Archivio per July, 2008

Jul 14 2008

Il Comitato: Torrenti, si rischiano colate di cemento

Pubblicato da admin in Comunicazioni

dal quotidiano locale Notizia Oggi del 14 Luglio 2008
il Comitato difesa del Sesia risponde


Piano di Tutela ancora incompleto, il Comitato del Sesia lancia l’ allarme speculazioni sull’ energia idroelettrica “I sindaci devono sapere che nessuno ha mai vietato le centrali. Vengono solo imposti limiti a favore del territorio”

Non si vogliono scempi e cemento? Allora perchè si chiede di non ripristinare una tutela che di fatto non impediva, ma più semplicemente regolava, la realizzazione di centraline idroelettriche?

L’articolo in questione è come una “Ztl”, una zona a traffico limitato. Se c’è, ci passa solo qualcuno. Se non c’èm ci passano tutti”.
Non ci sta il Comitato per la difesa del Sesia e dei suoi affluenti che dopo anni di battaglie condivise con la gente e gli enti locali e culminate prima in una moratoria sul Sesia e poi nel Piano di tutela delle acque, si trova quasi punto a capo.
Quasi, perchè il fiume Sesia non è toccato dal revisionismo che si è aperto in Valsesia - o forse è solo stato anticipato - con la soppressione, per errore del consiglio regionale, della tutela ambientale e paesaggistica sugli affluenti in val Grande. A detta di tutti, consiglieri e assessore all’ ambiente in prima fila, una svista, che la giunta della Regione Piemonte ha già riparato approvando una modifica per ripristinare l’ articolo. La modifica, prima di diventare esecutiva, dovrà però passare in commissione e poi di nuovo in consiglio. Nel frattempo la Valsesia ha mandato a Torino una mozione, firmata da quasi tutti i sindaci dell’ alta valle, che chiede proprio il contrario: ovvero di lasciare le cose come stanno, e di coinvolgere le amministrazioni sedi di aree definite “zone di protezione speciale” nella ridefinizione corretta dei limiti di tutela. Perchè? In sintesi perchè si vuole poter utilizzare l’ acqua degli affluenti per realizzare impianti di produzione di energia elettrica.

Alberto Smuraglia e Ferruccio Lazzeri, una posizione, in fondo, che non vi vede del tutto contrari, giusto?
No, infatti. Ribadiamo per l’ ennesima volta che il Comitato di tutela del Sesia e degli affluenti non è contrario in modo assoluto e a priori agli impianti idroelettrici. Quello che abbiamo sempre chiesto è controllo, rispetto e soprattutto programmazione.
In che senso?
Nel senso che se si vuole puntare sul turismo, si chiedono e si ottengono dalla Regione milioni di euro di finanziamento per lo sci a Mera e ad Alagna, si investe sulla ricettività, non si può poi far finta o dimenticare che il fiume ed i suoi torrenti sono un elemento determinante. Sia per le attività d’ acqua, sia per il paesaggio e dunque l’ escursionismo. Il presidente della Comunità montana Valsesia in una recente intervista dice che il Sesia non risentirebbe dell’ eventuale captazione dei suoi torrenti perchè l’ acqua verrebbe prelevata in un punto, incanalata verso la centralina e poi reimmessa in alveo prima di sfociare nel fiume. Dimentica però che forse gli escursionisti vengono sulle nostre montagne anche perchè quel torrente, con tutta la sua acqua, rende bello e speciale il paesaggio. E forse nemmeno ha presente, quando parla di val Vogna, la devastazione che la costruzione della centralina ha provocato.
Allora si lasci tutto com’è?
No. Ma si programmi e si mantenga un controllo. Questo non va nella richiesta dei sindaci dell’ alta valle e della Comunità montana alla Regione.
Ovvero?
L’articolo stralciato dal Piano di tutela delle acque non impediva la realizzazione di centraline. Semplicemente imponeva dei limiti e delle norme più restrittive ai progetti, dai parametri del deflusso minimo vitale alla valutazione di impatto ambientale. Era una tutela ambientale e paesaggistica, infatti, diversa cioè da quella sul Sesia, di tipo turistico-sportiva, che non concede niente. Ci chiediamo dunque perchè vogliano eliminarla. E’ come avere una “zona a traffico limitato”. Se c’è si fanno passare solo alcuni veicoli, con determinate caratteristiche. Se non c’è, passano tutti, senza controllo. E questo è molto pericoloso.
Eppure i sindaci e la Comunità montana hanno firmato a favore di una maggiore libertà.
Il presidente Diego Burla dice che il Piano di tutela delle acque non gli pare sia espressione di quello che vuole il territorio. Noi diciamo due cose: primo, che il territorio va davvero sentito. Vanno sentiti gli operatori economici, vanno sentiti i residenti, i proprietari di casa. La gente, insomma.
Posso citare i casi del consorzio di Otro contrario alla centralina sul torrente omonimo che ha anche tentato le vie legali per opporsi. Oppure la raccolta firme contro l’ impianto della val Vogna. Oppure ancora il no di Rimasco anni fa al progetto che, infatti, l’ allora sindaco Pierangelo Antonietti ha fermato per rispetto della volontà della gente. Non ultimi, ricordiamo gli abitanti di Locarno.
E la seconda casa ?
Non dimentichiamo il passato. Perchè non è stato solo il Comitato del Sesia a volere lo studio sull’utilizzo plurimo delle acque che poi è sfociato ed è stato inglobato nel Piano di tutela. A chiederlo a gran voce alla Regione e alla Provincia di Vercelli, che poi l’ hanno in effetti commissionato, sono stati anche la Comunità montana Valsesia, l’ Atl, i Comuni, l’ associazione degli albergatori. E cosa diceva quello studio realizzato tra l’altro da professionisti specializzati in impianti idroelettrici ?
Ricordiamolo
Concludeva, tra le altre cose, che il nostro bacino idrografico, per le sue dimensioni e caratteristiche, era ormai ampiamente sfruttato dal punto di vista delle derivazioni e andava invece preservato come patrimonio ambientale unico nel suo genere, da sfruttare economicamente con la pesca, il turismo e lo sport.
Insomma, secondo voi allora cosa sta succedendo?
Abbiamo cercato di capirlo.
Anche per questo non siamo intervenuti prima. L’impressione è che, da una parte, davvero in Regione abbiano commesso un banale sbaglio, dall’ altra, i Comuni della Valsesia siano con l’ acqua alla gola e pensino di risolvere i loro problemi di bilancio con l’ energia idroelettrica.

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Jul 10 2008

La giunta regionale approva il ripristino della tutela sugli affluenti

Pubblicato da admin in Comunicazioni

dal quotidiano locale “Notizia Oggi” del 10 Luglio 2008
Tutela del Sesia a rischio i sindaci valsesiani vogliono le centrali


Mentre la Valsesia sceglie la linea dello sfruttamento delle acque locali per produrre energia elettrica, la Regione va avanti nell’ impegno preso all’ indomani della svista che ha stralciato dal Piano di Tutela i vincoli ambientali sugli affluenti del fiume Sesia.

Nella seduta di lunedì, infatti, la giunta piemontese ha approvato la proposta di deliberazione del consiglio regionale con la quale vengono ripristinate le norme di salvaguardia sul bacino idro-geografico del Sesia. La proposta dovrà adesso essere approvata dal consiglio dopo che su di essa si sarà pronunciata la commissione competente.
E’ qui che dovrà interferire la Comunità montana per vedere riconosciuta la sua volontà. I lavori però sono lanciati: “Dovrebbe trattarsi per lo più di un passaggio formale - commenta il consigliere regionale Wilmer Ronzani del Pd - trattandosi di una norma che ripristina le salvaguardie previste dal Pta le quali però sono state soppresse per errore nel corso della discussione e della approvazione della legge finanziaria regionale”.
L’ obiettivo è di ripristinare quelle norme di salvaguardia con le quali tutelare un’ area ad elevata protezione, di particolare valore sotto il profilo ambientale e naturalistico: “Come si ricorderà durante la discussione della legge finanziaria regionale - prosegue Ronzani - il consiglio approvò un emendamento a firma del consigliere Ricca che nelle intenzioni del proponente si proponeva unicamente di alleggerire le norme di salvaguardia riguardanti la ValChiusella ma che, per come era stato formulato, ha comportato anche l’ abrogazione di quelle previste sul Sesia. Da qui l’urgenza di reintrodurre queste norme per conservare l’ elevato livello di naturalità dell’ area a monte del comune di Varallo attraverso una serie di interventi, compreso una limitazione dei prelievi.”

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Jul 10 2008

I sindaci della Valsesia vogliono le centrali elettriche

Pubblicato da admin in Comunicazioni

dal quotidiano: Notizia Oggi del 10 Luglio 2008
Tutela del Sesia a rischio i sindaci valsesiani vogliono le centrali


La consulta dei comuni al di sopra di Varallo chiederà alla Regione Piemonte di non ripristinare i vincoli ambientali sugli affluenti del fiume Sesia. La proposta è partita da Campertogno. La Comunità Montana appoggia “Niente scempi e cemento: ma la valle deve riprendersi il territorio”
Vogliamo decidere noi cosa fare del nostro territorio. Non siamo certo dei delinquenti cementificatori ….

Varallo - “Vogliamo decidere noi cosa fare del nostro territorio. Non siamo certo dei delinquenti cementificatori”. A questo grido, martedì sera, la consulta dei sindaci della Comunità montana Valsesia ha approvato quasi all’ unanimità la mozione presentata dal Comune di Campertogno che chiede alla Regione di non ripristinare il vincolo sul torrente Artogna, abrogato con l’ultima legge finanziaria, anche se per una clamorosa svista come dichiarato dallo stesso assessore regionale all’ ambiente Nicola De Ruggiero. I 19 Comuni presenti hanno votato tutti a favore del documento, ad eccezione di Vocca e Cervatto che si sono astenuti. Assenti Piode e Carcoforo. Non erano inclusi i sette Comuni della bassa valle che non vengono toccati dai vincoli del Pta (Piano di tutela delle acque) sugli affluenti del Sesia (Varallo, che però rientra nella norma che tutela l’ asta del fiume, Civiasco, Quarona, Borgosesia, Cellio, Breia e Valduggia).
“La consulta si è espressa quasi all’unanimità - dice il presidente della Comunità montana Diego Burla - anche se in ritardo perchè la giunta regionale ha già approvato una modifica che divide le vicende del Sesia della Dora Baltea. Vocca si è astenuta, confermando la sua posizione storica, così come Cervatto. Tutti gli altri, invece, hanno convenuto di mantenere quanto finanziaria ha legiferato, cioè l’ abrogazione dell’ articolo 23″.
Le motivazioni della richiesta risalgono alla condivisione dell’utilizzo di fonti energetiche alternative rinnovabili, dell’uso dei fiumi per produrre energia e dei sindaci che vogliono riappropriarsi del territorio - spiega Burla - in modo che siano loro a decidere cosa fare e che la montagna non diventi un museo. Siamo noi che viviamo queste montagne ed è giusto che siamo noi a decidere cosa fare. Non penso che gli amministratori siano dei delinquenti che vogliano fare scempio dei loro monti. Il nostro compito è sintetizzare gli umori della popolazione.
La scelta della Comunità montana, quindi, è di stare al passo con i tempi: “le cose sono cambiate rispetto a 20 anni fa - prosegue Burla .- Prima il petrolio costava 20 dollari, l’ inquinamento non c’era. Ora il petrolio è alle stelle e l’ inquinamento dilaga. Noi vogliamo andare incontro alla natura riducendo l’uso di combustibili fossili e scegliendo fonti di energia compatibile con l’ ambiente. Lasciate decidere a noi come usare il territorio, fare una buona montanità non vuol dire lasciare tutto come è, come in un presepe, ma integrarsi con le necessità dell’ambiente ed usare le proprie risorse per migliorarlo. Assicuro che non vogliamo scempi, non vogliamo cemento: siamo nati anche noi qui, su queste montagne.”
La decisione della consulta dei sindaci ora dovrà mettersi di mezzo all’ iter burocratico avviato nei giorni scorsi per rimediare all’ errore del consiglio regionale che, per togliere un vincolo in val Chiusella, ha tolto anche quello sugli affluenti del Sesia, in quanto l’ articolo abrogato si riferisce ad entrambi i territori. “Notificheremo la nostra decisione - precisa Burla - a tutti gli organi regionali e ai gruppi consiliari per avvertirli della nostra esigenza”.

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Jul 07 2008

Legambiente: Tocca alla Regione Piemonte evitare che accada l’ irreparabile

Pubblicato da admin in Comunicazioni

dal quotidiano: Notizia Oggi del 07 Luglio 2008
Tutela del Sesia a rischio Legambiente: tutela Fiume Sesia in serio rischio


Gli amministratori della Valsesia disertano l’incontro organizzato da Legambiente per parlare dell’ emendamento che, per errore del consiglio regionale, ha annulato i vincoli di tutela del Sesia.


Presenti invece i rappresentanti delle forze ambientaliste locali: Italia Nostra Valsesia e Novara, Gruppo Tutela ed Ambiente di Serravalle ed il Comitato di tutela del fiume Sesia e affluenti.
“L’ assenza degli enti locali è un segno forte da imputare a due fattori - dichiara Agostino Veronese, responsabile di Legambiente Valsesia - il primo, l’ assenza di una figura di richiamo come l’assessore regionale all’ ambiente per cui molti avranno giudicato superfluo esserci; il secondo, molto più pericoloso, è la speranza di alcuni che il tempo passi, le cose vadano per le lunghe e si finisca per dimenticarsi di ripristinare la tutela sul corso d’acqua”. Gli organizzatori sono comunque soddisfatti del dibattito che si è sviluppato e dell’ unanimità con cui si è deciso di procedere impegnando la Regione Piemonte a correre ai ripari il prima possibile: “Stiamo predisponendo un documento che faremo poi firmare a tutti i presenti in cui si chiede tra l’ altro all’ assessore regionale Nicola De Ruggiero di venire in Valsesia entro la fine di luglio per un confronto sulla questione, sperando che nel frattempo ci arrivi la bella notizia della soluzione positiva del pasticcio con il ripristino delle protezioni”

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