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	<title>COMITATO  SESIA &#187; Documenti Inviati</title>
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	<description>per la difesa del fiume Sesia e dei suoi affluenti</description>
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		<title>Comunicato a CKI del 28 Ottobre 2004</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2004 23:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggetto: Il Sesia è libero dalle dighe!
Dopo la  Moratoria, e lo Studio sull’Uso Plurimo delle Acque, finalmente il 20/09/2004 è stato approvato dalla Regione Piemonte, il “Piano di Tutela delle Acque”: http://www.regione.piemonte.it/acqua/index.htm . Il Piano, per quanto riguarda il territorio Valsesiano, pone limiti ben precisi alle derivazioni (anche se purtroppo non in tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggetto</strong>: Il Sesia è libero dalle dighe!</p>
<p>Dopo la  Moratoria, e lo Studio sull’Uso Plurimo delle Acque, finalmente il 20/09/2004 è stato approvato dalla Regione Piemonte, il “Piano di Tutela delle Acque”: <a href="http://www.regione.piemonte.it/acqua/index.htm">http://www.regione.piemonte.it/acqua/index.htm</a> . Il Piano, per quanto riguarda il territorio Valsesiano, pone limiti ben precisi alle derivazioni (anche se purtroppo non in tutti i casi), stabilisce destinazioni d’uso e definisce le linee guida per il futuro dei corsi d’acqua, facendo proprie le direttive CE per quanto riguarda la loro rinaturalizzazione.</p>
<p>Sul Sesia da Alagna a Varallo non si faranno né nuove derivazioni ne’ dighe, e così per tutti gli affluenti, tranne, purtroppo, tre (ma vedremo dopo nel dettaglio).</p>
<p>Quindi l’acqua continuerà a scorrere anche nell’Egua, nel Sermenza, nel Sorba, nell’Artogna etc.! Non solo, è stata anche messa in evidenza la naturale vocazione e destinazione del comprensorio per gli sport fluviali, ed è stata citata una parola, rinaturalizzazione, che darà modo, speriamo, di affrontare anche il problema dei disalvei e delle sponde artificiali.</p>
<p>Queste notizie sono qualcosa per cui anni fa in molti avrebbero messo la firma…&#8230;.e per fortuna in molti l’abbiamo fatto!</p>
<p>Un grazie dal Comitato alle tante persone che hanno contribuito al raggiungimento di questo definitivo successo: chi con anni d’impegno appassionato, chi con le firme, chi con un contributo economico, chi con la presenza fisica in momenti cruciali.</p>
<p>Anche il dibattito a livello nazionale e internazionale tramite la stampa e Internet, la continua sorveglianza e i relativi aggiornamenti degli utenti dei fiumi alla comunità, hanno contribuito alla causa, dimostrando un interesse esteso e quindi meritevole di attenzione da parte dei Legislatori.</p>
<p>E veniamo ai tre affluenti non compresi nel provvedimento.</p>
<p>Il Piano di Tutela delle Acque non prevede infatti la salvaguardia del Mastallone, anzi stabilisce la sua destinazione ad uso idropotabile (c’è un progetto “delirante” di invaso da 35.000.000 mq.); nel mese di maggio il Comitato aveva denunciato con un comunicato stampa, la follia di un progetto di questo tipo e comunque gli Enti Locali (Sindaci e Comunità Montana) hanno preso una posizione assolutamente contraria. Purtroppo questi sono giochi politici per cui è probabile che tutto ciò accada per poter presentare un progetto di invaso alternativo ad uno già presentato in Valsessera, e fra i due quello di più probabile realizzazione dovrebbe essere il secondo; ma intanto non ci sono tutele sul Mastallone.</p>
<p>Il Vogna e l’ Otro invece, essendo stati destinati da anni dai Comuni di Alagna e Riva Valdobbia alla produzione di energia idroelettrica ed essendo già stati approvati i progetti con il rilascio della concessione, non rientrano nella nuova normativa, anche se non è per ora stato costruito ancora niente!</p>
<p>L’importante è non abbassare la guardia, visto che siamo in Italia dove vige il concetto: “fatta la legge trovato l’inganno”. In sostanza attualmente siamo di fronte a questa situazione: la Regione Piemonte approva il “Piano” preparato dall’Assessorato alle risorse idriche, ponendo limiti ben precisi e puntando alla rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, mentre l’ufficio accanto, Assessorato Opere Pubbliche, interviene con sponde artificiali e lavori in alveo come a Mollia;  le incoerenze e le contraddizioni continuano a fioccare, come vedete, ma non è una novità.</p>
<p>Il Comitato è comunque già al lavoro per proseguire l’opera sul fronte dei disalvei e delle canalizzazioni selvagge dei greti (business dell’immediato futuro), e confida nella continuità del sostegno fin qui dimostrato.</p>
<p>Il caso Mollia: la relazione geologica (grazie ancora ad Andrea per la disponibilità), unita ad una relazione del Comitato con allegate una serie di fotografie che hanno monitorato passo per passo i lavori effettuati, è stata spedita alla Regione Piemonte. Lo scopo è  arrivare a presentare un’interrogazione in Consiglio Regionale destinata all’Assessorato Opere Pubbliche (Ente competente); speriamo con questa azione di creare un precedente che possa permetterci di avere gli strumenti necessari per fermare questa tipologia di interventi che già si profilano all’orizzonte (Piode, Scopello, Vocca e Baraggiolo etc.).</p>
<p>L’importante è andare avanti e crederci!</p>
<p><strong><u>Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti</u>   28 Ottobre 2004<u></u></strong></p>
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		<title>Comunicato a CKI del 30 Novembre 2003</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2003 01:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Valsesia, Storie d’Acqua: 12 pagine sulla Rivista della Montagna
Sull’ultimo numero della Rivista della Montagna, in edicola da un paio di giorni, c’è un lungo e aggiornato articolo di Paolo Campagnoli dedicato alla Valsesia e alle sue acque. Episodio della serie ”Il.Comitato fa quello che può ma non dorme mai!” Tutto il numero Dicembre /Gennaio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Valsesia, Storie d’Acqua: 12 pagine sulla Rivista della Montagna</strong></p>
<p>Sull’ultimo numero della Rivista della Montagna, in edicola da un paio di giorni, c’è un lungo e aggiornato articolo di Paolo Campagnoli dedicato alla Valsesia e alle sue acque. Episodio della serie ”Il.Comitato fa quello che può ma non dorme mai!” Tutto il numero Dicembre /Gennaio della rivista è dedicato all’acqua e alla montagna, con vari articoli interessanti per i canoisti intenzionati a pagaiare in bei posti anche in futuro. Da leggere quello di Fabio Balocco, Buchi nell’acqua (non “quei” buchi, ma è bello lo stesso), per capire quanto il nostro elemento preferito faccia gola per lucro, e anche peggio, a ben altri che quattro speculatori da strapazzo. Ma, impegno a parte, tutto il numero è godibile anche per proposte di escursioni in posti dove l’acqua aggiunge un particolare valore all’ambiente montano.</p>
<p>Pagaiate fratres (et gaudete)!   Alberto</p>
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		<title>Comunicato Stampa  del  28 Febbraio 2003</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2003 01:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Info Comitato Sesia  28 Febbraio 2003
E’ ufficiale: Sesia salvo per tre anni!  La Regione Piemonte ha pubblicato sul suo sito la notizia dell’approvazione della moratoria richiesta dal Comitato. Per leggere un articolo come molti di noi avrebbero voluto leggere da tempo, cliccate qui: http://www.regione.piemonte.it/notizie/sesia.htm
L’interesse e il sostegno dimostrati da tante persone e tanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Info Comitato Sesia  28 Febbraio 2003</p>
<p>E’ ufficiale: Sesia salvo per tre anni!  La Regione Piemonte ha pubblicato sul suo sito la notizia dell’approvazione della moratoria richiesta dal Comitato. Per leggere un articolo come molti di noi avrebbero voluto leggere da tempo, cliccate qui:<strong> </strong><a href="http://www.regione.piemonte.it/notizie/sesia.htm">http://www.regione.piemonte.it/notizie/sesia.htm</a></p>
<p>L’interesse e il sostegno dimostrati da tante persone e tanti (sempre di più) enti e associazioni, la combattività di chi ha lottato per tre anni (un grazie anche ai pescatori!), hanno permesso questo risultato. E’ molto, ma per la precisione sappiate che la moratoria non vale per gli affluenti! Eh, già. Non siamo in una favola o in un film. Questa è la realtà, ragazzi!   E altri successi andranno strappati, uno per uno, con metodo e pazienza. Quindi, confortati da un grande successo, consideriamo l’impegno per l’acqua della Valsesia non esaurito. Ma speriamo che la strada già aperta renda più agevole il cammino per tutti i Valsesiani che decideranno di tenersi la loro acqua invece che cederla agli speculatori.</p>
<p>A questo proposito c’è già un debutto promettente: i Comuni  di Alagna e Riva Valdobbia, tenendo (per la prima volta!) una seduta unica e comune dei due Consigli Comunali, hanno deciso all’unanimità di chiedere alla Regione Piemonte l’estensione della moratoria agli affluenti. La riunione dei Consigli congiunti si è svolta a Riva Valdobbia domenica scorsa, 23 Febbraio. Erano presenti: Comunità Montana, Società Valsesiana Pescatori Sportivi, Comitato Sesia, Consorzio della Val d’Otro, i “derivatori” interessati ai progetti riguardanti la Val d’Otro e la Val Vogna.</p>
<p>Ultimo minuto: sul numero di Airone di Giugno ci sarà un articolo sul Sesia e i suoi affluenti.</p>
<p>Per il Comitato, Alberto Faggioni</p>
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		<title>Articolo per PAGAIANDO, Gennaio 2003</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jan 2003 00:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONSIDERAZIONI  SULLA  VALSESIA
 
Come previsto, finiti i Mondiali e la stagione turistica, arrivato l’inverno, i divoratori di acqua pubblica per uso personale a scopo di lucro si sono scatenati.
In molti luoghi tubi, ruspe e cemento hanno fatto la loro comparsa, alla faccia delle dichiarazioni pubbliche rese nei giorni dei Mondiali.  Il Comitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><u><strong><em>CONSIDERAZIONI  SULLA  VALSESIA</em></strong></u></address>
<address> </address>
<p>Come previsto, finiti i Mondiali e la stagione turistica, arrivato l’inverno, i divoratori di acqua pubblica per uso personale a scopo di lucro si sono scatenati.</p>
<p>In molti luoghi tubi, ruspe e cemento hanno fatto la loro comparsa, alla faccia delle dichiarazioni pubbliche rese nei giorni dei Mondiali.  Il Comitato vigila, interviene, ma sappiamo che prima o poi bisognerà incazzarsi sul serio, cari canoisti, ed esserci.</p>
<p>Spero che ve ne renderete conto leggendo, fra le informazioni che seguono, quali altre nere nubi incombano, oltre a quelle che già vedevamo fino a quest’estate.</p>
<p>Alcune battaglie, anche importanti, sono state vinte grazie al lavoro assiduo e ben fatto di alcune persone; addirittura c’è stato un momento di euforia all’inizio di Dicembre, per una serie di successi inanellati consecutivamente. Ma questa è una guerra che sarà composta da molte battaglie, e i nemici sono forti e molto motivati dai soldi che contano di mettersi in tasca.</p>
<p>Il Sesia, e quelli che lo difendono giorno per giorno sul posto, hanno bisogno della vostra intelligenza e delle vostre capacità.</p>
<p>Proponete al Comitato, e magari organizzate, altre azioni a livello legale, politico, amministrativo e dimostrativo,  (trovate i recapiti del Comitato nel riquadro a fine articolo).</p>
<p>Bisogna convincere loro, “i derivatori-divoratori”, che non sarà affatto un buon affare, e prima o poi dovranno pagare alla collettività gli scempi che avranno fatto, e nello sesso tempo dimostrare con dati e progetti ai valsesiani che ancora non lo pensano, che lo sviluppo per tutti passa per la strada della difesa e della valorizzazione delle risorse naturali.</p>
<p>Questo metodo potrebbe dare risultati anche per gli altri fiumi che corrono gli stessi pericoli.</p>
<p>Bisogna essere intransigenti sul principio che l’acqua è un bene collettivo, e non può essere privatizzata. Credo che questo principio, basilare non solo per difendere la bellezza e l’equilibrio naturale dei fiumi, sia compatibile con ogni impostazione ideologica. Impegnatevi quindi nei partiti, nelle associazioni, nelle strutture amministrative e politiche delle quali fate parte in tutta Italia. Date il vostro aiuto ai Comitati per la difesa dei fiumi a voi più vicini geograficamente, e fate circolare le informazioni riguardanti leggi e sentenze che possano essere utili a tutti.</p>
<p>Su queste basi, credo sia giunta l’ora di dare l’avvio alla fondazione di un Coordinamento Nazionale dei Comitati per la difesa dei fiumi. Sarebbe uno strumento adeguato all’importanza del lavoro da svolgere.                (A.F.)</p>
<p><strong><u>QUALI E QUANTI PROGETTI:</u></strong></p>
<p><u>- 15 Progetti</u> di sbarramenti e di centraline per la produzione  di energia idroelettrica, presentati da Società private, che interessano tratti di fiume di lunghezza variabile da 2,5 a 5,5 km, di cui:</p>
<p>2 in costruzione (Comuni di Alagna e  di Rimella)</p>
<p>2 di imminente realizzazione (Comuni di Mollia e di Varallo-loc.Morca)</p>
<p>1 in fase esecutiva, con iter burocratico molto avanzato (Val Vogna)</p>
<p><u>- Un Mega-Progetto ENEL</u> nel Comune di Balmuccia, che convoglierà le acque del Sesia e del Sermenza in un tubo lungo 15 km e del diametro di 5 metri, per arrivare alla centrale prevista a Quarona località Doccio in linea retta attraverso le montagne, prosciugando di fatto il Sesia per circa 20 km.</p>
<p>A questo si aggiunge il fatto che l&#8217;ENEL, con il progetto presentato nel 1985 (non attuato per l’opposizione sul territorio) possiede ancora otto concessioni distribuite sul bacino dell’Alta Valsesia, la cui destinazione non è ancora chiara.</p>
<p><u>- Una Serie Infinita di Richieste</u> e di studi di fattibilità per derivazioni e centraline che vengono sottoposti quotidianamente all&#8217;attenzione dei Sindaci valsesiani (torrente Gronda &#8211; Comune di Rassa, torrente Mastallone &#8211; Comune di Cravagliana loc. Voj, torrente Sermenza &#8211; Comune di Rima, torrente Egua &#8211; Comune di Rimasco, più altre “idee” sul torrente Artogna, nel Comune di Sabbia etc.).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>COS’ E’ SUCCESSO FRA  FINE  NOVEMBRE  E  META’ GENNAIO</strong></p>
<ul>
<li>Sabato      23 Novembre il quotidiano Notizia Oggi ha organizzato il <u>convegno      “Economia e turismo, impresa e montagna: uno sviluppo possibile per la Valsesia”</u>.      Un’occasione còlta al volo dal Comitato con un intervento di Alberto      Smuraglia, e la presenza all’interno del Teatro Civico di Varallo di      cinquanta sostenitori disposti a semicerchio in fondo alla sala, che      indossavano le magliette con la scritta       Salviamo il Sesia. Le ragioni dei difensori dei fiumi hanno trovato      attento ascolto e sono diventate l’argomento principale della serata, con  notevole riscontro in parole e foto sui      giornali locali per vari giorni a seguire.</li>
<li>Il      Comune di RIMASCO ha votato Venerdi 29 Novembre all&#8217;unanimità      l&#8217;opposizione al progetto EGUA-SERMENZA in un Consiglio Comunale aperto      dove erano invitati i derivatori, i pescatori e il Comitato.</li>
<li>Il 4      Dicembre  è partita la lettera (raccomandata con ricevuta di ritorno)      con le controdeduzioni sul progetto EGUA-SERMENZA nel Comune di Rimasco,      in allegato alla lettera sono stati messi vari articoli presi da riviste      di canoa italiane e straniere oltre ad articoli inerenti la riserva di      pesca in quella zona.</li>
<li>La      stessa lettera è stata mandata per conoscenza a sedici indirizzi degli      Enti Pubblici partecipanti alla <u>&#8220;Conferenza dei servizi&#8221;</u>      che si è svolta l’ 11 Dicembre, alla Provincia di Vercelli, proprio sul      progetto di Rimasco.</li>
<li>Martedi      10 Dicembre alle 17 c’è stato un incontro “informativo” a porte chiuse per      il progetto VAL VOGNA  fra i      Consiglieri del Comune di Riva Valdobbia, funzionari della Provincia e      l’Assessore provinciale alle Risorse Idriche, alle 18  è seguito l’incontro del Comitato con i      Consiglieri. La sera stessa si è tenuta una riunione del Consiglio      Comunale, durante la quale sull’argomento è stato espresso al Sindaco un      parere tendenzialmente contrario da parte dei Consiglieri.</li>
<li>Sempre      Martedì 10 Dicembre, sera, si è tenuto un incontro nell’ambito di”<u>Agenda      21</u> “(Iniziativa dell’O.N.U.), a VARALLO nella sede della Comunità      Montana con l’Assessore all’Ambiente della Comunità Montana, costruttori      di dighe, funzionari delle risorse idriche provinciali, l’Assessore      all’Ambiente della provincia di Vercelli, numerosi Sindaci, il C.A.I.,      cittadini e molti aderenti al Comitato, il Presidente dell’Associazione      albergatori Valbella, ed esponenti di <u>“Agenda 21”.</u> Quella della      Valsesia è la       Comunità Montana scelta in Italia per progetti pilota di      sviluppo sostenibile, che recepisce il protocollo di Kyoto, in      ottemperanza al piano d’azione dell’ONU deciso al convegno di Rio de      Janeiro del 1992. Le ragioni e gli argomenti del Comitato hanno riscosso      interesse e considerazione, ottenendo il sostegno di molti esponenti delle      realtà rappresentate.</li>
<li>Il      Comitato ha mandato <u>una lettera a tutte le famiglie della Valsesia</u>,      per un totale di  8.394 copie,      nell’intento di informare capillarmente tutti gli interessati, finora      esposti alla disinformazione del “sentito dire”e al fatalismo inerte del      “tanto fanno quello che vogliono lo stesso”.  La consegna ha avuto luogo sia in tutte      le abitazioni dei residenti, sia nelle seconde case, da Quarona fino ad      Alagna e Valli laterali, ed è stata ultimata entro Natale.</li>
<li>Il      16 Gennaio, nella sede della Comunità Montana è stato presentato ai      cittadini, ai Sindaci, ai derivatori, presenti l’Assessore Provinciale      alle risorse idriche e un Funzionario della Regione, lo <u>“Studio sulla      fruibilità del fiume Sesia”</u>. La presentazione del lavoro,      commissionato dalla Provincia e dalla Regione, è stata fatta dalle tre      società italiane che hanno vinto il relativo appalto europeo.  Si tratta di uno studio sulla      compatibilità dell’uso del fiume per i differenti fini: idroelettrico,      sportivo, piscatorio, e turistico. Consegna prevista: fine Settembre.      Anche in base a questo studio verranno decisi i <u>“Piani di Tutela”</u>      della Regione entro il 2003.</li>
<li>Il      Comune di MOLLIA  ha dato la      concessione. Insieme al progetto esecutivo è stata depositata alla      Provincia, dove si attende il parere definitivo. Il Comitato per la difesa      del Sesia chiede alla Provincia e alla Regione la moratoria (come per      tutti gli altri progetti) in attesa dei risultati dello Studio di      Fruibilità, studio già finanziato dalla Regione.</li>
<li>L’      E.N.E.L. consegnerà a Marzo la sua Valutazione d’Impatto Ambientale      riguardante il suo Mega Progetto BALMUCCIA-QUARONA</li>
<li>Sul <u>Sito      del Comitato</u> è stata aggiornata la cartina delle derivazioni. (compresa questa recente richiesta      dall’ENEL con la costruzione di una diga vera e propria, e con rilascio      dell’acqua a Quarona !) .</li>
<li>Articoli      usciti: su Bella Italia, sulla Rivista del Trekking, e prossimamente due      pagine sulla nuova guida della Valsesia realizzata dalla Rivista del Trekking.</li>
</ul>
<address> </address>
<address> </address>
<address><u><strong>DANNI E RISCHI IN AGGUATO</strong></u></address>
<address> </address>
<p><strong>CONTRO LA FALSA  INFORMAZIONE: I POSTI DI LAVORO NON CI SARANNO. </strong><u>Tutti questi impianti non produrranno posti di lavoro stabili, dato che gli impianti sono automatizzati,</u> e avranno effetti devastanti sulla qualità della vita e sulla già fragile stabilità idrogeologica della Valle, con danni sia immediati che a lungo termine che l&#8217;intera collettività dovrà accollarsi; favoriranno il parassitismo a scapito di quanti credono nell&#8217;integrità dell&#8217;ambiente e hanno avuto, hanno e avranno la volontà di investire le proprie risorse, sul nostro territorio, con benefici chiari e reali per tutti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LA  SICUREZZA. </strong>Il contenimento dei rischi idrogeologici è prioritario per una politica corretta di sviluppo, ed i pericoli che si instaurerebbero in seguito all’alterazione dell’ambiente fluviale sono documentati e prevedibili per chiunque. La Valsesia è stata finora preservata dai disastri che hanno colpito tutte le valli confinanti quali la Valle d&#8217;Aosta e le valli dell’Ossolano, dove da anni è in atto un processo di progressiva cementificazione, intubazione e canalizzazione di fiumi e torrenti.</p>
<p>Di chi saranno le responsabilità economiche e penali del dissesto idrogeologico?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LA QUALITA</strong><strong>’ DELLA VITA. </strong>Il fiume non ha solo una funzione paesaggistica e ricreativa; La  Valsesia è priva di impianti di depurazione delle acque e adesso stiamo parlando di progetti dove sono previsti deflussi minimi vitali basati su parametri e dati di portata delle acque non più attendibili perché vecchi di 20 anni.</p>
<p>Quali problemi verrebbero a crearsi per quanto riguarda l&#8217;autodepurazione e lo smaltimento degli scarichi fognari nei tratti interessati dalle derivazioni?</p>
<p>Chi pagherà tutto questo?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LO SVILUPPO TURISTICO. </strong>L’alta Valsesia è una perla naturalistica, ed il turismo legato ad essa è sviluppato e fiorente grazie anche agli sforzi e agli ingenti investimenti degli anni passati in questo settore da parte di privati, di Enti Pubblici e di finanziamenti della Comunità Europea. Nessuno può nascondersi che il prosciugamento di fatto del fiume e di alcuni affluenti comporterebbe un tracollo delle presenze in Valle, relativamente al turismo fluviale e piscatorio, ma anche a tutto il turismo naturalistico. Chi, per esempio, frequenta la Val Vogna, come reagirà al prosciugamento del torrente Vogna per 5,5 km? Chi spende ferie e denaro in Valsesia verrà ancora per balneare in un rigagnolo maleodorante?</p>
<p><strong>COSA ABBIAMO E COSA RISCHIAMO DI PERDERE. </strong>Il fiume Sesia e i suoi affluenti principali (Otro, Vogna, Artogna, Egua, Sorba, Sermenza, Mastallone) costituiscono attualmente un ecosistema fluviale che, nell’ambito del Nord Italia, si caratterizza per un eccezionale livello di “naturalità”. In particolare, il sistema ecofluviale del fiume Sesia, per il suo caratteristico regime idrico e per l’assenza di insediamenti produttivi nell’Alta Valle, offre una qualità delle acque decisamente superiore a quella della maggior parte dei fiumi alpini, e un’elevata biodiversità faunistica, ospitando la pregiata Trota Marmorata, il Temolo autoctono, la Trota Fario e l’insieme dei macroinvertebrati fluviali.<strong> </strong></p>
<p>Inoltre, la  Valsesia mantiene ancora una densità abitativa relativamente bassa con un impatto antropico sull’ambiente corrispondentemente contenuto.</p>
<p>Uno degli elementi di più forte attrazione turistica è l’amplissima offerta di attività sportive, terrestri e acquatiche, praticabili nella valle; il trekking, praticato anche nelle numerose valli laterali; l’alpinismo, praticato prevalentemente sul gruppo del Monte Rosa; lo sci invernale, gli sport d’acqua viva (rafting, canoa, torrentismo, hydrospeed) e la pesca sportiva, praticati lungo tutto il fiume Sesia e i suoi affluenti.</p>
<p>La straordinaria ricchezza naturalistica della Valsesia, ed il significativo potenziale turistico ad esso correlato, sono un valore ed una risorsa che devono essere preservati e valorizzati.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h1></h1>
<p><strong>GESTIRE IL TERRITORIO CON COERENZA E CHIAREZZA. </strong>Una delle battaglie che il Comitato ha portato avanti in questi anni è stata la richiesta, indirizzata a Regione Piemonte e Provincia di Vercelli, di promuovere e finanziare uno “Studio sull’uso plurimo delle acque” da utilizzare come strumento conoscitivo indispensabile per una programmazione seria ed equilibrata del territorio, e di sospendere, nel frattempo, qualsiasi iter burocratico di autorizzazione alle richieste depositate in Provincia.</p>
<p>Questo studio è stato finalmente finanziato e la sua consegna è fissata per la fine del 2003.</p>
<p><strong><u>Contro ogni logica</u></strong><strong>, </strong>la  Provincia, che è l’unico Ente Pubblico che possa disporre la moratoria in questione, non sente l’esigenza di fermare i progetti, che hanno un esteso coinvolgimento territoriale e/o un preoccupante impatto ambientale, alcuni dei quali già oggi sono in fase di realizzazione.</p>
<p>In questo modo si procede con lo sfruttamento indiscriminato del bacino dell’Alto Sesia e con la sua programmata devastazione; inoltre lo Studio, fortemente richiesto dal Comitato, diventa totalmente inutile, se non per fare da paravento ad interessi poco chiari.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p><strong>Il “Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti” si è costituito nel giugno del 1999 in seguito alla serie di richieste di concessione per prese d’acqua a fini di produzione idroelettrica presentati alla Provincia di Vercelli che interesserebbero i corsi d’acqua valsesiani. Agli intenti del Comitato hanno aderito la Comunità Montana Valsesia, alcuni Comuni della valle, il C.A.I., l&#8217;Azienda Turismo Locale, il Consorzio Turismo Valbella, la Società Valsesiana Pescatori Sportivi, le scuole e i club di canoa presenti in valle, numerose Associazioni sportive e non, migliaia di cittadini in forma privata. </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong><u>COMITATO PER LA TUTELA DEL FIUME SESIA E DEI SUOI AFFLUENTI</u></strong></p>
<p align="center"><strong><a href="http://www.laproxima.it/comitatosesia">www.laproxima.it/comitatosesia</a>   Tel. 0163 52093    comitatosesia@laproxima.it</strong></p>
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		<title>Comunicato a CKI del 12 Dicembre 2002</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Dec 2002 01:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggetto: Info ComitatoSesia

Il Comitato ha mandato una lettera a tutte le      famiglie della Valsesia, per un totale di       8.394 copie, nell’intento di informare capillarmente tutti gli      interessati, finora esposti alla disinformazione del “sentito dire”e al     [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggetto: Info ComitatoSesia</p>
<ul>
<li>Il Comitato ha mandato una lettera a tutte le      famiglie della Valsesia, per un totale di       8.394 copie, nell’intento di informare capillarmente tutti gli      interessati, finora esposti alla disinformazione del “sentito dire”e al      fatalismo inerte del “tanto fanno quello che vogliono lo stesso”.  La consegna avrà luogo sia in tutte le      abitazioni dei residenti, sia nelle seconde case, da Quarona fino ad      Alagna e Valli laterali, ed entro Natale sarà ultimata.</li>
<li>Il Comune di Rimasco ha votato Venerdi 29      novembre all&#8217;unanimità l&#8217;opposizione al progetto in un Consiglio Comunale      aperto dove erano invitati i derivatori, i pescatori e il Comitato.</li>
<li>Il 4 dicembre  è partita la lettera      (raccomandata con ricevuta di ritorno) con le controdeduzioni sul progetto      Egua-Sermenza nel Comune di Rimasco, in allegato alla lettera sono stati      messi vari articoli presi da riviste di canoa italiane e straniere oltre      ad articoli inerenti la riserva di pesca in quella zona.</li>
<li>La stessa lettera è stata mandata per conoscenza      a sedici indirizzi degli Enti Pubblici partecipanti alla &#8220;conferenza      dei servizi&#8221; che si è svolta ieri, 11 dicembre, alla Provincia di      Vercelli, proprio sul progetto di Rimasco.</li>
<li>Martedi 10 dicembre alle 17 c’è stato un      incontro “informativo” a porte chiuse per il progetto Val Vogna fra i      Consiglieri del Comune di Riva Valdobbia, funzionari della Provincia e      l’Assessore provinciale alle Risorse Idriche, alle 18  è seguito l’incontro del Comitato con i      Consiglieri. La sera stessa si è tenuta una riunione del Consiglio      Comunale, durante la quale sull’argomento è stato espresso al Sindaco un      parere tendenzialmente contrario da parte dei Consiglieri.</li>
<li>Sempre martedì 10, sera, incontro a Varallo      nella sede della Comunità Montana con l’Asssesore all’Ambiente della      Comunità Montana, costruttori di dighe, funzionari delle risorse idriche      provinciali, l’Assessore all’Ambiente della provincia di Vercelli,      numerosi Sindaci, cittadini e molti aderenti al Comitato, il Presidente      dell’Associazione albergatori Valbella, ed esponenti di Agenda 21 (quella      della Valsesia è la       Comunità Montana scelta in Italia per progetti pilota di      sviluppo sostenibile, in ottemperanza al piano d’azione dell’ONU deciso al      convegno di Rio de Janeiro del 1992). Le ragioni e gli argomenti del      Comitato hanno riscosso interesse e considerazione, ottenendo il sostegno      di molti esponenti delle realtà rappresentate.</li>
<li>Articoli in uscita: fra una settimana su Bella      Italia, uno sul prossimo numero della Rivista del Trekking, e a inizio      2003 due pagine sulla nuova guida della Valsesia realizzata dalla Rivista      del Trekking.</li>
<li>Sul sito del Comitato c&#8217;è la cartina derivazioni      aggiornata. (Non so se tutti      siete al corrente della nuova richiesta dell’ENEL per la costruzione di      una diga nelle gole del Sesia con rilascio dell’acqua a Quarona !)</li>
<li>Tutti quelli che sono in possesso degli striscioni dei      Mondiali dovrebbero farsi vivi al più presto con il Comitato perché c’è in      vista una nuova possibilità di utilizzo.</li>
<li>Così come è stato fatto pochi giorni fa (grazie a Fred      e a Renato!) per Egua e Semenza alto, bisogna mettere insieme il maggior      numero di articoli ed estratti di libri (manuali, libri fotografici)      riguardanti Il Sesia e tutti gli altri affluenti, per realizzare una      rassegna stampa il più possibile ricca. Entro la fine di questa settimana.      Invio al n° di fax del Comitato 0163 732770 o alle caselle di posta <a href="http://it.f212.mail.yahoo.com/ym/Compose?To=comitatosesia@laproxima.it">comitatosesia@laproxima.it</a>  , o       <a href="http://it.f212.mail.yahoo.com/ym/Compose?To=alberto@superspazio.it">alberto@superspazio.it</a> .</li>
<li>Questo è un momento più che importante, decisivo per il      Sesia e i suoi affluenti; difenderli adesso e con forza è determinante per      il futuro. Grazie. Un saluto cordiale.</li>
</ul>
<p>Per il Comitato, Alberto Faggioni</p>
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		<title>Comunicato Stampa del  29 Novembre 2002</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2002 00:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comitato per la difesa del Sesia e dei suoi affluenti
comitatosesia@laproxima.it  &#8211;  Varallo Sesia (VC)
Comunicato Stampa del  29 novembre 2002
INONDAZIONI: che parte hanno avuto le dighe?
Alle redazioni di : Terra! , Reporter, Le Iene, Striscia la notizia, Radio a Colori, Radio Popolare, quotidiani e periodici vari.
Ci permettiamo di suggerire a chi volesse approfondire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comitato per la difesa del Sesia e dei suoi affluenti</strong></p>
<p><a href="mailto:comitatosesia@laproxima.it">comitatosesia@laproxima.it</a>  &#8211;  Varallo Sesia (VC)</p>
<p>Comunicato Stampa del  29 novembre 2002</p>
<p><strong>INONDAZIONI: che parte hanno avuto le dighe?</strong></p>
<p><u>Alle redazioni di :</u> Terra! , Reporter, Le Iene, Striscia la notizia, Radio a Colori, Radio Popolare, quotidiani e periodici vari.</p>
<p>Ci permettiamo di suggerire a chi volesse approfondire la ricerca  delle cause delle recenti inondazioni, così come di quelle passate e di quelle che ci aspettano, di ricercare anche nell’ambito dell’esistenza e della gestione delle dighe quanta irresponsabilità e non gestibilità esistano di fronte agli eventi cosiddetti “eccezionali”.</p>
<p>Oltre alla cementificazione delle sponde,  alle concessioni di edificabilità in zone che dovrebbero essere naturalmente considerate, e strategicamente utilizzate, come sfogo “fisiologico” dei corsi d’acqua, anche <u>l’esorbitante proliferazione di dighe per fini idroelettrici, in pratica più speculativi che produttivi, sta contribuendo a rendere il territorio  sempre  più pericoloso. </u></p>
<p>Questa tendenza, drammaticamente favorita dagli amministratori locali, non potrà che distruggere gli ultimi corsi d’acqua liberi (che non hanno mai causato danni con le loro piene!) e creare altre bombe d’acqua incontrollabili nei periodi di grandi piogge.</p>
<p>Questo infatti è anche il problema: chi controlla le dighe?</p>
<p><u>Qualcuno ha controllato modi e tempi di apertura delle dighe durante le ultime disastrose inondazioni?</u></p>
<p>Sapete che domenica 24 novembre un canoista è morto travolto dall’acqua del Trebbia, in provincia di Piacenza, perché la diga del Brugneto, in Liguria, che rifornisce l’acquedotto di Genova, ha aperto le paratie di colpo, senza preavviso?</p>
<p>E questo nonostante risaputamene e regolarmente il Trebbia venga frequentato da trent’anni per attività sportive, e  nonostante a causa di questo fatto già si fossero tenute riunioni in prefettura per considerare il problema.</p>
<p>Ma far seguire provvedimenti, regole e controllo all’identificazione di un problema, sembra un processo ancora troppo complicato per l’Italia.</p>
<p>L’unica “soluzione” che segue ai disastri è cementificare sempre di più!</p>
<p>Sicuramente nell’interesse di chi effettua quegli inutili e dannosi lavori, non in quello di tutti.</p>
<p>Allego estratto da CKI, forum on line:<br />
Se possiblile vorrei una spiegazione tecnica sulle aperture improvvise<br />
delle centrali e dei bacini in caso di situazioni critiche.</p>
<p>Perchè queste centrali aprono di colpo? Non potrebbero aprire lentamente<br />
come tra l&#8217;altro succede durante i normali rilasci d&#8217;acqua?</p>
<p>Per la cronaca, il bacino del Brugneto si tratta di una riserva d&#8217;acqua per l&#8217;acquedotto di Genova. Lo sbarramento è lungo 260 m  e alto 80 m, con una capienza di 25 milioni di metri cubi.</p>
<p>Forse, indipendentemente dall&#8217;incidente si è aperto le paratie troppo in<br />
fretta e quanto riporto qui sotto ne è la testimonianza&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p><strong>Bologna, 24 novembre 2002</strong> &#8211; Il consigliere di an Pietro Vincenzo Tassi<br />
ha rivolto un&#8217;interrogazione alla Giunta regionale per sapere se si è<br />
verificata l&#8217;effettiva apertura, da parte dell&#8217;Enel, delle dighe di<br />
Brugneto e di Boschi durante le piene dei torrenti Trebbia e Nure.<br />
Tassi, nel ricordare che l&#8217;amministrazione provinciale ha recentemente<br />
pubblicato una dichiarazione di denuncia nei confronti dell&#8217;Enel, che<br />
nega però tale fatto, ritenendola responsabile dei maggiori danni<br />
verificatisi sul territorio, chiede di conoscere quali sono le basi<br />
dell&#8217;accusa e, in caso affermativo, se si intenda agire contro l&#8217;Enel<br />
per il risarcimento dei danni.</p>
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		<title>Dal Corriere Valsesiano: Lettera al Direttore di Ferruccio Lazzeri</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2002 03:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Ferruccio Lazzeri sul Corriere Valsesiano di venerdi 5 luglio 2002
Gentile Direttore,
non vorrei abusare dell’ospitalità del Corriere Valsesiano toccando argomenti che, a quanto pare, non sembrano suscitare grande interesse nell’opinione pubblica valsesiana, ma, da un po’ di tempo, ho in mente alcuni interrogativi che, con il suo permesso, vorrei esporre. Prendo spunto dal dibattito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo di Ferruccio Lazzeri sul Corriere Valsesiano di venerdi 5 luglio 2002</p>
<p>Gentile Direttore,</p>
<p>non vorrei abusare dell’ospitalità del <em>Corriere Valsesiano</em> toccando argomenti che, a quanto pare, non sembrano suscitare grande interesse nell’opinione pubblica valsesiana, ma, da un po’ di tempo, ho in mente alcuni interrogativi che, con il suo permesso, vorrei esporre. Prendo spunto dal dibattito (riportato dal C.V. del 28/6) avvenuto in sede di Comunità Montana Valsesia tra l’assessore all’Ambiente Giovanni Frigiolini e l’ex Sindaco di Scodello Luigino Balaudo. Quest’ultimo, a proposito di sviluppo sostenibile, afferma che parlando di energia pulita bisogna dare per scontato che qualche nuova centrale idroelettrica in Valsesia si dovrà pur farla. Benissimo, qualche anno fa la maggioranza dei cittadini italiani ha votato in un referendum contro il nucleare, la lampadina in casa l’accendiamo tutti così come la televisione, il computer, ecc… Questo è un argomento molto caro a chi è favorevole alla costruzione di nuove centrali in Valsesia. C’è però un dato di fatto inconfutabile: se si considera la  Valsesia nel suo insieme, ognuno di noi può constatare che più della metà dell’asta del Sesia è già soggetta a captazioni per la produzione di energia elettrica. Anche nel tratto montano del territorio, relativamente incontaminato, operano centrali vecchie e nuove e altre sono in fase di costruzione. Non basta? E’ necessario sacrificare anche il resto? Può anche darsi, si tratta di scelte, ma a questo punto, come cittadino valsesiano, vorrei sapere quanti posti di lavoro stabili verrebbero creati, quale sarebbe la percentuale di energia elettrica prodotta rispetto al fabbisogno nazionale, quante decine di euro ogni famiglia valsesiana risparmierebbe sulla bolletta della luce. E’ troppo chiedere questo? C’è la convinzione diffusa tra la gente che nuove centrali produrranno benessere, ma, stranamente, nessuno dice in quali termini precisi. Sarebbe invece importante poter valutare i pro e i contro sapendo naturalmente che la controparte alle centrali potrebbe essere la possibile dissipazione di un patrimonio di inestimabile valore, e sapendo anche che ogni scelta, se sbagliata, dovrebbe comportare l’assunzione di precise responsabilità da parte di chi l’ha voluta (cosa che, come sappiamo, in Italia non sempre avviene). Consideriamo ad esempio l’impatto ambientale e le possibili conseguenze negative sulla sicurezza: a Morca, senza l’opposizione della passata Amministrazione comunale di Varallo, probabilmente sarebbe già operante una captazione in una zona in cui si sta appurando l’elevato rischio idrogeologico. Ora, molti progetti di nuove derivazioni interessano zone altrettanto a rischio nelle quali i recenti fenomeni alluvionali hanno evidenziato significativi fenomeni di erosione. La domanda è questa: se in occasione di eventi alluvionali dovessero verificarsi danni a persone e cose causati anche dalla presenza di certe opere, chi ne risponderà direttamente dal punto di vista economico? I derivatori? Gli amministratori della Valle che hanno evitato accuratamente di opporsi alla realizzazione sul territorio del proprio Comune o quanto meno di verificarne a fondo la congruità rispetto alle normali esigenze? Oppure quegli stessi amministratori, come al solito, saranno in prima fila a richiedere lo stato di calamità naturale e i finanziamenti per la ricostruzione e in questo caso gli eventuali danni li dovremmo pagare noi tutti quanti insieme? Sarebbe importante saperlo, anche perché è appurato che molte catastrofi naturali avvenute anche nel nostro Paese si sono verificate soprattutto a causa di scellerati interventi che hanno modificato il corso naturale di fiumi e torrenti (a proposito, non sarà sicuramente così, ma non potrebbe darsi che le ripetute inondazioni in sponda sinistra subito a valle del ponte e dello sbarramento del Baraggiolo di Varallo avvengono perché la presenza di una traversa con basamento in cemento ha provocato un deposito di materiale inerte che ha costantemente alzato il livello dell’alveo formando una fantastica rampa di lancio per l’acqua che scendendo a forte velocità durante le piene non può che riversarsi su quelle case e su quei terreni? Non sono un tecnico e quindi lascio ad altri le eventuali risposte. Senza però voler fare dell’inutile allarmismo, se fossi al posto di qualcuno sarei abbastanza preoccupato per quello che potrebbe accadere fra qualche anno in quella zona). Fin qui ho parlato degli oneri, concludo parlando di odori: nel recente convegno di Agenda 21 svoltosi a Palazzo D’Adda, il dottor Vecchiè di A.R.P.A., nel corso di un’interessante relazione sullo stato di salute della Valsesia ha fornito dati molto interessanti e tutt’altro che confortanti riguardo al problema degli scarichi fognari. Diciamo che la nostra grande fortuna è data dal fatto che il Sesia e i nostri maggiori corsi d’acqua, grazie anche all’apporto di numerosi affluenti, hanno finora la capacità di autodepurarsi naturalmente. Ma che cosa accadrebbe se la portata d’acqua in certi tratti diminuisse drasticamente (ricordo che il deflusso minimo vitale previsto per certe derivazioni è addirittura dello 0,5%)? I Comuni della Valle interessati alla costruzione delle centrali sul proprio territorio sarebbero disposti a munirsi di depuratori e naturalmente ad assumersi il costo di tenerli in funzione tutto l’anno?</p>
<p>Come vede, caro Direttore, ho evitato accuratamente vaghi discorsi ambientalisti, tra l’altro abbastanza fuori moda soprattutto in questa valle di lacrime e mi sono limitato a porre domande di pura economia domestica. Sono domande molto semplici, alle quali però temo nessuno risponderà, perché mi sono accorto che normalmente a questi argomenti si preferisce non rispondere, confidando nella buona fede e, mi permetta, nel menefreghismo della gente, lasciando che le cose vadano per proprio conto seguendo un corso già stabilito da tempo.</p>
<p>Ringrazio per l’ospitalità e porgo distinti saluti.</p>
<p>Ferruccio Lazzeri</p>
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		<title>Da La Rivista della Montagna: articolo di Maurizio Bernasconi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2002 03:48:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Operazione Mondiali 2002
 
Il mondo dei canoisti è in fermento.
 
Dal 29 maggio al 2 giugno sul Sesia, in Piemonte, nel tratto fra Pila e Scopa, si
svolgeranno i XXIII Campionati Mondiali di Discesa Canoa e Kayak, un avvenimento a
scadenza biennale molto importante per tutti i canoisti. Gli organizzatori mirano a
raggiungere la quota di 35 squadre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Operazione Mondiali 2002</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il mondo dei canoisti è in fermento.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dal 29 maggio al 2 giugno sul Sesia, in Piemonte, nel tratto fra Pila e Scopa, si</strong></p>
<p><strong>svolgeranno i XXIII Campionati Mondiali di Discesa Canoa e Kayak, un avvenimento a</strong></p>
<p><strong>scadenza biennale molto importante per tutti i canoisti. Gli organizzatori mirano a</strong></p>
<p><strong>raggiungere la quota di 35 squadre partecipanti anche grazie a iniziative di ospitalità che</strong></p>
<p><strong>faciliteranno l’adesione di paesi e concorrenti meritevoli ma lontani e meno ricchi. Gli atleti</strong></p>
<p><strong>italiani sono attesi con interesse  grazie ai numerosi titoli mondiali e olimpici degli ultimi</strong></p>
<p><strong>anni. Vi sarebbero certo  numerosi dettagli da conoscere sulla gara, la sua storia e sul</strong></p>
<p><strong>mondo della canoa; per questo si consiglia il bel sito dell’organizzazione</strong></p>
<p><strong>www.wild-water.org, dove si troveranno informazioni: sui partecipanti, sugli orari delle</strong></p>
<p><strong>gare e delle manifestazioni collaterali, sui risultati. Precedenti edizioni dei mondiali si</strong></p>
<p><strong>sono svolte in Val d’Isère, a Spittal, a Merano sul Passirio, sul Noce, a Muotathal, a</strong></p>
<p><strong>Skopie, in Canada, in Inghilterra e in parecchi altri luoghi che da allora sono diventati</strong></p>
<p><strong>mitici fra i canoisti. Chi ha avuto la fortuna di partecipare a una di queste bellissime e</strong></p>
<p><strong>intense competizioni ha indelebilmente impressa la memoria di tali luoghi e lo stesso sarà</strong></p>
<p><strong>per la Valsesia.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>  </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CONTRO LE DIGHE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Questa volta, ai motivi di interesse sportivo si aggiunge una grande iniziativa</strong></p>
<p><strong>internazionale di salvaguardia del Sesia denominata OPERAZIONE MONDIALE. Sfruttando</strong></p>
<p><strong>l’eccezionale opportunità data dalla presenza di reti televisive e giornalisti si vuole far</strong></p>
<p><strong>conoscere al mondo intero che il Sesia e numerosi altri torrenti sono minacciati  dalla</strong></p>
<p><strong>proliferazione di sbarramenti idroelettrici che stanno distruggendo il poco che resta di un</strong></p>
<p><strong>patrimonio naturale già intensamente sacrificato alla produzione di energia. I fiumaroli, in</strong></p>
<p><strong>questa veste ambientalista, attraverso il coordinamento di responsabili nei vari paesi</strong></p>
<p><strong>europei e oltre, hanno coinvolto migliaia di sostenitori i quali parteciperanno di persona</strong></p>
<p><strong>oppure invieranno le bandiere dei clubs da tutto il mondo con la scritta “Salviamo il Sesia”.</strong></p>
<p><strong>Si tratta di un intervento non violento, determinato ma festoso nel segno delle acque</strong></p>
<p><strong>pulite, libere e selvagge. Gli interessati possono aderire all’iniziativa attraverso  </strong></p>
<p><strong>www.superspazio.it contattando Fred Gilardone o Alberto Faggioni.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>In Piemonte esiste un Coordinamento dei comitati piemontesi che combattono con</strong></p>
<p><strong>decisione da tempo per salvare alcuni fiumi. Anche in Spagna si è creata un’opposizione ai</strong></p>
<p><strong>cento impianti programmati col finanziamento europeo che si è mossa con una Marcia su</strong></p>
<p><strong>Brusselles di 2000 km e arrivo in settembre 2001. In Francia, per fare un altro esempio, a</strong></p>
<p><strong>Saint-Christophe en Oisans (Isère), il 25 e 26 maggio 2002, nel segno della convivialità, si</strong></p>
<p><strong>terrà un week end di riflessione sui valori del canoismo e sul patrimonio vivente da</strong></p>
<p><strong>conoscere e valorizzare, in prospettiva di azioni future (info Stéfane Roux:</strong></p>
<p><strong>04.76.26.35.51). Ma in molte altre zone la costruzione indiscriminata di sbarramenti</strong></p>
<p><strong>prosegue nel silenzio quasi generale, come in Valle Anzasca con lavori ultimati. Per questo</strong></p>
<p><strong>adesso, anche se con qualche ritardo, si cerca di mettere in campo la forza d’urto numerica</strong></p>
<p><strong>dei canoisti. Tutte le regioni alpine posseggono una vivace attività sportiva lungo fiumi e</strong></p>
<p><strong>torrenti e, nell’arco che va dalla Provenza alla Slovenia vivono la maggior parte dei</strong></p>
<p><strong>campioni che si contenderanno le medaglie. Ma i Campionati avranno un’eco ben più vasta.</strong></p>
<p><strong>In paesi come Canada, USA, Nuova Zelanda e nell’Europa orientale gli appassionati dei</strong></p>
<p><strong>fiumi sono molti e, come altre affini tradizioni di plein air e di educazione sportiva e</strong></p>
<p><strong>ambientale, anche il canoismo è un comportamento conosciuto e abbastanza diffuso alla</strong></p>
<p><strong>generalità delle persone. In questi paesi esistono produttori di canoe, club, scuole,</strong></p>
<p><strong>pubblicazioni, raduni e una produzione documentaristica specializzata. Inoltre le canoe non</strong></p>
<p><strong>sono più oggetti misteriosi in nessun luogo; ovunque vi siano fiumi è arrivata da tempo la</strong></p>
<p><strong>tecnica del kayak e possiamo per esempio noleggiarne uno, non solo nei centri sparsi su</strong></p>
<p><strong>tutti i torrenti alpini, ma ovunque in Europa e anche nel Caucaso o sul Gange a Rishikesh,</strong></p>
<p><strong>in un villaggio della Cordigliera andina, sul Giordano o sullo Zambesi, insomma</strong></p>
<p><strong>dappertutto. Come in altri sport agonistici, per la verità, gli exploit professionistici e</strong></p>
<p><strong>irraggiungibili dei campioni con alcuni eccessi extrasportivi che è difficile amare, sembrano</strong></p>
<p><strong>talvolta estranei al gusto diportistico della massa e a un criterio più saggiamente</strong></p>
<p><strong>salutistico. Tuttavia i Campionati calamiteranno l’attenzione di molta gente in tutto il</strong></p>
<p><strong>Mondo e saranno un’occasione per mostrare l’immagine di acque pure e lucenti, di giovani</strong></p>
<p><strong>pagaiatori senza anelli al naso ma apprezzabilmente coraggiosi (specie se vi sarà la forte</strong></p>
<p><strong>portata prevedibile in giugno) e di uno stile di vita nel quale la presenza reale di un bel</strong></p>
<p><strong>fiume acquista finalmente il suo valore. Nella zona ci si aspetta un positivo effetto per il</strong></p>
<p><strong>turismo giacché naturalmente vi saranno anche dei nuovi osservatori che avranno</strong></p>
<p><strong>occasione di conoscere il Sesia, il Piemonte e gli sport fluviali. Questo si collega anche alla</strong></p>
<p><strong>concessione di finanziamenti pubblici per alcune opere di adeguamento in valle.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>  </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>COSA SI E’ FATTO IN VALSESIA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La prima gara di canoa sul Sesia risale al 1963, un’epoca pionieristica. Da allora si</strong></p>
<p><strong>svolgono gare di discesa, gare di alto corso, di rafting, raduni come quello memorabile</strong></p>
<p><strong>dell’Alpin Kayak di Monaco che aveva raccolto gente da tutto il mondo, compreso</strong></p>
<p><strong>giapponesi. Sul Sesia è stata fondata nel 1978 la prima scuola di canoa italiana, sono stati</strong></p>
<p><strong>girati film e riprese televisive che hanno fatto conoscere il fiume. Soprattutto nei giorni</strong></p>
<p><strong>festivi il via vai di canoe è intenso e abbastanza impressionante. Parecchi canoisti sono</strong></p>
<p><strong>diventati frequentatori abituali della valle fino al punto di comprare abitazioni e, in</strong></p>
<p><strong>qualche caso, diventare dei residenti. Nel tempo si è consolidata la reputazione di un</strong></p>
<p><strong>fiume perfetto per gli sport fluviali e bellissimo che, da aprile a luglio, merita un viaggio di</strong></p>
<p><strong>mille chilometri per mettervi la propria canoa. Oggi vi operano parecchie organizzazioni che</strong></p>
<p><strong>propongono escursioni ai turisti e vi hanno operato come istruttori degli atleti  provenienti</strong></p>
<p><strong>da vari paesi fra cui Zimbawe, Australia, Argentina, Messico, Nepal. La possibilità di</strong></p>
<p><strong>sviluppare ulteriormente questo settore è enorme anche perché purtroppo molti altri</strong></p>
<p><strong>percorsi in Europa sono stati nel frattempo  completamente cementificati.   </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>  </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il Comitato per la tutela del fiume Sesia e dei suoi affluenti.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Su iniziativa di sei scuole di canoa e rafting, del Canoa Club Valsesia e dell’Associazione</strong></p>
<p><strong>Valsesiana Pescatori Sportivi si è costituito un comitato quando nel 2000 ci si è resi conto</strong></p>
<p><strong>che una ventina di impianti avevano ottenuto le concessioni alla captazione di acque ad</strong></p>
<p><strong>uso idroelettrico. In effetti nel 1985 l’ENEL aveva predisposto un programma di</strong></p>
<p><strong>sfruttamento che coinvolgeva quasi tutta la valle, ciò aveva bloccato fortunatamente per</strong></p>
<p><strong>quindici anni le ipotesi di altre dighe. Coinvolgendo la popolazione, un primo storico</strong></p>
<p><strong>comitato aveva subito contrastato in modo piuttosto energico la svolta idroelettrica</strong></p>
<p><strong>proponendo invece un’alternativa di sviluppo che favorisse le peculiarità dei luoghi. Ma</strong></p>
<p><strong>quando l’ENEL ha rinunciato ai suoi progetti, gli autoprodutttori privati hanno cominciato a</strong></p>
<p><strong>proporre i piccoli sbarramenti sperando di accaparrarsi cospicui finanziamenti legati alle</strong></p>
<p><strong>fonti di energia rinnovabili e godendo di agevolazioni e condizioni tariffarie</strong></p>
<p><strong>straordinariamente favorevoli (agevolazioni oggi ridimensionate). Comprendendo che  un</strong></p>
<p><strong>gran numero di piccole installazioni potrebbe paradossalmente rivelarsi anche più</strong></p>
<p><strong>invadente di un grosso bacino, il Comitato ha subito chiesto la realizzazione di uno studio</strong></p>
<p><strong>di compatibilità ambientale sugli usi plurimi delle acque: potabilità, stabilità idrogeologica,</strong></p>
<p><strong>irrigazione, energia, smaltimento reflui organici, fruizione ricreativa ecc. Dopo più di un</strong></p>
<p><strong>anno la Regione e la Provincia hanno accettato di appaltare e finanziare con 200 milioni di</strong></p>
<p><strong>lire questo studio, prendendo sembrerebbe anche in qualche considerazione la logica</strong></p>
<p><strong>richiesta del Comitato di stabilire una forma di moratoria o sospensione delle costruzioni</strong></p>
<p><strong>in alveo durante le fasi di studio (4 anni?). Il Comitato ha sollecitato positivamente</strong></p>
<p><strong>interpellanze al Consiglio Regionale, al Parlamento di Roma e ha ottenuto l’attenzione del</strong></p>
<p><strong>presidente della Commissione Ambiente della Comunità Europea. Nel frattempo si è</strong></p>
<p><strong>costituito in Piemonte un coordinamento dei comitati spontanei che si sono formati in</strong></p>
<p><strong>tutte le valli, infatti l’esigenza di energia “pulita” per limitare l’uso di petrolio ha lanciato</strong></p>
<p><strong>un centinaio di sbarramenti; proposti da privati e da società miste. Ma già negli anni</strong></p>
<p><strong>trenta i progettisti di centrali idroelettriche (come l’Ing.Omodeo) ammettevano di aver</strong></p>
<p><strong>esaurito lo sfruttamento dei siti davvero produttivi con circa l’80% di acque incanalate.</strong></p>
<p><strong>Oggi si raschia il fondo per produrre quantità irrisorie di elettricità con la distruzione degli</strong></p>
<p><strong>ultimi corsi d’acqua superstiti. Non c’è niente da fare se non: risparmio energetico,</strong></p>
<p><strong>fotovoltaico e soprattutto un diverso stile di vita (anche forse più divertente). Al Comitato</strong></p>
<p><strong>valsesiano hanno aderito per prime le Federazioni Canoistiche Svizzera e Tedesca, la</strong></p>
<p><strong>Comunità Montana Valsesia, il Comune di Varallo, poi il gruppo organizzatore dei</strong></p>
<p><strong>Campionati del Mondo del 2002 e via via la F I C K e molte altre federazioni nazionali,</strong></p>
<p><strong>moltissimi club e centinaia di canoisti di tutto il mondo. Nel gennaio 2002 ha aderito il</strong></p>
<p><strong>Club Alpino di Varallo e si prevede di intensificare l’azione localmente con interventi nelle</strong></p>
<p><strong>scuole, affissioni e altre iniziative.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Gli Enti preposti ad autorizzare la costruzione di una diga sono molti e può succedere che</strong></p>
<p><strong>il Servizio risorse idriche dell’Assessorato provinciale conceda l’uso di acque per esempio a</strong></p>
<p><strong>Morca (Varallo) per una diga posizionata in un luogo che l’Autorità di Bacino del fiume Po</strong></p>
<p><strong>considera area a rischio idrogeologico molto elevato (8 nov. 2001). Opporsi a un progetto,</strong></p>
<p><strong>o anche solo cercare di capire quel che sta succedendo, diventa ancora più difficile se il</strong></p>
<p><strong>proponente è una società mista di cui fa parte la  Regione. I costruttori e i progettisti</strong></p>
<p><strong>hanno dimostrato di saper frequentare i meccanismi dell’Amministrazione con perfetta</strong></p>
<p><strong>naturalezza e certamente senza le difficoltà che incontra un ingenuo gruppo di cittadini</strong></p>
<p><strong>poco “sgamati”. Quelli che vorrebbero lasciare ai propri figli la possibilità di vedere come è</strong></p>
<p><strong>fatto un fiume devono approfondire le buone conoscenze naturalistiche e geologiche per</strong></p>
<p><strong>contrastare la diffusa tendenza a voler credere che la gestione del territorio sia</strong></p>
<p><strong>unicamente una questione di appalti e di cemento armato. In più sembra utile un minimo</strong></p>
<p><strong>di competenza burocratica e di scaltrezza per non annegare subito nelle paludi limacciose</strong></p>
<p><strong>del Cocito e del Flegetonte.  L’esito della battaglia è incerto e qualcuno aspetta che</strong></p>
<p><strong>passino i Mondiali per ricominciare a muovere le ruspe.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Chi si oppone alle dighe sul Sesia non è ancora riuscito ovviamente a convincere delle sue</strong></p>
<p><strong>buone ragioni proprio tutti: non ha convinto purtroppo i costruttori; non ha convinto alcuni</strong></p>
<p><strong>fra i politici i quali forse per questo non sembrano troppo appassionarsi all’argomento; non</strong></p>
<p><strong>ha saputo convincere certi funzionari, veramente importanti, di uffici nei quali</strong></p>
<p><strong>imperscrutabili iter decidono se una diga si farà oppure no; e non ha convinto nemmeno il</strong></p>
<p><strong>cento per cento della popolazione, non quelli almeno, convinti che le dighe porteranno</strong></p>
<p><strong>lavoro. L’unica cosa in cui è riuscito fino ad oggi è evitare di trovarsi le dighe belle e fatte</strong></p>
<p><strong>sotto al naso. Per questo, in occasione delle imminenti gare mondiali il Comitato</strong></p>
<p><strong>valsesiano accetterà la solidarietà e la partecipazione di chi vorrà intervenire.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CONFERENZA STAMPA APERTA A TUTTI SABATO 1 GIUGNO ORE 17,00 PRESSO</strong></p>
<p><strong>ALBERGO ROSETTA A SCOPELLO CON INTERVENTI DEL DIRETTORE DE &#8220;LA RIVISTA</strong></p>
<p><strong>DELLA MONTAGNA&#8221; MANTOVANI, FABIO BALOCCO DI &#8220;CIPRA ITALIA&#8221; E WALTER</strong></p>
<p><strong>PEROTTO DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI PIEMONTESI CONTRO LE DIGHE.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>COSTRUIAMO UNA DIGA DI CANOE</strong></p>
<p><strong>Sabato 22 Giugno alle ore 17,00 a Morca il nostro Comitato patrocina una iniziativa</strong></p>
<p><strong>contro le dighe all&#8217;interno del raduno canoistico internazionale organizzato dai Canoa</strong></p>
<p><strong>Club di Milano Novara e Somma Lombardo. </strong></p>
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		<title>Comunicato Stampa Operazione Mondiali per il Sesia</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2002 02:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Operazione Mondiali per il Sesia
Dal 31 maggio al 2 giugno 2002 si terranno in Valsesia i Campionati Mondiali di Discesa in Canoa e Kayak (vedi sito www.wild-water.org per calendario e descrizione).            Da diversi anni incombe sul Sesia, perla di acqua viva rimasta intatta dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Operazione Mondiali per il Sesia</strong></p>
<p>Dal 31 maggio al 2 giugno 2002 si terranno in Valsesia i Campionati Mondiali di Discesa in Canoa e Kayak (vedi sito <a href="http://www.wild-water.org/">www.wild-water.org</a> per calendario e descrizione).            Da diversi anni incombe sul Sesia, perla di acqua viva rimasta intatta dalla cementificazione, la minaccia della costruzione di 25 sbarramenti artificiali.<br />
Tanti sono i progetti presentati, e due, quelli di Morca e Mollia, sono già in stato talmente avanzato nell’iter burocratico che l’inizio dei lavori incombe.</p>
<p>L’Operazione Mondiali per il Sesia rappresenta un’eccezionale opportunità per fare conoscere al mondo intero le minacce che pesano sul Sesia e che il “<a href="http://www.laproxima.it/comitatosesia">Comitato per la difesa del Sesia e dei suoi affluenti</a>” affronta da anni.</p>
<p>Chiediamo al più grande numero possibile di Club e Associazioni di canoisti, pescatori, ed altri praticanti ed amanti dei fiumi e della montagna in Italia e nel Mondo, di preparare ed inviare uno striscione o una bandiera che porti la scritta : “SALVIAMO IL SESIA” nella lingua, idioma o dialetto locale, accompagnata da nome e paese del Club o Associazione.</p>
<p>Sabato 1° Giugno alle 17 si terrà una conferenza stampa a Scopello alla quale parteciperanno Fabio Balocco (CIPRA Italia),Valter Perotto (Coordinamento dei Comitati contro i piccoli impianti idroelettrici), Roberto Mantovani (Direttore della Rivista della Montagna), e Frederic Gilardone (Responsabile dell’Operazione Mondiali, per il Comitato per la difesa del Sesia).  Sempre sabato 1° Giugno una fiaccolata in kayak sul fiume, la lettura sul palco dei Mondiali di temi di bambini delle scuole elementari della Valsesia,  e una festa dei volontari difensori del fiume concluderanno la serata.</p>
<p>Chiediamo ai volontari, domenica 2 giugno 2002, durante la gara di discesa sprint sul Sesia, di disporsi lungo le sponde del fiume per alzare, in una gigantesca “ola”, le bandiere al momento del passaggio di ogni concorrente.</p>
<p>Si tratterà di un’azione di forte impatto mediatico, data la presenza di TV e Giornali da tutto il mondo. <strong>Un intervento non violento</strong>, determinato ma festoso, che vuole onorare il nostro sport, difendendo quello che di più prezioso ha: le acque pulite, libere e selvagge. Per terminare la giornata, sabato sera una grande festa riunirà a Scopello i difensori del fiume.</p>
<table border="1" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tr>
<td colspan="3" width="653">
<p align="center">Al momento hanno aderito:</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="279">
<p align="center">58   Club / Associazioni</p>
</td>
<td width="199">
<p align="center"><strong>13 </strong>Coordinatori</p>
</td>
<td width="174">
<p align="center"><strong>132</strong>   Volontari</p>
</td>
</tr>
</table>
<p><a href="mailto:gilardonebap@intranet.etr.it">Fred Gilardone</a> &#8211; responsabile operazione<br />
<a href="mailto:alberto@superspazio.com">Alberto Faggioni</a> -responsabile media e coordinatori Italia<br />
<a href="mailto:renato@superspazio.com">Renato Murgolo</a> -responsabile sito Web</p>
<p>Tutti  i  riferimenti per  informazioni ed adesioni  su: http://www.superspazio.it</p>
<p><a href="http://superspazio.com/"><!--[if gte vml 1]&amp;gt;                                                  &amp;lt;![endif]--><!--[if !vml]--><img src="///C:/DOCUME%7E1/Albertof/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.jpg" border="0" height="60" width="468" /><!--[endif]--></a></p>
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