove sono previsti deflussi minimi vitali basati su parametri e dati di portata delle acque non più attendibili perché vecchi di 20 anni.

Quali problemi verrebbero a crearsi per quanto riguarda l’autodepurazione e lo smaltimento degli scarichi fognari nei tratti interessati dalle derivazioni?

Chi pagherà tutto questo?

LO SVILUPPO TURISTICO. L’alta Valsesia è una perla naturalistica, ed il turismo legato ad essa è sviluppato e fiorente grazie anche agli sforzi e agli ingenti investimenti degli anni passati in questo settore da parte di privati, di Enti Pubblici e di finanziamenti della Comunità Europea. Nessuno può nascondersi che il prosciugamento di fatto del fiume e di alcuni affluenti comporterebbe un tracollo delle presenze in Valle, relativamente al turismo fluviale e piscatorio, ma anche a tutto il turismo naturalistico. Chi, per esempio, frequenta la Val Vogna, come reagirà al prosciugamento del torrente Vogna per 5,5 km? Chi spende ferie e denaro in Valsesia verrà ancora per balneare in un rigagnolo maleodorante?

COSA ABBIAMO E COSA RISCHIAMO DI PERDERE. Il fiume Sesia e i suoi affluenti principali (Otro, Vogna, Artogna, Egua, Sorba, Sermenza, Mastallone) costituiscono attualmente un ecosistema fluviale che, nell’ambito del Nord Italia, si caratterizza per un eccezionale livello di “naturalità”. In particolare, il sistema ecofluviale del fiume Sesia, per il suo caratteristico regime idrico e per l’assenza di insediamenti produttivi nell’Alta Valle, offre una qualità delle acque decisamente superiore a quella della maggior parte dei fiumi alpini, e un’elevata biodiversità faunistica, ospitando la pregiata Trota Marmorata, il Temolo autoctono, la Trota Fario e l’insieme dei macroinvertebrati fluviali.

Inoltre, la Valsesia mantiene ancora una densità abitativa relativamente bassa con un impatto antropico sull’ambiente corrispondentemente contenuto.

Uno degli elementi di più forte attrazione turistica è l’amplissima offerta di attività sportive, terrestri e acquatiche, praticabili nella valle; il trekking, praticato anche nelle numerose valli laterali; l’alpinismo, praticato prevalentemente sul gruppo del Monte Rosa; lo sci invernale, gli sport d’acqua viva (rafting, canoa, torrentismo, hydrospeed) e la pesca sportiva, praticati lungo tutto il fiume Sesia e i suoi affluenti.

La straordinaria ricchezza naturalistica della Valsesia, ed il significativo potenziale turistico ad esso correlato, sono un valore ed una risorsa che devono essere preservati e valorizzati.

GESTIRE IL TERRITORIO CON COERENZA E CHIAREZZA. Una delle battaglie che il Comitato ha portato avanti in questi anni è stata la richiesta, indirizzata a Regione Piemonte e Provincia di Vercelli, di promuovere e finanziare uno “Studio sull’uso plurimo delle acque” da utilizzare come strumento conoscitivo indispensabile per una programmazione seria ed equilibrata del territorio, e di sospendere, nel frattempo, qualsiasi iter burocratico di autorizzazione alle richieste depositate in Provincia.

Questo studio è stato finalmente finanziato e la sua consegna è fissata per la fine del 2003.

Contro ogni logica, la Provincia, che è l’unico Ente Pubblico che possa disporre la moratoria in questione, non sente l’esigenza di fermare i progetti, che hanno un esteso coinvolgimento territoriale e/o un preoccupante impatto ambientale, alcuni dei quali già oggi sono in fase di realizzazione.

In questo modo si procede con lo sfruttamento indiscriminato del bacino dell’Alto Sesia e con la sua programmata devastazione; inoltre lo Studio, fortemente richiesto dal Comitato, diventa totalmente inutile, se non per fare da paravento ad interessi poco chiari.

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Il “Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti” si è costituito nel giugno del 1999 in seguito alla serie di richieste di concessione per prese d’acqua a fini di produzione idroelettrica presentati alla Provincia di Vercelli che interesserebbero i corsi d’acqua valsesiani. Agli intenti del Comitato hanno aderito la Comunità Montana Valsesia, alcuni Comuni della valle, il C.A.I., l’Azienda Turismo Locale, il Consorzio Turismo Valbella, la Società Valsesiana Pescatori Sportivi, le scuole e i club di canoa presenti in valle, numerose Associazioni sportive e non, migliaia di cittadini in forma privata.

COMITATO PER LA TUTELA DEL FIUME SESIA E DEI SUOI AFFLUENTI

www.laproxima.it/comitatosesia Tel. 0163 52093 comitatosesia@laproxima.it

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Dec 19 2002

da News GEVAM Dicembre 2002: 10 mosse per uscire dall’emergenza territorio secondo Legambiente

Pubblicato da alfaggio in Rassegna Stampa

News GEVAM n. 91 del 19 dicembre 2002 - Area Tematica: Ambiente e Volontariato
La prima e la più diffusa newsletter telematica di informazioni ambientali e del volontariato
ORGANO DI STAMPA INTERASSOCIATIVO del Gruppo GEVAM - Onlus
Per sostenere le attivita’ del Gruppo GEVAM Onlus e per avere informazioni particolareggiate
vedere lo spazio in fondo alla newsletter
LE NEWSLETTER RIPRENDERANNO IL 9 GENNAIO 2003
Auguriamo Buone Feste a tutti i nostri lettori.
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Inizio news:
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2) Ue & Ambiente: procedura d’infrazione contro l’Italia per mancato rispetto delle direttive sugli uccelli migratori e selvatici e sulla VIA, Valutazione di Impatto Ambientale, che prevede il coinvolgimento della popolazione che ha diritto ad essere informata e consultata, cosa che in Italia avviene raramente, essendo trattati da sudditi anziché cittadini dagli oligarchi al potere …
Fonte: VITA http://web.vita.it mailto:redazione@vita.it di Benedetta Verrini (b.verrini@vita.it) 05/12/2002
Lo ha deciso la Commissione europea, dopo una serie di segnalazioni riguardanti la protezione dell’habitat naturale a Enna e l’impatto ambientale della tangenziale sud a Treviso
…………………….
La direttiva 85/337/CEE, modificata dalla direttiva 97/11/CE impone agli Stati membri di eseguire una valutazione di impatto ambientale (VIA) per determinati progetti pubblici e privati prima della loro autorizzazione, qualora essi possano avere effetti significativi sull’ambiente. L’obiettivo di una VIA è individuare e descrivere l’impatto ambientale dei progetti nonché valutarli per poterne prevenire o mitigare gli effetti. Durante la procedura VIA il pubblico può intervenire ed esprimere le sue preoccupazioni ambientali in merito al progetto. La procedura di autorizzazione deve tener conto dei risultati della consultazione.

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8 ) MALTEMPO - LE 10 MOSSE PER USCIRE DALL’EMERGENZA. Legambiente individua i punti deboli dell’approccio italiano al territorio e le mosse da compiere per passare da un’abusata cultura dell’emergenza ad una più intelligente improntata alla prevenzione.
Fonte: Osservatorio Parchi e Ambiente Naturale di LEGAMBIENTE.
mailto:parchi.lombardia@legambiente.org http://www.legambiente.org
Da una gestione non più puramente emergenziale (che passi per il definitivo riordino delle competenze in materia e per l’inserimento di questa gestione fra le priorità del Governo), ai fondi, troppo pochi, stanziati per la difesa del suolo; dalla conoscenza e il presidio capillare del territorio (cui si arriva mettendo in rete Autorità di Bacino ed enti locali) fino alla lotta all’abusivismo edilizio e all’impegno globale contro i cambiamenti climatici. E’ il decalogo nel quale Legambiente individua i punti deboli dell’approccio italiano al territorio e le mosse da compiere per allentare la morsa delle emergenze ambientali sul nostro Paese. “Un Paese in cui troppo spesso - ha detto Ermete Realacci, presidente di Legambiente - la foga cementificatrice e l’approssimazione delle politiche d’intervento hanno causato al territorio danni irrimediabili, dei quali periodicamente paghiamo il prezzo altissimo”.
le 10 mosse contro l’emergenza:
1 manutenzione ordinaria del territorio prima grande opera pubblica. La gestione del territorio deve diventare una delle priorità del Governo
2 Finanziaria: troppo pochi soldi alla prevenzione. Si dovrebbe ipotizzare una spesa almeno pari a quella (4mld €) che ogni anno siamo costretti a spendere per rimediare ai danni del dissesto mappatura e vincolo delle aree in emergenza.
3 Mappatura e vincolo delle aree in emergenza. Molti torrenti e fiumi sono schiacciati da un’antropizzazione invasiva che trasforma normali esondazioni in disastri per intere città. Tutte le aree a rischio vanno classificate e analizzate per realizzare piani che limitino le eventualità disastrose, vincolando a questi fini l’uso del territorio
4 decostruzione e rinaturazione delle aree in costante allarme rosso. Ci sono porzioni di quartieri o aree industriali perennemente sotto la minaccia di inondazione. Per tutti quei casi dove altri interventi si mostrino inutili, è necessaria una scelta coraggiosa: abbattere le strutture in aree a rischio o concausa del dissesto (ad es. edifici in aree golenali) e rilocalizzarle al sicuro.
5 lotta all’abusivismo edilizio. Abusivismo vuol dire costruzione senza sicurezza e senza pianificazione territoriale: una minaccia per gli abitanti delle costruzioni illegali e anche per il territorio aggredito dal cemento selvaggio. Nessuna tregua dunque né condono per l’illegalità edilizia.
6 piena attuazione della legge 183 per la difesa del suolo. La 183/89 individua come criterio innovativo di gestione del territorio il bacino idrografico e istituisce l’Autorità di bacino
7 trasferimento di tutti i poteri in materia all’Autorità di Bacino: la concentrazione di competenze oggi frammentate e dai contorni indefiniti nelle sole mani dell’Autorità di bacino permetterebbe un governo più razionale del territorio
8 effetto serra. Un impegno effettivo e non solo a parole, a livello nazionale come nello scenario mondiale, per ridurre le emissioni di gas climalteranti e spingere l’acceleratore delle energie rinnovabili
9 coinvolgimento delle comunità locali nella gestione del territorio. Solo un presidio capillare del Paese può garantirne la gestione complessiva.
10 abbandonare una gestione puramente emergenziale del territorio

(ufficio stampa naz.le Legambiente)


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Dec 12 2002

Comunicato a CKI del 12 Dicembre 2002

Oggetto: Info ComitatoSesia

  • Il Comitato ha mandato una lettera a tutte le famiglie della Valsesia, per un totale di 8.394 copie, nell’intento di informare capillarmente tutti gli interessati, finora esposti alla disinformazione del “sentito dire”e al fatalismo inerte del “tanto fanno quello che vogliono lo stesso”. La consegna avrà luogo sia in tutte le abitazioni dei residenti, sia nelle seconde case, da Quarona fino ad Alagna e Valli laterali, ed entro Natale sarà ultimata.
  • Il Comune di Rimasco ha votato Venerdi 29 novembre all’unanimità l’opposizione al progetto in un Consiglio Comunale aperto dove erano invitati i derivatori, i pescatori e il Comitato.
  • Il 4 dicembre è partita la lettera (raccomandata con ricevuta di ritorno) con le controdeduzioni sul progetto Egua-Sermenza nel Comune di Rimasco, in allegato alla lettera sono stati messi vari articoli presi da riviste di canoa italiane e straniere oltre ad articoli inerenti la riserva di pesca in quella zona.
  • La stessa lettera è stata mandata per conoscenza a sedici indirizzi degli Enti Pubblici partecipanti alla “conferenza dei servizi” che si è svolta ieri, 11 dicembre, alla Provincia di Vercelli, proprio sul progetto di Rimasco.
  • Martedi 10 dicembre alle 17 c’è stato un incontro “informativo” a porte chiuse per il progetto Val Vogna fra i Consiglieri del Comune di Riva Valdobbia, funzionari della Provincia e l’Assessore provinciale alle Risorse Idriche, alle 18 è seguito l’incontro del Comitato con i Consiglieri. La sera stessa si è tenuta una riunione del Consiglio Comunale, durante la quale sull’argomento è stato espresso al Sindaco un parere tendenzialmente contrario da parte dei Consiglieri.
  • Sempre martedì 10, sera, incontro a Varallo nella sede della Comunità Montana con l’Asssesore all’Ambiente della Comunità Montana, costruttori di dighe, funzionari delle risorse idriche provinciali, l’Assessore all’Ambiente della provincia di Vercelli, numerosi Sindaci, cittadini e molti aderenti al Comitato, il Presidente dell’Associazione albergatori Valbella, ed esponenti di Agenda 21 (quella della Valsesia è la Comunità Montana scelta in Italia per progetti pilota di sviluppo sostenibile, in ottemperanza al piano d’azione dell’ONU deciso al convegno di Rio de Janeiro del 1992). Le ragioni e gli argomenti del Comitato hanno riscosso interesse e considerazione, ottenendo il sostegno di molti esponenti delle realtà rappresentate.
  • Articoli in uscita: fra una settimana su Bella Italia, uno sul prossimo numero della Rivista del Trekking, e a inizio 2003 due pagine sulla nuova guida della Valsesia realizzata dalla Rivista del Trekking.
  • Sul sito del Comitato c’è la cartina derivazioni aggiornata. (Non so se tutti siete al corrente della nuova richiesta dell’ENEL per la costruzione di una diga nelle gole del Sesia con rilascio dell’acqua a Quarona !)
  • Tutti quelli che sono in possesso degli striscioni dei Mondiali dovrebbero farsi vivi al più presto con il Comitato perché c’è in vista una nuova possibilità di utilizzo.
  • Così come è stato fatto pochi giorni fa (grazie a Fred e a Renato!) per Egua e Semenza alto, bisogna mettere insieme il maggior numero di articoli ed estratti di libri (manuali, libri fotografici) riguardanti Il Sesia e tutti gli altri affluenti, per realizzare una rassegna stampa il più possibile ricca. Entro la fine di questa settimana. Invio al n° di fax del Comitato 0163 732770 o alle caselle di posta comitatosesia@laproxima.it , o alberto@superspazio.it .
  • Questo è un momento più che importante, decisivo per il Sesia e i suoi affluenti; difenderli adesso e con forza è determinante per il futuro. Grazie. Un saluto cordiale.

Per il Comitato, Alberto Faggioni

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Jul 24 2002

Lettera di un turista su CKI

Da: “Marco Fontanot”

Data: Wed, 24 Jul 2002 19:23:48 +0200

Oggetto: [C.K.Italia+] R-Sesia ; Canoisti gentaccia

Volevo rispondere con questa mia allo sconforto di Frederic Gilardone

Dopo un paio di anni di letargo ho ripreso la mia attività canoistica e lo

scorso fine settimana con due amici Marco e Sergio, perchè di più non ne ho

trovati, ho deciso di andare a farmi una bella discesa in Val Sesia.

Sono andato a trovare sia Mauro Macabelli che ha aperto una nuova scuola a

Campertogno la EDILINE , sia Massimo Valbonesi della ormai più che

decennale MONROSA e colgo l’occasione con questa mia di salutarli e

ringraziarli per le preziose informazioni e per il supporto fornito.

Oltre a tre splendide discese sul tratto della Alpin Sprint, sempre

stupendo, ed una sul tratto Piode Scopa (accidenti come è cambiato il fiume

proprio non lo riconoscevo) faccio notare che abbiamo pernottato in albergo,

mangiato in ristorante e tutti e tre abbiamo fatto prima di partire acquisti

sia di generi alimentari sia di artigianato locale.

Le persone che sono venute con me non erano mai state in Val Sesia e sono

rimaste entusiaste, tanto che ci siamo ripromessi di tornare organizzando

una bella squadra di amici quanto prima. Con Sergio abbiamo discusso se non fosse il caso di organizzare per il prossimo anno le ferie insieme con le

famiglie (in totale 8 persone) proprio qui per divertirci, rilassarci e

fare anche un pò di canoa.

Il tragico è stato sentire da alcuni ragazzi di Milano che già dal prossimo

autunno dovrebbero incominciare i lavori per una prima diga proprio sul

tratto dell’Alpin Sprint

A questo punto i programmi cambierebbero, niente più ferie in Val Sesia,

vorrà dire che i miei soldi li andrò a spendere da qualche altra parte.

E’ su questo punto che le amministrazioni locali farebbero bene a riflettere

perché non vedo quale altra economia potrebbe veicolare la costruzione delle

dighe se non un pò di lavoro per qualche azienda edile nel primo periodo e

l’impiego di qualche dipendente negli impianti per il futuro. Ma per il

resto tutto il turismo legato all’attività delle scuole di canoa e dei

canoisti non potrebbe che subire un brusco ridimensionamento. Inoltre

bisogna considerare che il notevole afflusso di persone generato soprattutto

con il rafting, il torrentismo e l’idrospid, consentono a molteplici

persone ed accompagnatori vari di scoprire questa splendida vallata, al di

fuori delle tradizionali mete turistiche generando nuove opportunità

turistiche anche al di fuori dell’ambiente della Canoa.

Sempre di più la gente è alla ricerca di posti incontaminati e di località

che offrano qualcosa di diverso, dal sapore un pò antico, anche senza le

comodità moderne, ma che sappiano comunicare quel senso di tranquillità e di

armonia con la natura che la maggior parte di noi non trova nella vita

quotidiana.

Sono questi i valori che gli amministratori della vallata devono difendere e

promuovere e non vedo come possano farlo costruendo delle dighe.

Caro Frederic se lo credi opportuno gira pure questa mia a chi di dovere

intanto ti ringrazio per avermi tenuto sempre aggiornato su come vanno le

cose li da Voi

Saluti Marco F.

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Jul 05 2002

Dal Corriere Valsesiano: Lettera al Direttore di Ferruccio Lazzeri

Articolo di Ferruccio Lazzeri sul Corriere Valsesiano di venerdi 5 luglio 2002

Gentile Direttore,

non vorrei abusare dell’ospitalità del Corriere Valsesiano toccando argomenti che, a quanto pare, non sembrano suscitare grande interesse nell’opinione pubblica valsesiana, ma, da un po’ di tempo, ho in mente alcuni interrogativi che, con il suo permesso, vorrei esporre. Prendo spunto dal dibattito (riportato dal C.V. del 28/6) avvenuto in sede di Comunità Montana Valsesia tra l’assessore all’Ambiente Giovanni Frigiolini e l’ex Sindaco di Scodello Luigino Balaudo. Quest’ultimo, a proposito di sviluppo sostenibile, afferma che parlando di energia pulita bisogna dare per scontato che qualche nuova centrale idroelettrica in Valsesia si dovrà pur farla. Benissimo, qualche anno fa la maggioranza dei cittadini italiani ha votato in un referendum contro il nucleare, la lampadina in casa l’accendiamo tutti così come la televisione, il computer, ecc… Questo è un argomento molto caro a chi è favorevole alla costruzione di nuove centrali in Valsesia. C’è però un dato di fatto inconfutabile: se si considera la Valsesia nel suo insieme, ognuno di noi può constatare che più della metà dell’asta del Sesia è già soggetta a captazioni per la produzione di energia elettrica. Anche nel tratto montano del territorio, relativamente incontaminato, operano centrali vecchie e nuove e altre sono in fase di costruzione. Non basta? E’ necessario sacrificare anche il resto? Può anche darsi, si tratta di scelte, ma a questo punto, come cittadino valsesiano, vorrei sapere quanti posti di lavoro stabili verrebbero creati, quale sarebbe la percentuale di energia elettrica prodotta rispetto al fabbisogno nazionale, quante decine di euro ogni famiglia valsesiana risparmierebbe sulla bolletta della luce. E’ troppo chiedere questo? C’è la convinzione diffusa tra la gente che nuove centrali produrranno benessere, ma, stranamente, nessuno dice in quali termini precisi. Sarebbe invece importante poter valutare i pro e i contro sapendo naturalmente che la controparte alle centrali potrebbe essere la possibile dissipazione di un patrimonio di inestimabile valore, e sapendo anche che ogni scelta, se sbagliata, dovrebbe comportare l’assunzione di precise responsabilità da parte di chi l’ha voluta (cosa che, come sappiamo, in Italia non sempre avviene). Consideriamo ad esempio l’impatto ambientale e le possibili conseguenze negative sulla sicurezza: a Morca, senza l’opposizione della passata Amministrazione comunale di Varallo, probabilmente sarebbe già operante una captazione in una zona in cui si sta appurando l’elevato rischio idrogeologico. Ora, molti progetti di nuove derivazioni interessano zone altrettanto a rischio nelle quali i recenti fenomeni alluvionali hanno evidenziato significativi fenomeni di erosione. La domanda è questa: se in occasione di eventi alluvionali dovessero verificarsi danni a persone e cose causati anche dalla presenza di certe opere, chi ne risponderà direttamente dal punto di vista economico? I derivatori? Gli amministratori della Valle che hanno evitato accuratamente di opporsi alla realizzazione sul territorio del proprio Comune o quanto meno di verificarne a fondo la congruità rispetto alle normali esigenze? Oppure quegli stessi amministratori, come al solito, saranno in prima fila a richiedere lo stato di calamità naturale e i finanziamenti per la ricostruzione e in questo caso gli eventuali danni li dovremmo pagare noi tutti quanti insieme? Sarebbe importante saperlo, anche perché è appurato che molte catastrofi naturali avvenute anche nel nostro Paese si sono verificate soprattutto a causa di scellerati interventi che hanno modificato il corso naturale di fiumi e torrenti (a proposito, non sarà sicuramente così, ma non potrebbe darsi che le ripetute inondazioni in sponda sinistra subito a valle del ponte e dello sbarramento del Baraggiolo di Varallo avvengono perché la presenza di una traversa con basamento in cemento ha provocato un deposito di materiale inerte che ha costantemente alzato il livello dell’alveo formando una fantastica rampa di lancio per l’acqua che scendendo a forte velocità durante le piene non può che riversarsi su quelle case e su quei terreni? Non sono un tecnico e quindi lascio ad altri le eventuali risposte. Senza però voler fare dell’inutile allarmismo, se fossi al posto di qualcuno sarei abbastanza preoccupato per quello che potrebbe accadere fra qualche anno in quella zona). Fin qui ho parlato degli oneri, concludo parlando di odori: nel recente convegno di Agenda 21 svoltosi a Palazzo D’Adda, il dottor Vecchiè di A.R.P.A., nel corso di un’interessante relazione sullo stato di salute della Valsesia ha fornito dati molto interessanti e tutt’altro che confortanti riguardo al problema degli scarichi fognari. Diciamo che la nostra grande fortuna è data dal fatto che il Sesia e i nostri maggiori corsi d’acqua, grazie anche all’apporto di numerosi affluenti, hanno finora la capacità di autodepurarsi naturalmente. Ma che cosa accadrebbe se la portata d’acqua in certi tratti diminuisse drasticamente (ricordo che il deflusso minimo vitale previsto per certe derivazioni è addirittura dello 0,5%)? I Comuni della Valle interessati alla costruzione delle centrali sul proprio territorio sarebbero disposti a munirsi di depuratori e naturalmente ad assumersi il costo di tenerli in funzione tutto l’anno?

Come vede, caro Direttore, ho evitato accuratamente vaghi discorsi ambientalisti, tra l’altro abbastanza fuori moda soprattutto in questa valle di lacrime e mi sono limitato a porre domande di pura economia domestica. Sono domande molto semplici, alle quali però temo nessuno risponderà, perché mi sono accorto che normalmente a questi argomenti si preferisce non rispondere, confidando nella buona fede e, mi permetta, nel menefreghismo della gente, lasciando che le cose vadano per proprio conto seguendo un corso già stabilito da tempo.

Ringrazio per l’ospitalità e porgo distinti saluti.

Ferruccio Lazzeri

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